mercoledì 12 settembre 2012

LA PAROLA PASSA ALLA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA, MA INTANTO DILAGA L’ANTI-EUROPEISMO


Oggi sarà un’altra giornata di passione per la martoriata eurozona, un’altra stazione nella tragica Via Crucis in cui siamo costretti a vivere, per redimerci dai peccati del mondo e per dimostrare la nostra fede al dio dei banchieri e dei politici corrotti. Un dio molto particolare, chiamato euro e simboleggiato da una moneta, che ci segue sempre, si insinua nei portafogli e nei circuiti telematici, ci chiede sacrifici  in cambio dell’eternità, ci impone un decalogo di comportamenti da tenere: 1. Non avrai altra moneta all’infuori di me 2. Non nominare la parola “fuori dall’euro” invano 3. Ricordati di pagare le tasse e accettare riduzioni del salario 4. Onora la BCE e l’Unione Europea 5. Non uccidere, ma se vuoi suicidati 6. Non portare i capitali in Svizzera 7. Fatti derubare dai banchieri senza opporre resistenza 8. Non dire mai come funziona veramente l’economia e la politica monetaria 9. Non desiderare mai le monete sovrane come il dollaro, la sterlina o la corona svedese  10. Non desiderare mai di vivere in Svezia, Islanda o in Argentina, dove le crisi finanziarie si risolvono nel giro di un anno nazionalizzando le banche.


In Europa ormai la sofferenza è diventato l’unico viatico per la beatitudine, perché come nelle migliori tradizioni religiose che si rispettino, il dio euro usa il bastone e le punizioni corporali degli umili, dei reietti, dei poveri come dimostrazione di fedeltà e chiede di essere venerato ogni giorno, ad ogni ora, da uno stuolo di giornalisti devoti e di fedeli bigotti. A capo della gerarchia ecclesiale dell’euro come sappiamo ci sono loro, i banchieri, e poco sotto, i cardinali, i cosiddetti tecnocrati che di tecnica economica conoscono soltanto ciò che vogliono e devono sapere, e i vescovi disseminati sul territorio, i politici senza patria, senza pudore e senza ideologia. Una struttura monolitica e compatta che per quanto imponente non può avere alcun cedimento o ripensamento, rischio il miserevole crollo dell’intero edificio di menzogne. E soprattutto i prelati dell’euro devono mostrare alla gente il cilicio e il pugno di ferro per evitare che si sparga il maggiore nemico di ogni forma di fanatismo religioso: il dubbio. Ogni volta che qualcuno avanza ipotesi di eresia e contesta a ragion veduta il motivo per cui a differenza di tutte le altre unioni monetarie della storia, l’euro deve essere “irreversibile” ed “eterno”, si procede puntualmente ad interminabili ovazioni mediatiche ed esegesi consacratorie con lo scopo di eliminare dal dibattito qualsiasi proposta di cambiamento o superamento. Nessuno deve osare intaccare la solidità dell’euro o suggerire modifiche del sistema istituzionale che lo supporta, perché la moneta unica è nata con lo scopo di estrarre ricchezza e valore dal basso, dal lavoro, per traferirla verso l’alto, la finanza e così deve rimanere per sempre. In eterno.  


Questa volta l’ennesimo processo di beatificazione farsa dell’euro si svolgerà in Germania, nella piccola cittadina di Karlsruhe, dove ha sede la Corte Costituzionale tedesca. I giudici, che in questo anacronistico tramonto dell'Occidente hanno il ruolo dei teologi medievali che disputavano sull'immortalità dell'anima o sulla natura degli angeli, dovranno stabilire se è legittimo fornire salvataggi finanziari ai paesi in crisi della periferia utilizzando i soldi dei cittadini tedeschi, attraverso i fondi di salvataggio. La sentenza è scontata, perché per ammissione degli stessi giudici ci sono state pressioni di carattere economico e politico che li hanno indotti a prendere una decisione piuttosto che un’altra. Il Meccanismo Europeo di Stabilità MES, attraverso il quale verrà chiesto un ulteriore sacrificio a tutti i cittadini dell’eurozona per tenere in piedi quest’idolo caracollante della moneta unica, verrà quindi regolarmente ammesso come strumento di tortura e di strozzinaggio finanziario. I cittadini, come sempre accaduto e accadrà con l’euro, dovranno pagare per riparare i danni politici causati dall’adozione tecnicamente fallimentare di una moneta unica in Europa e i guasti finanziari derivanti dalla libera e sregolata circolazione dei capitali su cui hanno speculato, fatto profitti e accumulato enormi ricchezze soltanto banche, società finanziarie e traders


Ma più che il verdetto, che è e sarà come detto a senso unico, è emblematico capire come funzionano queste operazioni di raggiro e depistaggio all’interno dell’Unione Europea, molto simili a ciò che accade nelle dittature di fatto che ancora vogliono ostentare un aspetto democratico di facciata. La costituzione tedesca, come d’alta parte tutte le altre costituzioni europee, è subordinata al rispetto del Trattato di Maastricht, il famigerato “vincolo esterno”, e siccome nel contratto costitutivo dell’Unione Europea non si fa cenno alla possibilità che un paese fornisca salvataggi o bailout finanziari ad altri paesi in difficoltà, qualcuno in Germania aveva giustamente sollevato l’ipotesi di incostituzionalità di qualunque fondo di salvataggio, dal primo EFSM, all’EFSF, fino appunto all’ultima evoluzione più raffinata e predatoria del MES. Obiezione più che lineare e corretta, che è stata subito accolta e smontata nel modo più ovvio che esiste quando a comandare sono dei dittatori e non dei politici democraticamente eletti. Nelle varie commissioni europee hanno infatti lavorato alacremente (cosa che non accade mai per le modifiche ai trattati europei tanto invocate dalla parte più speranzosa e illusa dell'opinione pubblica riguardanti l’unione politica, fiscale, amministrativa) per aggiungere questo paragrafo all’articolo 136 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea: “Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità".


Il gioco è fatto, l’ostacolo è aggirato. I salvataggi finanziari adesso sono perfettamente in linea con la costituzione tedesca. I parlamenti europei, compresi il Bundestag tedesco e il parlamento italiano, hanno già approvato in grande fretta e a larga maggioranza la modifica ai trattati europei per mettere una pezza alla falla e i tedeschi più pignoli che avevano inviato il legittimo ricorso alla Corte Costituzionale di Karlsruhe sono belli che sistemati. Certo, esiste il cavillo della retroattività di tale modifica, visto che i fondi di salvataggio sono nati prima delle ratifiche parlamentari, ma in questo caso saranno i giudici costituzionali tedeschi con la loro competenza e fantasia ad inventarsi qualche stratagemma o strana alchimia giuridica per coprire la voragine di democrazia che esiste oggi in Europa. Ad ogni modo, va riconosciuto ai cittadini tedeschi il merito di averci provato e di avere aperto la questione tutt’altro che secondaria, mentre qui in Italia non solo la Corte Costituzionale è assente su questi argomenti (si parla fino allo sfinimento della trattativa fra lo stato e la derelitta mafia siciliana per distrarre l’attenzione, ma mai dell’intreccio fra il nostro ex stato democratico e sovrano e la Mafia Finanziaria e Corporativa molto più grande, che ha sede a Bruxelles), ma non c’è stato mai un vero dibattito interno o parlamentare sugli stravolgimenti radicali apportati soprattutto dai due ultimi accordi intergovernativi, il Fiscal Compact e il MES. Niente, silenzio più assoluto, la gente non deve sapere cosa stanno architettando alle loro spalle i tecnocrati di Bruxelles e i politici collusi e asserviti alla dittatura europeista.


Fra l’altro, per non smentire la loro pignoleria e il rigore che li contraddistingue, i cittadini tedeschi stanno ancora continuando ad inviare altre decine di ricorsi per contestare non solo la legittimità dei fondi di salvataggio, ma anche la regolarità dell’ultima diavoleria finanziaria creata dal governatore della BCE Mario Draghi, ovvero l’OMT (Outright Monetary Transactions), l’acquisto illimitato di titoli di stato sul mercato secondario, che viola palesemente l’articolo 123 del TFUE, il quale impedisce appunto o meglio dovrebbe impedire alla banca centrale qualsiasi forma di finanziamento diretto dei governi nazionali. Anche in questo caso i giudici della Corte Costituzionale di Karlsruhe troveranno un rimedio per mettere a tacere i rompiscatole, ma questi continui intoppi burocratici e legislativi dimostrano evidentemente che in Germania qualcosa si sta cominciando a muovere. Lo spirito puritano e luterano dei tedeschi inizia a ribellarsi e rumoreggiare vivacemente di fronte ai soprusi e ai difetti di forma dell’unione monetaria più sgangherata e strampalata di tutti i tempi. Non si tratta soltanto di ricorsi di legittimità, ma di vere e proprie manifestazioni di protesta popolare, con tanto di bare a lutto che portano in corteo funebre l’euro, oppure di rivendicazioni salariali come quelle sacrosante dei lavoratori della Lufthansa. Ovviamente di tutto questo in Italia non se ne deve parlare, perché non bisogna far sapere alle vittime italiote che in realtà i loro maggiori alleati nella lotta contro il ladrocinio europeista sono coloro che reputano gli oppressori, ma basta sfogliare i titoli dei maggiori quotidiani tedeschi il giorno successivo alla decisione di Mario Draghi del 6 settembre, per capire che in Germania il bicchiere è quasi colmo: “Un Giorno Nero per l’Euro”, “Superata la Linea Rossa”, “Il Vaso di Pandora è stato scoperchiato per sempre”, “La BCE ricompensa la cattiva gestione”.


I tedeschi sono stanchi dell’euro, della BCE, dell’Unione Europea  e ne hanno tutte le ragioni: fin dall’inizio di questa triste storia di unificazione monetaria hanno dovuto pagare in termini di deflazione salariale per diventare più competitivi dei concorrenti europei e sfruttare i vantaggi della moneta unica, adesso devono pagare perché sono diventati troppo competitivi e hanno affossato di debiti i paesi della periferia. Insomma quando arriverà un po’ di luce per i lavoratori tedeschi? Ma se l’euro significa solo sacrifici e rimborsi per finanziare fondi di salvataggi, ma perché mai tenersi ancora questo maledetto euro e non tornare invece al marco? Ribadiamo che stiamo parlando di normali cittadini e lavoratori, perché sappiamo bene che nel complesso il sistema Germania, lo stato, le sue aziende e le sue banche, hanno guadagnato in modo sproporzionato dal regime dei cambi fissi, che ha annientato la competitività delle economie dei paesi PIIGS. Ma come in tutti i paesi mercantilisti che basano la propria forza sulle esportazioni, le svalutazioni salariali, la compressione della domanda interna, la bassa inflazione, questi vantaggi non sono equamente divisi fra imprenditori, banchieri, detentori di capitale e lavoratori: mentre ai primi vanno tutte le rendite e i profitti, i secondi devono pagare tutti i costi dell’unificazione monetaria accettando senza battere ciglio la politica dei bassi salari e l’alta flessibilità del mercato del lavoro. Uno squilibrio intollerabile e insostenibile che alla fine farà della Germania l’unica vera polveriera in grado di far saltare l’euro e tutte le sue distorsioni democratiche, economiche, politiche.


E nella stessa situazione dei tedeschi, si trovano anche i cittadini olandesi, che proprio  oggi si dovranno recare alle urne per rinnovare il parlamento. Con la crisi economica che batte alle porte (è proprio di oggi la notizia che la Philips licenzierà più di 2000 lavoratori in tutto il mondo) e il sentimento anti-europeista che ormai serpeggia alla luce del sole nel dibattito interno, soprattutto nei partiti ad estrazione democratica e popolare (quindi non stiamo parlando della cosiddetta “sinistra”,  che anche in Olanda, come in tutto il resto d’Europa, è appiattita sul disegno fascista dell’euro, o degli indefinibili “liberali”, che appoggiano per diretta discendenza i programmi neoliberisti imposti dall’Unione Europea), le elezioni in Olanda rappresentano dunque un altro banco di prova per capire quale sarà il destino dell’euro. Se anche il nostro primo ministro fantoccio Mario Monti si è allarmato per questo “inspiegabile” e “insopportabile” movimento di protesta contro l’euro e la dittatura tecnocratica che lui stesso rappresenta, significa che un po’ di paura che tutto il piano totalitario venga smontato dal basso, dal popolo, da quella pratica inconsulta e ancestrale del suffragio universale, prima ancora che dai circuiti finanziari fuori controllo, ce l’hanno pure loro, gli stessi progettisti e tessitori del piano dissennato.


Singolare il fatto che Mario Monti abbia proposto al presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy di indire al più presto un vertice europeo per contrastarele forze anti-europee e i populismi” che stanno attraversando tutta Europa, da Nord a Sud, non per capire i motivi di questo disagio, come dovrebbe avvenire in una normale dialettica democratica. Come tutti gli oligarchi che si autoproclamano al governo di una nazione, Mario Monti considera i “populismi” un semplice ma fastidioso difetto di comunicazione della classe dirigente, che si deve correggere con i giusti accorgimenti di forma e di censura, perché ai suoi occhi solo tutto ciò che è impopolare e difende gli interessi delle èlite è anche giusto, buono, serio e conveniente. Le ragioni del popolo invece essendo balorde e grossolane portano quasi sempre più danni che benefici al popolo stesso. Bisogna capirlo il “povero” Mario Monti, lui proviene dall’alta aristocrazia padronale, conosce solo i consessi agiati che ha frequentato, considera le tematiche dei salotti e dei congressi a porte chiuse del Gruppo Bilderberg come le uniche veramente degne di essere trattate e discusse e non si è mai confrontato a viso aperto con la vita delle persone “normali”. Chi è abituato a vivere sul piedistallo capisce solo quello che riesce a vedere da lassù e tutto il resto per lui semplicemente non c’è, non esiste. Questi sono i presupposti per costruire una dittatura illuminata, che sostituisce di soppiatto la democrazia e sa quello che è giusto per noi ancora prima che lo chiediamo o esprimiamo la nostra opinione. Una forma di dittatura molto più sottile e impalpabile che porta però alle stesse estreme conseguenze di fanatismo delle dittature brutali e militari: così come Mario Monti non vuole discutere sugli effetti delle sue manovre recessive perché necessarie, allo stesso modo non penso che Hitler ammettesse controversie sulla superiorità della razza ariana o Savonarola perdesse tempo a discutere con la gente sui motivi per cui la cultura è un male e bisogna bruciare tutti i libri che inducono al peccato. Si fa così, perché è giusto così e io dico che si deve fare così. Punto.  

   
Tuttavia è bene ricordare che le preoccupazioni di Mario Monti sul “rigetto” contro l’Europa o i tentativi di “disintegrazione” dell’Unione Europea non sono tanto rivolte a ciò che sta accadendo in Italia, dove l’opinione pubblica e la propaganda di regime è tutta allineata e ben inquadrata a rispettare e ad incentivare la sudditanza nei confronti di Bruxelles impedendo la diffusione di un dibattito aperto e democratico, ma laddove i malumori sono molto più profondi e radicati: nel Nord Europa, in Germania, in Olanda, in Finlandia, in Austria, nella regione che in teoria avrebbe dovuto ottenere tutti i vantaggi dell’euro e non è stata ancora travolta dalla crisi finanziaria. Mentre i meridionali sono stati ormai mortalmente ammorbati dai sensi di colpa e dalla falsa retorica dei “paesi spendaccioni”, diventa molto più difficile convincere i cittadini tedeschi, olandesi, austriaci, finlandesi che anche loro sono sporchi, brutti e cattivi e devono pagare i fondi di salvataggio per redimere i peccati. Dire a un lavoratore tedesco in mobilità o impiegato in tre mini-jobs contemporaneamente da 300-400 al mese ciascuno, che anche lui deve pagare per una crisi ancora inesistente nel suo paese, è molto più complicato che spiegare ad un dipendete pubblico italiano o spagnolo che lui deve fare qualche ulteriore sacrificio per non finire per strada o fare la fine dei cassaintegrati o disoccupati che ormai abbondano nelle file degli uffici di collocamento. In questo caso la retorica e la demagogia dei politici seri ma impopolari deve trovare argomenti molto più convincenti e credibili, e il tempo come si sa è tiranno: i tedeschi non hanno ancora digerito il MES che già si devono sorbire l’OMT, e chissà con quante altre sigle verranno turlupinati in futuro.


Ma i tedeschi, come abbiamo già detto e come ampiamente risaputo, sono di un’altra pasta rispetto ai popoli latini (non meglio o peggio, ma semplicemente “diversi”) e il fatalismo meridionale proprio non gli va giù: come fai a convincere un tedesco che una cosa ampiamente irrazionale deve essere accettata al pari di un imperativo categorico kantiano? Come fai a spiegare ad un tedesco che bisogna pagare le indulgenze a Roma e Madrid per assicurarsi la salvezza dell’anima e del posto di lavoro? Come fai ancora a raggirare un tedesco imbevuto di logica dialettica hegeliana con le stesse insensate allegorie o luoghi comuni in cui sguazzano da sempre i pazzi e funambolici meridionali? Non voglio fare questioni di razza, sempre insidiose e inopportune, ma lo spirito di un popolo si riconosce anche da questi dettagli e mentre a Roma e Madrid la gente pagava tranquillamente le simonie ai vescovi e ai prelati come fosse la cosa più normale del mondo, nel 1517 uno sconosciuto teologo tedesco di nome Martin Lutero affiggeva sulla porta della cattedrale di Wittenberg un papello di 95 tesi per denunciare i crimini e gli abusi del cattolicesimo papalino. Ci sarà una ragione per questa differenza di comportamento? Forse sarà il clima più rigido e inclemente ad ispirare questo rigore logico e questa disciplina di condotta, ma è fuor di dubbio che il cervello di un tedesco lavora ad un altro regime rispetto a quello di un italiano e di uno spagnolo, fino a raggiungere le tipiche devianze di chiusura mentale e intransigenza che qui nel meridione sono molto più addolcite dai tiepidi tepori del libeccio o addirittura prosciugate dalle roventi arsure dello scirocco. Per carità, anche qui da noi al sud arrivano ogni tanto le gelate, ma queste servono per raffreddare e congelare il dibattito al punto in cui ci troviamo, non per favorire il raccoglimento e la capacità di concentrazione, che sono elementi necessari per fare un passo avanti e per dare un ordine razionale alle cose. 

   
Per capire fino a che punto si spinge la “follia” meridionale basta analizzare i dati dell’ultimo sondaggio della società Demos, fatto per conto del giornale allineato e asservito La Repubblica, che nelle intenzioni dei committenti doveva servire a rafforzare la figura, il prestigio e la popolarità del ragioniere e curatore fallimentare Mario Monti. Se guardiamo al gradimento del commissario fantoccio inviato da Bruxelles, vediamo che si colloca abbondantemente al primo posto, con una maggioranza assoluta delle preferenze del 55,2% e un distacco dal secondo di ben 12,7%. Certo se osserviamo la caratura e la pochezza dei suoi diretti concorrenti di poltrona, da Renzi ad Alfano, da Bersani a Vendola, ci accorgiamo che il professore di economia neoliberista della Bocconi e consulente della Goldman Sachs vince chiaramente per mancanza di avversari: se gli italiani hanno deciso di farsi derubare dai banchieri, meglio affidare il compito ad un professionista serio e competente che in quanto a rapina e logiche predatorie conosce il fatto suo, piuttosto che mettersi nelle mani di gente incapace e inaffidabile come Bersani, Renzi e il resto della combriccola. Da notare anche, che diversamente da ciò che accade negli altri paesi europei, non c’è nessun leader che abbia una posizione critica sull’euro o sia in grado di argomentare un ragionamento sensato sui problemi della moneta unica. Con qualche distinguo, sono tutti allineati al progetto estorsivo dell’eurozona.





Per quanto riguarda la fiducia complessiva al governo, qui con una tendenza chiaramente discendente rispetto al plebiscitario consenso iniziale del 78,6%, siamo ancora poco sopra la maggioranza assoluta con il 52,3%. La parte più cospicua di questo sostegno viene neanche a dirlo dagli elettori del PD, in quanto i piddini, che un tempo erano accostati alla sinistra popolare e operaia e oggi non si sa più chi e cosa sono, hanno ormai intrapreso questo lungo cammino di autoflagellazione masochistica, simile ad un vero e proprio Calvario, appoggiando di volta in volta tutti i banchieri o tecnocrati con idee completamente opposte rispetto alla sinistra storica, che con spietatezza e solerzia criminale hanno stralciato i loro diritti di lavoratori, studenti, pensionati e devastato i loro stessi interessi di risparmiatori e consumatori: Prodi, Dini, Ciampi, Padoa Schioppa, Monti, manca solo Dracula e Hannibal Lecter e il cerchio si può tranquillamente chiudere. Gli elettori di tutti gli altri partiti (tranne quelli dell’UDC che per solidarietà alla devozione evangelica del loro leader Casini al beato Monti, sono quasi tutti inginocchiati di fronte al santo di turno) sono invece più combattuti e mostrano parecchie perplessità sull’operato del governo. Certo se il Movimento 5 Stelle rappresenta in Italia l’unica vera opposizione a questo governo e a questo regime, la fronda italiana della corrente antieuropeista che dilaga nel resto del vecchio continente, e i suoi elettori sono per il 42,5% favorevoli al governo Monti, significa che come da copione Beppe Grillo è riuscito ad innestare nel cervello dei suoi seguaci qualche cortocircuito mentale e diverse incongruenze logiche. In fondo il suo ruolo istituzionale è quello di creare confusione, riempire un vuoto, disperdere la protesta su argomenti futili e narcotizzare il dissenso, quindi chapeau a Grillo. Come riesce lui a fregare e manipolare i suoi elettori non ci riesce nessuno (o meglio, diciamo che ha imparato da illustri maestri nostrani perché in manipolazione mediatica del consenso abbiamo davvero pochi rivali all'estero).






Ma veniamo adesso all’apice dell’incoerenza e alla prova del caos che avvolge la capacità di giudizio degli italiani: un sintomo di annebbiamento che dimostra nel contempo come stia lavorando bene ai fianchi della residua intelligenza italiota la propaganda di regime. Dai dati finora analizzati, uno si aspetterebbe che con un gradimento e una fiducia così alti, il popolo italiano sia soddisfatto delle riforme introdotte dal governo Monti e perfettamente allineato con i suoi obiettivi, mentre se guardiamo sotto l’opinione espressa sui maggiori interventi effettuati dall’esecutivo, riforma delle pensioni e del lavoro, liberalizzazioni, tassa sulla casa, notiamo che i giudizi sono quasi tutti molto negativi: quindi ciò significa che la maggioranza degli italiani appoggia Monti e il suo governo, ma non gradisce molto quello che fa e come lavora. Ma cosa significa? Se non si giudica un governo per quello che fa, su quali altri parametri gli italiani elaborano il loro giudizio? Il colore del vestito o il tono di voce? O la famigerata sobrietà che fa rima con falsità? Ma poi, se non mettere nuove tasse e ridurre la spesa pubblica, come peraltro ha sempre dichiarato pubblicamente, cosa si aspettavano che facesse Mario Monti e la sua torma di banchieri? Se il suo compito, ampiamente acclarato, era quello di ridurre il debito pubblico e rimborsare i maggiori creditori dello stato, davvero gli italiani pensavano che avrebbe aumentato gli stipendi e l’occupazione? O risollevato la crescita economica, quando è lui stesso ad ammettere che le sue riforme sono recessive? Mistero della fede. In questi casi bisogna solo sospendere la ragione e lasciare che sia il solito fatalismo italico a spiegare certe dinamiche umanamente non spiegabili.






Ancora più ingarbugliata e controversa la faccenda riguardante i costi e i benefici derivanti dall’adozione dell’euro. Qui gli italiani non sanno proprio decidere e annaspano nella confusione più assoluta, confermando comunque il basso livello e il continuo depistaggio del dibattito in corso. Da una parte il 47,1% dice che la moneta unica è necessaria all’Europa e dall’altro il 39,1% lamenta che l’euro sta creando solo complicazioni, ma in generale prevale l’atteggiamento più ampiamente sospinto dalla propaganda di chi è consapevole che l’euro comporta qualche sacrificio, ma è altresì convinto che a lungo termine arrecherà dei vantaggi straordinari e incredibili per l’Italia. Dal momento della sua introduzione, l’euro ha sempre goduto di questa attenuante, che ne ha ritardato nel tempo la condanna: “cari italiani, purtroppo bisogna sopportare ancora per qualche anno alcuni sacrifici, ma poi vedrete che grazie all’euro metteremo le ali!”.





Sono più di dieci anni che sentiamo ripeterci questa cantilena, ma il momento di volare si allontana sempre di più. Per la precisione, dopo essere precipitati nel baratro della crisi finanziaria, che i tecnocrati considerano ancora uno spiacevole incidente di percorso ma che invece era stato ampiamente previsto, dati alla mano, da tutti i maggiori economisti del mondo, la data del riscatto è stata spostata al 2017. Ma non è difficile immaginare, che qualora arrivassimo tutti sani e salvi al 2017, la data verrà posticipata al 2022, poi al 2030, al 2050. Finchè qualcuno un giorno non si alzerà in piedi, sfinito, esausto, sugli scranni del parlamento italiano ad urlare: “sentite belli, ci avete preso in giro per decine di anni e a questa storia dell’attesa eterna della redenzione non crede più nessuno. Ma non è possibile invece che come dicono tutti i maggiori tecnici del mondo, l’euro tecnicamente non funziona? Ma per quale motivo noi dovremmo ancora credere a dei politicanti o tecnocrati che non hanno mai aperto un libro di economia e politica monetaria, ignorando invece le precise analisi di chi ha speso tutta la sua vita chino sui grafici e le tabelle? Quanti SMP, LTRO, OMT, MES serviranno per dimostrare che la moneta unica in Europa non funziona, come non ha mai funzionato in nessuna parte del mondo?”. Da quel momento, forse, tutti avranno più chiaro il concetto che l’unico modo per far funzionare l’euro è ritornare alla lira.


Certo, se al prossimo parlamento, quelli che dovrebbero incaricarsi di fare questo discorso liberatorio saranno i grillini, stiamo belli freschi, perché i ragazzi per quanto generosi, onesti e volenterosi brancolano veramente nel buio e sulla faccenda euro non sanno ancora che pesci prendere. La scelta di delegare agli italiani con un referendum il compito di promuovere e bocciare l’euro, senza schierarsi anticipatamente da una o dall’altra parte, è un chiaro segnale della loro mancanza di chiarezza su una questione così delicata. Eppure il mentore Beppe Grillo, sostenuto e indirizzato dallo sfuggente Casaleggio, conosce a menadito tutti i problemi dell’euro, ma per una ragione ancora inspiegabile preferisce traccheggiare, temporeggiare e non prendere ancora una posizione convinta sull’uscita o meno dall’euro. In uno dei suoi ultimi post dedicati all’argomento, intitolato “La Ritirata”, Grillo dimostra chiaramente di avere compreso in dettaglio a cosa servono le manovre monetarie della BCE, come funziona la circolazione perversa dei capitali in Europa, chi veramente si vuole salvare togliendo i titoli spazzatura dei PIIGS dai loro bilanci, che non sono mai stati il benessere o la solvibilità dei paesi PIIGS il vero obiettivo dei tecnocrati europeisti. Basta rileggere solamente poche righe del post per capire come Beppe Grillo, all’oscuro  forse di molti dei suoi stessi seguaci, abbia piena consapevolezza e controllo della situazione disastrata dell’eurozona:


Banche e investitori esteri hanno venduto a piene mani i titoli dei maiali che sono stati comprati dalle banche dei maiali grazie al prestito di mille miliardi di euro erogato alle banche dalla BCE. Il debito sta ritornando al Paese di emissione, mentre gli investimenti dall'estero verso i PIIGS si stanno prosciugando. Dalla crisi finanziaria del 2008 le banche tedesche si sono alleggerite di 301 miliardi di esposizione verso i PIIGS, le banche francesi di 204 miliardi. Francia e Germania sono quindi a metà del guado. La Germania ha tagliato del 49,7% l'esposizione verso i Paesi mediterranei e l'Irlanda, e la Francia del 33,4%. Ancora due anni e per loro il rischio PIIGS e, di conseguenza il rischio euro, saranno annullati. Forse, allora il loro interesse al mantenimento della moneta cosiddetta unica, cosiddetta in quanto adottata solo da alcuni Paesi europei, diminuirà” (nel grafico sotto viene riportato nazione per nazione, la quantità complessiva di titoli degli stati PIIGS di cui si sono già liberate le banche francesi e tedesche).






Un post stranamente breve, lapidario, sintetico, come se fosse in verità un avvertimento per quelli (Bersani e i suoi fedelissimi piddini, chi altro se non loro potevano fare una simile improvvida uscita?) che qualche giorno prima lo avevano accusato di essere “un fascista del web”. Con due parole in croce, quattro numeri e un grafico, Grillo ha mandato un segnale chiaro ai suoi detrattori in parlamento, molto simile ad una minaccia, che possiamo tradurre così: “guardate che io so quali crimini state commettendo voi insieme ai vostri compari tecnocrati di Bruxelles, per favorire i grandi interessi finanziari a danno degli ignari cittadini. Il mio compito però non è quello di denunciare questo crimine o di allertare l’opinione pubblica sui pericoli dell’eurozona, perché lo avrei già fatto da un pezzo. Io voglio riempire soltanto il vuoto della protesta e dell’astensione che voi non siete più in grado di riempire. Non mi sognerei mai di fare una seria campagna contro l’euro, anche se ne avrei tutti i mezzi, anzi, il mio obiettivo di indire un referendum va nella direzione opposta di legittimare ancora di più con il voto popolare la permanenza nell’euro. Ho anche io i miei sondaggisti e so bene che oggi come oggi, grazie all’ondata di disinformazione sulla faccenda da me ampiamente supportata, il 70% degli italiani voterebbe ancora a favore dell’euro. Sappiamo entrambi che i nostri rispettivi datori di lavoro e colonizzatori vogliono che l’euro sopravviva, almeno per un po’. Quindi lasciatemi fare il mio duro lavoro di specchietto per allodole e continuate a fare il vostro sporco mestiere di richiamo per i tordi. Ognuno per la propria strada e poi ci vediamo in parlamento, per fare quello che sappiamo fare meglio. Prendere ordini da altri e speculare sull’ignoranza della gente. Passo e chiudo”.


Se questo è l’antieuropeismo in Italia, Monti e i suoi scagnozzi possono dormire pure sogni tranquilli, per molti anni a venire. In attesa che fra qualche ora i giudici della Corte Costituzionale di Karlsruhe alzino al cielo i nuovi cori di osanna alla moneta unica, dando seguito ad un altro puntuale giro di speculazione su tutti i titoli denominati in euro. Ormai è evidente che questa situazione di estrema incertezza e volatilità stia favorendo soltanto gli speculatori e basta guardare l’ultimo grafico riportato sotto per averne un’ulteriore conferma. Nelle ore subito successive all’annuncio di acquisto illimitato di titoli di stato da parte di Draghi, tutti i maggiori indici azionari delle borse europee hanno virato quasi contemporaneamente in positivo, con incrementi percentuali che vanno dall’1,37% dell’indice SMI svizzero al 6,39% del FTSEMIB italiano. Gli speculatori hanno giocato d’anticipo, perché sapendo che ci sarà una nuova notevole immissione di liquidità nel circuito finanziario, con una prevedibile discesa dei rendimenti dei titoli obbligazionari privati e pubblici, ipotizzano già che gli investitori preferiranno presto dirottare i capitali verso il mercato azionario, che sarà sicuramente più redditizio. Ed entrando nelle contrattazioni in quel preciso momento gli speculatori, che hanno fatto scorte di azioni a sufficienza, faranno plusvalenze vendendo i titoli azionari.







L’unica incognita ormai dipende dalla firma dei memorandum di intesa da parte dei governi di Spagna e Italia per dare avvio al piano di espropriazione e trasferimento di ricchezza già in atto e procedere al definitivo commissariamento di questi paesi sotto il vigile controllo della trojka FMI, BCE, UE. Se l’Italia ancora potrà resistere per qualche mese, la Spagna sembra ormai sul punto di capitolare perché ad ottobre dovrà rinnovare ben €20 miliardi di titoli in scadenza, e ha un fabbisogno finanziario complessivo per il 2013 di oltre €180 miliardi. A quel punto, quando il primo ministro Mariano Rajoy, che ancora tentenna per mantenere la sua poltrona e non cederla ai funzionari della trojka, firmerà l’accordo capestro, la BCE potrà iniziare ad inondare di liquidità il mercato comprando titoli di stato e gli speculatori potranno esultare perché hanno vinto la loro scommessa sia sul versante obbligazionario che azionario. In buona sostanza, che l’Europa non è un paese per antieuropeisti, ma è purtroppo una terra di conquista per speculatori, traders, squali della finanza, colossi bancari, lo sanno anche le pietre. E in assenza di questo benedetto movimento antieuropeista che unisca ancora lo spirito libero e democratico d’Europa, che tanto preoccupa i nostri tecnocrati, verrà forse un giorno in cui saranno le stesse pietre d’Europa a doversi dichiarare antieuropeiste per salvare la loro dura pellaccia. Ricordando magari sia ai tordi che alle allodole questa frase profetica dell’economista inglese John Maynard Keynes: “Quando l’accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attività di un casinò, è probabile che le cose vadano male”. 



55 commenti:

  1. Hai ragione, il panorama politico rispetto alla questione dell'euro e dell'Europa è desolante.

    Dovrebbe essere la questione principale del dibattito ed invece c'è un consenso veramente bulgaro.
    Zibordi di Cobraf scrive un breve articolo che, se non condivido nella parte finale, però dipinge chiaramente il quadro http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4376&reply_id=123487397#123487397

    Posto che il M5S probabilmente non si schiererà a favore di una uscita (lascio aperta una minima possibilità), in realtà esiste qualche opzione per votare qualcuno che ponga questi temi:

    1) La Destra di Storace

    2) Rifondazione Comunista di Ferrero

    La finanza internaziona ha fatto il miracolo di avvicinare, su questi temi,le ali estreme.

    Certo che occorre davvero un bel turacciolo per il naso, per votare questi due, ma forse sta arivando il momento di non fare gli schizzinosi.

    Roberto Seven

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    1. Sempre interessante ciò che dice Zibordi, perchè riesce a spiegare con parole chiarissime come funziona tutto il meccanismo del debito e della moneta sovrana...guarda caso però anche io non condivido la parte finale perchè non credo che gli economisti MMT sono stati gli unici a prevedere la crisi finanziaria globale o quella specifica dell'eurozona...e poi le obiezioni mosse da Cesaratto e da Bagnai alla MMT non sono affatto insignificanti: se tu aumenti la domanda interna con un ricorso sempre più massiccio alla monetizzazione dei deficit pubblici è chiaro che parte di questa domanda si rivolgerà anche ai prodotti esteri e nel medio-lungo periodo potresti avere grossi problemi di bilancia dei pagamenti e indebitamento, che porta poi alla fuga degli investimenti esteri e alla paralisi dello stato (perchè non c'è nessuno stato completamente autosufficiente che può vivere senza importare qualcosa dall'estero)...l'unica maniera per evitare questi squilibri della bilancia dei pagamenti è quello di porre un severo controllo sulla circolazione dei beni e dei capitali, in modo da veicolare la domanda interna verso le produzioni locali...ma ciò alla lunga può comportare l'isolamento di un paese a livello internazionale....quindi la questione della bilancia dei pagamenti non è così semplice e irrilevante come appare...

      Per quanto riguarda Grillo riporto questo pezzo di Zibordi che dovrebbe fare quantomeno riflettere tutti i grillini che generosamente si stanno spendendo per il movimento:
      " Non vogliono assolutamente dire che bisogna semplicemente fare il contrario esatto di Monti. E che bisogna uscire dall'euro (o farne uscire la Germania). Perchè ? Perchè il cervello del movimento come tutti sanno è la Casaleggio associati e se leggi sul loro sito Casaleggio & C approvano Monti e le sue "riforme" del mercato del lavoro e pensioni e non dicono mezza parola sulla accumulazione di debito pubblico e privato che soffoca l'economia. E' infatti il loro esperto economico nonchè socio è Enrico Sasson, famiglia di banchieri ricchissimi, che è dentro (socio, proprietario o con incarichi) Aspen institute, Harvard Business Review, Il Sole24, Camera di commercio USa in italia... allineato a Monti e la Troika e l'ortodossia finanziaria dei Sacrifici, Tasse, Dismissioni, Recessione-che-fa-tanto-bene..... Niente di male ad avere queste opinioni e interessi, siamo in democrazia (dove chi ha dietro interessi finanziari importanti vince...), ma il popolo di Grillo viene sviato su fatti secondari (NON FiNANZIARI!)...."

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    2. Per quanto riguarda la mancanza di alternative, io non sarei così categorico, perchè si stanno aprendo nuovi spiragli per la nascita di movimenti che affrontino la faccenda euro e sovranità monetaria in maniera molto più seria, competente e profonda e soprattutto non sono infestati da politicanti che sono sulla da tanti troppi anni e malgrado siano fuori dal parlamento, sono ormai ammorbati dalle vecchie dinamiche politiche (destra, sinistra, marxisti, trotskisti, leninisti, fascisti, borghesi, capitalisti, classe operaia...ma di che cosa stiamo parlando??? Ormai esistono soltanto due categorie: gli sfruttatori e gli sfruttati...e negli sfruttati possono entrare indistintamente operai, operatori di call center, insegnanti, lavoratori autonomi, impiegati, piccoli e medi imprenditori...lo scenario è cambiato vistosamente negli ultimi trenta anni, e spesso persone oneste come Ferrero o dei faccendieri come Storace non sono più in grado di interpretare questi cambiamenti...
      L'ideale sarebbe che tutti questi movimenti per la sovranità monetaria e contro-l'euro convergessero tutti all'interno del M5S, che è più riconoscibile a livello nazionale, ma questo dipende da Grillo e da grillini, e da come si vorranno riposizionare in futuro in merito alle questioni finanziarie più urgenti...

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    3. Grazie a Piero per la citazione di Zibordi (Avevo gia' letto al riguardo di sasson , ora
      è ancora piu' chiaro il pedigree...M5S che da' spazio a persone seriamente impegnate contro l'eruo e questa europa^? non credo sia possibile...

      @unknown , se non sei convinto da chi vorresti votare secondo me è meglio non andare a votare...(e lo che l'astensinismo non è la soluzione e gli fa comodo che ci sia un aumento dell'astensionismo ...ma rimango di questa opionine)
      forse se fanno il proporzionale puro senza sbarramento (o con sbarramento minimo)
      torna un po' un po' di democrazia ^costituzionale' e puo' andare in parlamento qualche
      movimentp/partito piu' piccolo e meno marcio dell'attuale offerta...
      Ferrero^? non lo conosco ma quello che vedo sulla peraltro poco autorevole wikipedia
      mi ispira molto poco...

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    4. nota aggiuntiva per il commento per unknown:
      a mio parere il significato del votare in italia è sopravvalutato e mi spiego
      gli italiani in genere vanno a votare con lo stesso spirito con cui tifano per il calcio
      molta passione e poca razionalita'...votano per la loro squadra del cuore e se la squadra
      gli ha delusi votano contro il loro 'nemico' del cuore...il dibattito politico è di livello avvilente - guardatevi una tribuna politica degli anni '60 o un dibattito politico anni '70 per comprendere la regressione del livello della civilita' politica ..
      (e non è un caso mi sembra che come ci mostrano i grafici postati su goofynomics il monte stipendi incomicia a decrescere alla fine dei '70 con l'aggancio al marco/sme...)
      Nel nostro piccolo possiamo animare una discussione politica di qualita' sulla rete (e i sistemi per contaminare gli alti media attraverso la rete ci sono ...)Piero sta' gia' facendo un eccellente lavoro...

      Animare il dibattito fare informazione su internet e di persona o con altri sistemi ibridi e sicuramente piu' significativo del mero gesto di fare una croce con una matita sulla scheda---(riguardo ai partiti ai sindacati e ai media ufficiali per quanto marci e corrotti vanno comunque sensibilizzati e stimolati quando se ne ha l'occasione...)

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  2. La prossima stazione? Eccola.Una nuova sigla dell'orrore? ZES...Zone Economiche Speciali. Le propone Martin Schulz, unitamente al ministro tedesco dell'Economia , per la Grecia (per ora).Zone franche per gli investimenti Esteri, paradisi del Liberismo Pienamente Realizzato, amministrate direttamente dai tecnici nella totale autonomia dallo Stato, in un'orgia di flessibilita', manodopera desindacalizzata, fiscalita supercompetitiva
    Questo e' quanto di meglio riescono a pensare per soccorrere quei paesi che non hanno piu' nient'altro da offrire e sono diventati superflui e anzi nocivi.
    Forse non si sbagliava Berlusconi...ti ricordi come aveva chiamato Mr. Schulz?

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    1. Accidenti...lo aveva chiamato kapò, detenuto dei campi di sterminio a cui è stata affidata la funzione di comando sugli altri detenuti...cavoli, quell'uomo, il Berlusconi, ne sapeva una in più del diavolo e aveva previsto tutto con 7 anni di anticipo...e noi a prenderlo in giro (perchè effettivamente anche lui ci metteva del suo per farsi prendere in giro...), come se fosse uno zotico e un ignorante...quando finirà il lecchinaggio spudorato della sua sua corte dei miracoli, bisognerà fare una seria rivalutazione storica di quest'uomo, in chiave patriottica e antieuropeista!!!
      Comunque sì, non esiste altro termine più appropriato per definire una persona viscida come Schultz: kapò, mille volte kapò!!! Uno schiavo dei poteri forti finanziari che comandano a Bruxelles a cui è stato affidato il compito di studiare altri strumenti di tortura per massacrare gli altri schiavi...questo ZES è una truffa economica-finanziaria che poteva uscire soltanto dalla mente di un kapò...non ne avevo ancora sentito parlare, grazie della dritta, metterò questa sigla ZES in mezzo a tutte le altre....e intanto, superata la stazione di Karlsruhe, il Calvario continua...e continua...e continua....

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    2. Ecco il link...www.wsws.org/fr/ articles/2012/mai2012/grec-s06.shtml

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    3. Ottima segnalazione contessa, che leggerò volentieri fra qualche giorno...anzi approfitto di questo spunto per fare una COMUNICAZIONE DI SERVIZIO ai lettori: nei prossimi giorni sarò in giro per l'Italia (Bologna e Milano in particolare) per lavoro e per incontrare persone che stanno lavorando attivamente per creare un fronte comune di lotta contro la situazione penosa in cui ci troviamo oggi, incastrati fra il vincolo esterno della tecnocrazia europea e il vincolo interno della propaganda di regime...non posso anticipare nulla, ma quando avrò più chiara la situazione vi informerò con maggiori dettagli...
      Ad ogni modo non potrò aggiornare e seguire il blog adeguatamente...come sempre affido a voi il compito di tenere aggiornato il blog con commenti, segnalazioni, informazioni, approfondimenti...se arrivano TROLL o i PIDDINI, mi raccomando stroncateli sul nascere...grazie a tutti e ci risentiamo presto!!!!

      P.S.= a te Cristina, che sei una delle mie lettrici più presenti e affezionate, affido il compito di dirigere il traffico come solo tu sai fare...un doppio grazie!!!

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    4. per contessaelvira: ho provato ad aprire il link (notizia molto ghiotta e tragica al tempo stesso...) ma mi da errore. C'è qualche problema oppure è colpa mia?
      Grazie e ringraziamenti anche al blog per l'opera che fa.
      Tito

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    5. Tito, ho controllato il link e ho trovato una differenza... Invece di 'mai' ora c'e 'sep'... Se non riesci nemmeno casi' prova col titolo
      "LE PRESIDENT DU PARLEMENT EUROPEEN RECLAME DES ZONES ECONOMIQUES SPECIALES EN GRECE"
      E' davvero una delle notizie piu' allarmanti che abbia letto da tempo, dimostra che non ci sono complottismi scriteriati e prevenzioni esagerate quando si tratta di questi personaggi dell'eurodream, la realta' e' sempre peggio delle fantasie piu' pessimistiche che ci possono assalire

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  3. Il M5S non si nasconde dietro un leader e dietro le sue decisioni, e Grillo non può dire categoricamente "usciamo dall'euro", prima cosa perché ufficialmente il suo ruolo è solo quello di garante di un simbolo anche se, diciamo, blogger 'mentore' per molti simpatizzanti, ma poi su questioni etiche ed economiche di una certa rilevanza si batte giustamente, come tutti gli attivisti, per imporre un sistema decisionale collettivo e non individualista, attraverso strumenti di democrazia diretta, quali il referendum, anche propositivo quorum zero, bilanci partecipati etc. Certo capisco che un referendum oggi sull'euro manterrebbe le cose come stanno, per questo è fondamentale affiancare a questo tipo di battaglia una lotta contro l'informazione asservita al potere, ad esempio togliendole i finanziamenti pubblici, e mi sembra lo stia facendo, per riuscire ad eliminare quelle asimmetrie informative che ancora mantengono questa classe politica corrotta e che rendono gli italiani poco responsabili e consapevoli per arrivare ad una partecipazione decisionale ottimale.
    Gli attivisti 5stelle, non "brancolano nel buio", semplicemente perché sono abituati ad interessarsi, soprattutto quelli eletti, esclusivamente di problemi di rilevanza locale. Il Mov nazionale ancora non esiste effettivamente e non gli si può dare delle responsabilità prima ancora che nasca. Tempo al tempo... i metodi partecipativi utilizzati all'interno dei vari gruppi, e l'abitudine a studiare un fenomeno, permetteranno di prendere coscienza di un problema come questo anche in maniera più generalizzata e condivisa. (attivista 5stelle)

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    1. Gulliver, come avrai già capito io nutro molto simpatia per il Movimento 5 Stelle e i suoi attivisti e le mie critiche vengono fatte con l'unico scopo di pungolare e stimolare un dibattito interno al movimento sul problema euro e sulla sovranità monetaria che ancora non c'è stato...ma io mi chiedo (e anche tu dovresti chiederti), ma se Grillo sa tutte quelle cose sulle banche francesi e tedeschi, sulle truffe della BCE, sulle distorsioni della moneta unica e della libera circolazione dei capitali, ma perchè mai poi si mostra così reticente e ambiguo sulle posizioni da tenere all'interno del movimento sull'uscita o meno dell'euro???
      Volete fare un referendum per capire cosa ne pensano gli italiani, e facciamolo questo referendum...ma prendete una parte decisa all'interno del dibattito pre-referendario, come avete fatto con l'acqua o con il nucleare...non mi sembra che in quel caso Grillo fosse così confuso e ambiguo...tre SI', senza troppi ma, forse, vediamo, non sono sicuro...
      Gli mancano gli elementi per avere un giudizio chiaro e definitivo sull'argomento, cavoli, ha solo da chiedere e gli arriveranno vagonate di libri, documenti, grafici, tabelle, che dimostrano chiaramente che la permanenza nell'euro è e sarà comunque, nel lungo termine, una sconfitta per l'Italia, per gli italiani e per lui stesso...credimi, la mia opinione è che Grillo conosca già perfettamente quei libri, quei documenti, quei grafici, quelle tabelle, ma per una ragione che ancora non mi so spiegare ancora non li vuole tirare...quindi dovete essere voi attivisti del M5S a fare questo sforzo di analisi, di studio per costringere Grillo a prendere una posizione ed attivarsi concretamente, giorno per giorno, non per l'uscita dall'euro ma per spiegare, dati alla mano, cosa significa per l'Italia rimanere ancora nell'euro...e non mi dica che sono argomenti difficili da capire e da spiegare, perchè con lo spread ormai ci abbiamo familiarizzato tutti...
      Poi tenersi due arruffapopoli confusionari come Beppe Scienza e Benetazzo fra i suoi economisti di punta, significa proprio non avere alcuna intenzione di fare ciò che ho scritto prima dovrebbe fare una persona che ha sinceramente a cuore il futuro del proprio paese e dei suoi connazionali: spiegare con i dati e con i fatti, cosa significa per un paese ancorarsi ad una moneta straniera e rinunciare alla propria sovranità monetaria....
      Cavoli, hai economisti seri e competenti come Bagnai, Cesaratto, Zezza, Brancaccio, Piga che potrebbero darti volentieri una mano e tu cosa fai??? Ti rivolgi a Beppe Scienza e Benetazzo??? Ma allora, da quale parte del tavolo stai giocando??? Da quella dei banchieri criminali che ci hanno affossato o da quella dei cittadini innocenti che sono costretti a pagare per colpe che non hanno mai commesso????

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    2. Grazie per avermi risposto. Non hai bisogno di convincermi della bontà delle tue considerazioni e critiche a questo sistema economico monetario, perché leggo sempre volentieri i tuoi istruttivi e dettagliatissimi articoli e anche i civili commenti dei tuoi lettori. Il problema sostanziale è però che siamo comunque in pochi in Italia a voler prendere coscienza da soli di un argomento prima di dire si o no, oppure prima di mettere una croce su un simbolo, perché non ci fidiamo della pioggia di messaggi uniformati dei media ma ci piace 'scavare'. C'è troppa disinformazione, creata dagli stessi politici e media da decenni, e purtroppo tanta indifferenza, a meno che non si tocchi il loro giardino.
      A me piace che le decisioni vengano prese in maniera più democratica possibile, sarà un difetto non so, ma è più giusto. E non la finta democrazia che ci propinano i partiti da anni, quella vera fatta dai cittadini, consapevoli, informati, ma cittadini.
      Quale migliore occasione un referendum senza quorum per informare i cittadini e fargli prendere coscienza del problema? Solo il M5S secondo me può presentare un ref del genere, ovviamente in quel caso e in quel momento il M5S prenderà una posizione, quella giusta dico io, e la motiverà nella maniera più chiara possibile, con l'aiuto di tecnici che non hanno mai voce in tv o giornaloni...come te ad es. chissà!
      Resta il fatto che Grillo ha velatamente detto in alcuni 'comizi' di uscire dall'euro anche se poi ha ritirato la mano, e su questioni economicho-finanziarie importanti c'è, ammetto, una certa ambiguità che non capisco appieno, come pure la collaborazione di Benetazzo a cui anch'io ho sentito dire ultimamente alcune corbellerie (l'ospitata da Santoro mesi fa per esempio, mah!).
      E' anche vero che molti si aspettano da Grillo tutte le risposte e tutte le posizioni, e lui non deve fare il leader, come fa subisce critiche, esterne ed interne (fortissime).
      Spero invece, in un prossimo futuro, che si dia più credito al volere dei cittadini, responsabilizzandoli e coinvolgendoli con strumenti partecipativi e spero che tutto ciò non rimanga solo una mia visione utopistica in effetti. Vedremo...

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  4. Caro Il Gulliver,
    Rimanendo nell'euro, non avrai mai e poi mai le risorse economiche titaniche, che occorrerebbero, per rilanciare in Italia la crescita e lo sviluppo, tanto è vero che neanche il tanto osannato e laudato super governo massonico dei super tecnici capitanato da Gold-Monti, è riuscito a trovare le risorse per farlo. Perchè per trovare le risorse devi necessariamente tagliare e tassare ulteriormente, aggravando di fatto la recessione, verso gli abissi del baratro senza fondo. E personalmente sono convinto, non ci riuscirebbe nemmeno in un'intera legislatura a disposizione, neanche se fosse ancora più vessativo verso la cosidetta evasione fiscale, che riguardarebbe soltanto la plebe operaia o piccolo borghese, e solo quella;
    invence per l'evasione dei mega capitali da centinia di milioni di euro, che vanno verso i paradisi fiscali, lì stai tranquillo che non faranno mai nulla. Del resto per loro l'evasione è solo lo scontrino fiscale del barista o dell'artigiano, al contrario i centinaia di milioni di euro portati nei paradisi fiscali, è solo giusta allocazione di risorse, da tutelare e preservare, dal fisco statale.

    Nel frattempo un partito che non dica con chiarezza cristallina, ciò che ha affermato pochi giorni fa su La 7, l'ex Ministro e professor Paolo Savona: "adesso con l'ultima mossa della BCE di Draghi, hanno nuovamente salvato l'euro almeno nel breve-medio termine, ed io non avevo dubbi in proposito, ma quì in Italia nessuno sembra considerare, che nel lungo termine proprio dall'euro saremo definitivamente affossati",
    ebbene un partito che non dica una cosa del genere, e non proponga l'immediato uscita dall'eurozona che nel lungo termine ci ammazzerà, certamente non avrà il mio voto. Al momento pertanto anche il Mov.5 Stelle, è pari agli altri partiti, anzi pure peggio, perchè si nasconde ipocritamente e subdolamente dietro la proposta di alternativa agli altri partiti, ma non certo come alternativa al Sistema Diabolico, che nel "lungo periodo ci affosserà definitivamente".

    Cordiali saluti, e vi auguro che Il Grande Guro Casaleggio, non sia legato a doppio o triplo filo, con i tanti Oligarchi della Finanza e della Plutocrazia mondiale, altrimenti c'è solo da tremare di terrore, dopo l'orgia dell'illusione.

    Nicola.

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    1. Nicola non ho scritto che è meglio restare nell'euro, anzi la penso come te credo. Capisco il meccanismo dell'austerità forzata per mantenere il gioco ma capisco pure che il Mov non esiste a livello naz, solo nei sondaggi televisivi, e non può ancora e non deve prendere una posizione ufficiale perchè non si è dibattuto collettivamente sul tema (non c'è ancora in effetti uno strumento in rete idoneo).
      Per il resto non so se Casaleggio è legato alla plutocrazia o pippocrazia (permettimi la battuta) ma in fin dei conti al max governa un blog o portale, sai quanti ce ne sono? Confido nell'attenzione e nell'intelligenza dei cittadini attivisti come garanzia, che di certo non vogliono 'subdolamente' essere alternativa ad un partito o ad un altro, (bleah) non si è mai chiesto un voto a nessuno...ma vogliono semmai rappresentare la proposta di un sistema 'politico' (e dopo semmai economico) basato sulla trasparenza e sulla condivisione

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    2. il gioco ma capisco pure che il Mov non esiste a livello naz, solo nei sondaggi televisivi, e non può ancora e non deve prendere una posizione ufficiale perchè non si è dibattuto collettivamente sul tema (non c'è ancora in effetti uno strumento in rete idoneo

      ***questo perchè casaleggio non ha voluto creare una piattaforma idonea ...ma ne ha creata una ridicola...un finto forum come finto è il mov5stelle...
      ah si un forum vero il m5s lo ha : è quello 'indipendente' del mov del piemonte...l'ho anche letto brevemente (è molto scarno) il dibattito è veramente di un livello molto basso anche da parte di persone con -apparatemente almeno- una buona cultura...memorabili gli scontri tra bertola e bono -_- in senso negativo intendo...considerate che in teoria
      dovrebbero essere gli esponti piu' qualificati dello stesso m5s ...

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  5. Caro Piero,
    la Germania ha beneficiato abbastanza dell'euro, arriverà il momento in cui non ci saranno più benefici per lei a tenere questa moneta straniera, ma incominceranno ad esserci solo costi non solo per i lavoratori, ma anche per loro banche e mega-industrie.
    Al quel punto i tedeschi diranno: "Aufidersen Euro", e infatti i tedeschi si stanno preparando da un bel pò al dopo euro, in particolare stanno guardando verso Est, e non per conto dell'UE, ma per proprio conto come Nazione Sovrana che se ne infischia dell'UE:
    "Secondo un rapporto redatto dall’European Council on Foreign Relations, «La Germania è portata a considerare se stessa come una forza credibile in un mondo multipolare, il che alimenta a sua volta l’ambizione di divenire “globale” con le sue forze»".

    Leggete questo interessante articolo: GERMANIA – RUSSIA. L’ALLEANZA EURASIATICA
    Fonte: http://www.eurasia-rivista.org/germania-russia-lalleanza-eurasiatica/16549/

    leggetelo tutto dall'inizio,
    io ci metto solo parte finale per vedere se qualcuno si mette a gridare al becero e falso complottismo:

    segue...........

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    1. Condivido pienamente con te la previsione che alla lunga anche le banche e le aziende tedesche cominceranno a perdere rimanendo nell'euro, ma prima, come dimostrano le ultime operazioni MES o OMT, cercheranno di liberarsi dei titoli PIIGS che hanno ancora in bilancio, per limitare le perdite successive alla disintegrazione dell'area euro e alla ristrutturazione del debito dei paesi PIIGS...
      Ho letto anche io l'articolo di Eurasia che è interessantissimo e spiega in maniera chiara quale strategia stia oggi adottando la Germania: la diversificazione dei mercati...sta cercando altri sbocchi commerciali perchè la sorgente senza fondo dell'eurozona si è ormai esaurita...tuttavia ciò che invidio ai tedeschi è che il loro dibattito interno è molto più serio, competente, completo...i tedeschi parlano giornalmente di TARGET2, bilancia commerciale, produttività, previsioni di lungo periodo, strategie finanziarie, mentre noi siamo ancora fermi allo spread e al debito pubblico, quindi ancorati all'età della pietra...
      Il problema forse è che i tedeschi, così come gli olandesi, hanno lo spirito pragmatico dei commercianti, basano le loro analisi sui dati, sui fatti, sulle evidenze empiriche, mentre noi ci facciamo prendere in giro come degli allocchi da filosofastri vari, parolai, ciarlatani come De Bortoli, Mieli, Santoro, Cacciari, gente che a stento sa fare un'addizione e una moltiplicazione, e parla soltanto evocando fantasmi o concetti di cui non hanno alcuna conoscenza pratica: svalutazione, inflazione, il debito pubblico mostruoso!!!! Insomma il vero spread con la Germania è prima di tutto culturale e non economico, come vogliono insistentemente farci credere....

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    2. Il referendum sarebbe la soluzione ideale e più giusta, purchè i cittadini abbiano elementi valutativi imparziali e oggettivi. Il chè, hainoi è impossibile...povera democrazia svilita ed umiliata.

      DAVID

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  6. Sono del parere che un referendum sull'euro sia un'emerita sciocchezza (in ciò confortato dall'autorevole giudizio del prof. Bagnai). Sia nel caso i sondaggi ne prevedano la conferma, regalando legittimazione ai suoi alfieri, sia che ne prevedano la bocciatura, regalando immensi guadagni agli speculatori. L'uscita dall'euro, se avverrà, sarà repentina e in assoluto segreto, per ovvie ragioni. L'uscita dall'euro non sarà una scelta democratica, così come non lo fu l'adesione. Sarà una mera necessità allorquando, spolpati e salassati, non ci saranno rimasti che gli occhi per piangere.

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    1. Come dici giustamente tu, il modo più corretto per uscire da un'unione monetaria per evitare speculazioni varie e fughe di capitali è in gran segreto, nel giro di un fine settimana e non con un referendum, che darebbe l'opportunità agli speculatori e agli evasori di fare guadagni sulla pelle dei più sprovveduti e di esportare impunemente ingenti capitali all'estero...
      Considera però che in Italia non si può utilizzare il referendum come strumento abrogativo di trattati internazionali, quindi il suo scopo sarebbe solo di tipo consultivo...e io dico quindi, che si faccia pure referendum consultivo, in modo che venga fuori il dibattito sulla natura e le conseguenze dell'euro che in Italia ancora non c'è stato...se non in rete, o all'interno di piccoli movimenti isolati...in ogni caso l'esito del referendum consultivo non è vincolante sulle scelte che deve fare politica...
      L'unica cosa negativa e sgradevole di un referendum consultivo è che nel caso in cui la vittoria andrà a quelli che sostengono la permanenza nell'euro ( molto probabile anche in presenza di un dibattito aperto ed efficace, dato che la propaganda è tutta schierata sulla linea europeista), i politici potranno avere un giorno (nel giorno in cui saremo costretti tecnicamente ad uscire dall'euro) l'alibi per la loro mancata scelta di uscire prima dall'euro e minimizzare le perdite: "noi non c'entriamo niente, ce lo avevano detto gli italiani che dovevamo rimanere ancora nell'euro..."
      Quindi se il referendum potrebbe essere interessante per aprire il dibattito, dall'altro è controproducente perchè fornisce un comodo alibi ai politici corrotti...quindi, meglio del referendum, sarebbe opportuna la nascita di un movimento politico che raccolga tutte le competenze e le professionalità necessarie per spiegare agli italiani i motivi perchè bisogna prepararsi in anticipo per un'uscita organizzata e non caotica dall'euro...

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    2. "quindi, meglio del referendum, sarebbe opportuna la nascita di un movimento politico che raccolga tutte le competenze e le professionalità necessarie per spiegare agli italiani i motivi perchè bisogna prepararsi in anticipo per un'uscita organizzata e non caotica dall'euro"

      Eh, e come mai non nasce 'sto movimento? Siamo nella situazione più grave dal dopoguerra e non esiste una proposta politica alternativa a quella del governo (che peraltro non è politica ma è semplicemente una gestione dell'emergenza). Fioriscono blog su blog, anche ad opera di illustri professori, si organizzano convegni, si pontifica criticando aspramente tutte le forze politiche dalla prima all'ultima e poi quando si tratta di sporcarsi le manine, di andare in mezzo alla gente a parlare tutti si tirano tutti indietro per un motivo o per l'altro. La verità è che molti, troppi ancora pensano di poterla sfangare facendo il pesce nel barile; chiacchierano, denunciano anche con parole roboanti ma non si azzardano a mettersi in gioco perché hanno troppo da perdere, perché la crisi non tocca loro ma altri. Prevedo un inasprirsi della situazione a partire dalla fine di novembre e per il 2013 una drammatica escalation del conflitto sociale. Ci presenteremo impreparati e divisi come sempre, da veri italioti.

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    3. guarda CS che, proprio in questi giorni, Piero è andato a sporcarsi le manine, come dici tu e tra qualche giorno ce ne parlerà. Tutti ovviamente speriamo di non dover scegliere tra Storace e Ferrero...

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    4. Elvira, aspetto notizie. Se permetti mi salta la mosca al naso perché siamo in un ritardo pazzesco e anzi credo proprio che ormai abbiamo abbondantemente superato il punto di non ritorno. Sporcarsi le manine significa andare a parlare alla gente, raccogliere firme, farsi vedere in faccia, contribuire economicamente al movimento ognuno secondo le proprie possibilità; io non chiedo di meglio ma in giro vedo solo chiacchiere.
      Risultato? Vai a vedere i sondaggi e ti accorgerai che la maggioranza ce l'ha il PD, seguito dal PdL e questo vuol dire che gli italiani continuano a volere un governo che segua le orme di quello di Monti. Uno dovrebbe dedurne che internet non è sufficiente, che occorre andare a prendere la gente per il bavero spiegandogli chiaramente a cosa stiamo andando incontro, che è urgente stabilire delle alleanze politiche con delle forze già strutturate con un minimo di consenso elettorale; e invece si disquisisce serenamente di teorie economiche e si smadonna contro tutti i partiti dell'arco costituzionale. Ma allora con chi si vuole fare qualcosa? Che significa scegliere fra Storace e Ferrero? E' ovvio che è meglio Ferrero e se continuiamo a spaccare il capello rimarremo in quattro gatti dispersi in una pletora di gruppuscoli insignificanti.
      Spero che Piero non se ne venga con una proposta da 0,1% di consenso elettorale. Il bello è che a me la crisi per adesso non mi ha nemmeno sfiorato ma quelli che stanno già soffrendo cosa aspettano? Andrà a finire che quando ci riguarderà tutti senza eccezione ci sarà un tale pandemonio che non sarà più possibile organizzare niente di sensato.
      Seguo gli sviluppi.

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  7. "Nonostante ciò(ostilità di Banca Mondiale FMI) Herrhausen riuscì ad acquisire un notevole appoggio in Europa, che nell’arco di pochi anni si sarebbe potuto rivelare sufficiente per far decollare i suoi progetti, il più importante dei quali riguardava la fondazione a Varsavia di una banca per lo sviluppo finalizzata a finanziare la ricostruzione e l’integrazione dell’Europa orientale con quella occidentale. L’1 dicembre 1989, con impeccabile puntualità, un ordigno esplosivo – dotato di un sofisticatissimo innesco laser – fece saltare l’automobile blindata su cui Alfred Herrausen stava viaggiando. La responsabilità dell’attentato venne attribuita al gruppo terroristico comunista Rote Armee Fraktion (RAF), in seguito ad una superficialissima indagine.

    Un acuto economista meglio noto come Detlev Karsten Rohwedder cercò tuttavia di inserirsi nel solco tracciato da Herrhausen. Rohwedder era a capo della Treuhandanstalt, holding pubblica che raggruppava tutte le industrie statali dell’ex Repubblica Democratica Tedesca (DDR), dopo aver approntato e gestito di persona il piano di risanamento e riorganizzazione del colosso chimico e farmaceutico Hoechst AG. Dal momento che «Un liberismo di mercato di tipo dottrinario non funziona – affermò Rohwedder – occorre privilegiare una politica di risanamento rispetto alle privatizzazioni»4. L’esatto contrario di quanto richiesto dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale. Rohwedder intendeva di incentivare gli investimenti pubblici per rimettere in sesto ed ammodernare il vecchio comparto industriale ereditato dalla DDR, affinché «La popolazione della Germania Est superi al più presto la sua condizione d’inferiorità materiale»5. Questo (relativamente) sconosciuto economista ambiva a trasferire il controllo della Treuhandanstalt dal Ministero delle Finanze, cui faceva capo, a quello dell’Economia, in modo tale che la holding divenisse l’organo centrale di un rinnovato dirigismo tedesco. Il 12 aprile 1991, uno o più esperti sicari colpirono Rohwedder sparando tre colpi con carabina a infrarossi, che infransero una finestra della sua casa di Dusseldorf, uccidendolo. La solita RAF rivendicò la paternità dell’attentato, dimostrando per l’ennesima volta la reale funzione del terrorismo “estremista”. La minaccia rappresentata da personaggi come Herrhausen e Rohwedder viene chiarita con estrema precisione da Henry Kissinger, secondo il quale «Se entrambe le potenze (Germania e Russia) si integrassero economicamente intrecciando rapporti più stretti, sorgerebbe il pericolo della loro egemonia»6. Solo il riavvicinamento tra Germania e Russia, dovuto in larga misura a Vladimir Putin, ha fatto in modo che i piani di integrazione escogitati da Herrhausen e Rohwedder riprendessero vigore. Ciò dimostra che la Germania ha radicalmente riconsiderato il proprio posizionamento strategico, avvicinandosi ai nuovi centri di gravità del pianeta – i BRICS – che stanno trasferendo l’asse della crescita mondiale dall’Atlantico all’Oceano Indiano e al Pacifico, aprendo prospettive nuove e profondamente rivoluzionarie per l’intero continente europeo.

    Qualora la Germania si cimentasse seriamente nel tentativo di trainare l’Europa sul solco tracciato da Berlino, potrebbe ipoteticamente prendere forma uno dei pericoli contro cui Zbigniew Brzezinski ha ostinatamente messo in guardia gli Stati Uniti. «Per dirla in una terminologia che richiama l’età più brutale degli antichi imperi – scrive Brzezinski – , i tre grandi imperativi della geostrategia imperiale statunitense sono impedire la collusione e mantenere la dipendenza della sicurezza tra i vassalli, tenere i tributari deboli e protetti, e impedire ai barbari di unirsi». Una “unione dei barbari” che potrebbe comportare significative “discontinuità” negli scenari futuri."

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  8. Ciao Piero,

    per pura informazione ti segnale questo documento del FMI:
    "Il Piano di Chichago Rivisitato"
    Fonte: http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf

    The Chicago Plan Revisited
    Jaromir Benes and Michael Kumhof

    "Abstract
    At the height of the Great Depression a number of leading U.S. economists advanced a
    proposal for monetary reform that became known as the Chicago Plan. It envisaged the
    separation of the monetary and credit functions of the banking system, by requiring 100%
    reserve backing for deposits. Irving Fisher (1936) claimed the following advantages for this
    plan: (1) Much better control of a major source of business cycle fluctuations, sudden
    increases and contractions of bank credit and of the supply of bank-created money.
    (2) Complete elimination of bank runs. (3) Dramatic reduction of the (net) public debt.
    (4) Dramatic reduction of private debt, as money creation no longer requires simultaneous
    debt creation. We study these claims by embedding a comprehensive and carefully calibrated
    model of the banking system in a DSGE model of the U.S. economy. We find support for all
    four of Fisher's claims. Furthermore, output gains approach 10 percent, and steady state
    inflation can drop to zero without posing problems for the conduct of monetary policy."

    a pag 5 dice:
    "The first advantage of the Chicago Plan is that it permits much better control of what
    Fisher and many of his contemporaries perceived to be the major source of business cycle
    fluctuations, sudden increases and contractions of bank credit that are not necessarily
    driven by the fundamentals of the real economy, but that themselves change those
    fundamentals. In a financial system with little or no reserve backing for deposits, and with
    government-issued cash having a very small role relative to bank deposits, the creation of
    a nation’s broad monetary aggregates depends almost entirely on banks’ willingness to
    supply deposits. Because additional bank deposits can only be created through additional
    bank loans, sudden changes in the willingness of banks to extend credit must therefore not
    only lead to credit booms or busts, but also to an instant excess or shortage of money, and
    therefore of nominal aggregate demand."

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  9. L'unico modo di far funzionare l'€ è tornare alla lira...Da nessuna parte ho trovato una sintesi migliore.Diffonderò post e darò chiarimenti per quello che riesco.
    Mi hai chiesto di commentare di più,non me ne volere se c'è un pezzo che non approvo
    "Ma i tedeschi, come abbiamo già detto e come ampiamente risaputo, sono di un’altra pasta rispetto ai popoli latini ecc."Quando loro avevano Lutero noi avevamo Campanello,Giorgio Siculo e tanti altri,poi penso che tanti tedeschi se la sono presa nel piffero senza accorgersi,e spesso anche loro ci disprezzano come fossimo merde!Anche quelli che stanno dalla nostra stessa parte,quelli dei mini-jobber quelli che hanno lo stipendio ridotto in termini reali del 6,5% mediamente.Credo che quel pezzo di post sia fuori luogo e stavolta i simoniaci a Bruxelles sono loro,quelli che corrompono greci e portoghesi per vender loro sottomarini.
    Non me ne voler con stima Dino

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  10. Certamente Piero ti rispondera' quando torna. Io penso che l'ammirazione per il Luterancalvinismo sia proprio di tutti i laicismi, i giacobinismi e gli illuminismi chiaramente in senso anticattolico. Questa rivoluzione religiosa e' stata interpretata come un proclama politico di eguaglianza e di liberazione dall'oscurantismo, dimenticando la ferocia delle persecuzioni religiose e dell'Inquisizione protestanti, seconde a nessuno. Con Lutero e' iniziato un processo per cui il successo mondano ed economico fu considerato un segno del favore divino, da cui discende che ovviamente il povero era tale per effetto di qualche suo vizio o colpa.
    Apri' la strada al libero scambio e alla legge del profitto e forni' la giustificazione teologica all'idea che l'Inghilterra prima e gli US poi fossero la Nazione Messianica con tutti i bei corollari del destino manifesto e della vocazione a salvare l'intero pianeta....non so... Costi e benefici come sempre.


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    1. Siamo sostanzialmente d'accordo contessa..............Solo che in questa occasione i tedeschi con hanno capito una sega come noi,speriamo veramente rinsaviscano e mandino l'€ a pu.......ne,era solo che non mi è sembrato il suo solito stile!

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    2. Si, e' vero...questa contrapposizione tra germanismo e latinita' sta proprio dilagando inutilmente...

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    3. La cosa interessante è che proprio le anime belle quelle che cianciani "più Europa" e meno Italia(citazione del gufo),quelli secondo i quali dovemo esse tutti fratelli europei,che la ripropongono pedissequamente,quelle merde secondo i quali noi italiani non siamo capaci di governarci da soli.......Come diceva quel professore elementare di origini romagnole.Permettimi di insistere,a quel tempo in Italia c'era gente al confronto dei quali Lutero(che secondo me ha avuto la fortuna di essere abbastanza lontano dal potere romano,ma non troppo da essere isolato,come successe a Guglielmo quello del rasoio e a John Wiclyffe)era solo un pidocchio!E magari anche oggi!Esagero?Forse,ma anche no!

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    4. Mi piacerebbe approfittare della tua erudizione...mi spieghi bene cosa vuoi dire quando affermi che Guglielmo di Ockham e Wycliffe ebbero la sfortuna di essere troppo lontani dall Chiesa e percio' isolati ? Non conosco molto bene queste figure di eretici e mi faresti davvero piacere. grazie.

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    5. La mia era solo una supposizione che vorrei,scomporre in due parti:
      1)La distanza,sai non era tempo di internet,non c'era nemmeno la stampa a dire il vero, essendo isolani le loro idee non poterono giungere subitaneamente ,il mezzo più veloce all'epoca era il cavallo,e non so se la vela triangolare(invenzione araba) era già giunta.Giunsero solo dopo che ebbero suscitato scandalo e ormai era troppo tardi,le loro idee erano già poco praticabili.........Forse erano anche un pò troppo in anticipo coi tempi.

      2)L'isolamento era dovuto al fatto che essendo in Inghilterra(e questa non che avesse molti amici in "Europa" ),a quei tempi infuriava la guerra dei cent'anni.Non riuscirono ad avere una massa critica sufficiente di cui Lutero dispose quasi subito[,nel continente erano gia venuti gli Hussiti le sue idee ebbero risonanza in Francia(Ugonotti),Anche in Italia es. Paolo Sarpi,anche se in Italia non si creò un vero movimento protestante(e difatti,ma non sia stato meglio o peggio).Aggiungerei che Valdesi,Catari e il più iconoclasta di tutti Frà Dolcino,non erano passati invano]oltre al fatto che Enrico VIII non era ancora venuto quindi il barbiere e il lollardo avevano già le loro gatte da pelare nell'isola.Per contro Italiani e Spagnoli erano forse troppo vicini laddove il potere della chiesa raggiungeva la sua massa critica!

      Non so se un qualche professore di storia della filosofia accetterebbe questo come argomento da tesi,io ci provo.Io sono dottore in nulla, è tutta roba autodidatta.

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    6. grazie..me lo .studiero' appena ho un po' di tempo...

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  11. Piero, posso chiederti uno schema semplice semplice di come si finanzia uno stato a moneta sovran e uno stato a moneta non sovrana?

    Grazie

    DAVID

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    1. Forse a qualcuno puo' interessare il nuovo libro di Luciano Canfora. "E' l'Europa che c e lo chiede! FALSO!" Io l'ho scaricato da Bol.it in Bluefire Reader.
      6 €. E soprattutto mi fa piacere avere Canfora dalla nostra parte!!

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  12. UN' EUROPA POCO DEMOCRATICA...


    Andate su questo link:

    http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/0080a6d3d8/Ordinary-legislative-procedure.html

    Nella pagina sopracitata c'é scritto che: "La STRAGRANDE maggioranza delle leggi comunitarie è adottata congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio".
    Notate il termine "STRAGRANDE" che ho messo in maiuscolo.
    Se poi cliccate, all'interno della pagina, nel link "Il Parlamento europeo ed il trattato di Lisbona" appare una nuova pagina web in cui viene scritto che il trattato di Lisbona "rappresenta un RAFFORZAMENTO DELLA DEMOCRAZIA NELL'UNIONE. Amplia ENORMEMENTE le competenze del Parlamento europeo, il quale, con il POTENZIAMENTO DELLE SUE PREROGATIVE LEGISLATIVE, vede quasi raddoppiato il proprio potere".
    Viene poi scritto che: "OGNI Trattato comunitario ha AUMENTATO I POTERI LEGISLATIVI DEL PARLAMENTO.
    L'ultimo passaggio è il Trattato di Lisbona, che mette il Parlamento sullo stesso piano del Consiglio dei Ministri SU QUASI TUTTE LE DECISIONI LEGISLATIVE".
    Proseguendo viene detto che: "Il Trattato di Lisbona fa del Parlamento un LEGISLATORE PIU' FORTE sottoponendo oltre 40 nuovi campi alla procedura di "co-decisione", secondo la quale Parlamento e Consiglio giocano ad armi pari".

    Se andate nella pagina http://europa.eu/about-eu/basic-information/decision-making/index_it.htm
    troverete scritto che:

    "Il processo decisionale dell'UE è la cosiddetta "procedura legislativa ordinaria" (ex "procedura di codecisione").
    Il Parlamento europeo, eletto direttamente, approva cioè la legislazione dell'UE CONGIUNTAMENTE al Consiglio (formato dai governi dei 27 Stati membri)
    La Commissione propone la legislazione e la attua dopo che è stata approvata".

    Tutto ciò che vi ho detto è scritto nel sito UFFICIALE dell'Unione Europea.
    Bene voi direte, siamo contenti che effettivamente il Parlamento Europeo
    abbia tutti questi poteri legislativi perché il Parlamento Europeo, caro Michele,
    è l'UNICO ORGANO DELLA UE che rappresenta i cittadini dell'UE e che è eletto direttamente da essi;
    al contrario invece della "COMMISSIONE EUROPEA" e del "CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA"
    che sono le altre due Istituzioni che partecipano al processo legislativo
    nell'UE.

    Allora dove voglio arrivare vi chiederete?


    Andate qui: http://eur-lex.europa.eu/Stats.do?context=legislative&ihmlang=it

    Notate niente di strano?
    Tra "Regolamenti", "Direttive" e "Decisioni", quelle voltate insieme dalle due Camere
    sono state, nel 2012, pari al 3,70 % del TOTALE e mediamente, considerando tutti gli anni e tutti gli atti, sono state pari SOLO all' 1,68 % del TOTALE!

    Qui sotto è riportato il video della campagna di comunicazione ISTITUZIONALE sul Trattato di Lisbona:

    http://www.politichecomunitarie.it/video/17051/campagna-di-comunicazione-sul-trattato-di-lisbona

    A voi decidere se dar ragione a quanto raccontato dalla suadente voce femminile
    o dai miei crudi numeri.

    Michele

    P.S. Andate qui: http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/content/20120910STO50937/html/Giornata-internazionale-della-Democrazia

    Oggi 15 settembre 2012 si festeggia la Giornata internazionale della Democrazia.
    Rispetto a questo importante appuntamento il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha dichiarato "Dovremmo ricordarci che la democrazia cresce rigogliosa grazie alla partecipazione ed è messa in pericolo dall'apatia, dalla paura e dall'intolleranza, anche lo è a causa delle sfide economiche. Non dobbiamo dare la democrazia per scontata".
    A voi i commenti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Piu' che commenti....a noi gli incubi (anche data l'ora)

      Elimina
  13. Brancaccio ad Ultima parola...preciso, lineare...finalmente...
    http://www.emilianobrancaccio.it/2012/09/14/socialisti-e-liberali-meditate/

    Sono contento anch'io della posizione preso da Canfora...Acqisterò il libro.....grazie Contessa..

    Saluti Santo

    RispondiElimina
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    1. Segnalo questo filmato di 54 secondi che in parte è all'inizio del video
      segnalato da Il Templare...
      http://www.youtube.com/watch?v=CUgpOBcnlK0
      Ricordo che quando Mario Monti ha detto ciò, non era ancora Presidente del Consiglio...Non ho mai sentito 54 secondi di ininterrotte assurdità pronunciate una dietro l'altra...una sola parola: ALLUCINANTE!

      Michele

      Elimina
  14. Ma i Greci se ne saranno accorti di avere subito questa straordinaria metamorfosi antropologica?

    RispondiElimina
  15. Buonasera Contessaelvira,
    le mando questo video che così stanotte non dorme proprio! :-P
    http://www.youtube.com/watch?v=IWcYS9FDGlM

    Michele

    RispondiElimina
  16. Dall'iperspazio......ma me voi proprio male!

    RispondiElimina
  17. da la repubblica tale Stuermer 'berlusconi ha reso un pessimo servizio al suo paese ...insisto poi probabilmente lui ne sa piu' di viagra che non di denaro e gestione di denaro pubblico e forse gli piacerebbe un uso facile e smodato della stampa di denaro .Sarebbe inutiel e dannoso come l'uso facile e smodato del viagra . Se lui tornasse al potere , una fine dell'euro , quello che i tedeschi temono si accelererebbe .La germania ha una certa idea della lotta all'inflazione e anche uan certa idea dell'indipendeza della bce da ogni pubblico potere...

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1KF1IY

    RispondiElimina
  18. Uno dei grandi temi di oggi è l'Europa, e la crisi dell'euro. Da dove nasce?

    «Facendo l'Europa, i Paesi sovrani hanno ceduto all'Europa un loro fondamentale diritto, il diritto a stampare moneta, l'abbiamo dato alla Banca centrale europea e i Paesi che hanno ereditato dal passato dei debiti importanti, incutono timore negli investitori perché il fatto di non stampare moneta ha esposto e espone il debito sovrano alla possibilità di un default, alla possibilità di un fallimento».

    E il debito italiano è altissimo...

    «Noi abbiamo il 120% del debito rispetto al Pil, il Giappone ha il 238%, ma riesce a collocare i titoli del debito pubblico all'1%, come mai? Perché chi investe è sicuro che al momento del rimborso avrà i suoi soldi perché la banca giapponese può stampare nuova moneta.
    Chi può stampare moneta non crea ipotesi di rischio, paura, timore negli investitori».

    Ma il ruolo di Berlino è decisivo in questo senso.

    «La Germania, invece, per il timore dell'inflazione (..)non consente che la Bce si assuma il rischio dei debiti pubblici dei Paesi e che batta euro in più. E questo è un mattone che pesa sullo sviluppo europeo in una maniera tragica».
    Chi può far diminuire lo spread?

    «L'Europa. Ed è nato un nuovo ente europeo: l'Esm, cioè il fondo d'aiuto per contrastare lo spread. Ma ha delle regole che difficilmente lo faranno funzionare (..)Quindi è più che altro un qualcosa fatto intravedere ma sulla cui reale capacità e possibilità di funzionare esistono dei dubbi grandissimi».

    Ci sarà pure un aspetto positivo.

    «L'unica cosa positiva è che Draghi ha detto che stamperà moneta per acquistare titoli del debito pubblico quando questi non trovassero investitori privati. Lo spread da 535 è calato a 335, ma è una cosa provvisoria. Non si sa se l'Esm potrà funzionare e chi ne usufruirà dovrà sottostare alle indicazioni per la riduzione del proprio debito pubblico».

    Come le norme sul Fiscal compact?

    «Il Fiscal Compat impone ai Paesi che hanno più del 60% del debito pubblico di ridurre del 5% all'anno il debito stesso. L'Italia dovrebbe ridurre il suo debito di 40-50 miliardi ogni anno, cosa assolutamente impossibile. Anzi, sarebbe possibile se l'economia fosse in crescita, ma se si aumentano pressione fiscale e tasse non si sostiene la crescita e si va verso una recessione indefinita».

    Invece come dev'essere l'Europa?

    «Solidale, deve sostenere i Paesi debitori senza imporre delle regole che, anziché favorire la crescita, favoriscono la recessione e quindi l'aumento dei debiti».

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/province-vanno-abolite-regioni-sono-peggio-838102.html

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1KF216

    dichirazioni storiche ingnorate totalmente
    dai mass media! Avresti mai pensato caro Piero
    che sarebbe arrivato il giorno di cambiare l'avatar di cantona con quello di zio silvio?:)
    Mi piace l'italia quando sa essere cosi paradossale (e riesce a farmi sorridere !)

    forza Silvio, sei la nostra unica speranza.

    ^______^

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  19. Leggete questo articolo che smaschera la gestione completamente fallimentare del pluri-ossannato governo Gold-Monti:

    «Pardon, ci siamo sbagliati ma solo di 142,8 miliardi di euro»
    DI Leonardo Mazzei
    Domenica 23 Settembre 2012 16:53
    I numeri del disastro nella «Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza» (Def) 2012

    Fonte: http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2197:lpardon-ci-siamo-sbagliati-ma-solo-di-1428-miliardi-di-euror&catid=78:italia

    E i media mainstream(di sinistra, centro, destra), tacciono tutto in modo francamente vomitevolele.........

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    1. È guardate questo : DIARIO DEL SACCHEGGIO. ( Appelloalpopolo )

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    2. Nicola_Z : non è vero che i media media mainstream tacciono , leggiti questo :

      «Il governo ha contribuito ad aggravare la congiuntura economica con i suoi provvedimenti»: parola di Monti (11 settembre). E se lo dice lui c'è da credergli. Ma non è accettabile, né dal punto di vista politico né da quello dell'analisi economica, il corollario che il presidente Monti ha proposto: «Serviranno a un risanamento e a una crescita duratura». Perché i provvedimenti sbagliati che ha introdotto il suo esecutivo, quali l'aumento della pressione fiscale di quasi 3 punti, in gran parte rappresentati (...)(...) dall'Imu e gravanti sul settore immobiliare, e l'overshooting, nel senso di eccesso di rigore nella riforma Fornero delle pensioni e del mercato del lavoro, rappresentano misure depressive, capaci di influire negativamente tanto sul ciclo congiunturale quanto sugli assetti strutturali della nostra crescita economica: welfare, mercato del lavoro, mercato immobiliare. La tassazione fuori misura sulla casa sta portando con sé effetti disastrosi, se consideriamo che il settore dell'edilizia è quello con il più alto coefficiente di attivazione sull'economia. Insomma, fanno male alla nostra economia adesso, e faranno male in futuro.Né appare chiaro dove Monti veda la «luce della ripresa», se i dati che continuano ad arrivare relativamente all'economia reale mostrano segni sempre più negativi. Solo nell'ultima settimana Istat e Banca d'Italia ci hanno ricordato che tra luglio 2011 e luglio 2012 settore delle costruzioni, fatturato e ordinativi dell'industria hanno subìto un calo rispettivamente del 14,2%; del 5,3% e del 4,9%. Non solo: la fiducia dei consumatori è crollata del 15% e il Paese è in stallo dal punto di vista della produzione: nelle imprese con almeno 10 dipendenti le ore lavorate sono diminuite del 10% ed è aumentato il ricorso alla cassa integrazione guadagni.Fu il governo stesso a scrivere che il Decreto «Salva-Italia» avrebbe comportato, nel triennio 2012-2014, riduzione del Pil, calo dei consumi privati, caduta dell'occupazione e aumento dell'inflazione. Bel colpo. Ben detto

      >>>

      Elimina
    3. La Corte dei conti commentò che l'effetto recessivo sarebbe stato, solo nell'anno 2013, di 37,5 miliardi e che la manovra avrebbe causato un aumento della pressione fiscale fino a oltre il 45%. La Nota di aggiornamento del Def presentato giovedì scorso non poteva far altro che confermare e aggravare le tinte fosche rappresentate ad aprile.Il tasso di crescita del Pil sarà negativo (-2,4% e -0,2% rispettivamente nel 2012 e nel 2013) e l'indebitamento netto, vale a dire la differenza tra le entrate finali e le spese finali dello Stato, al netto delle operazioni finanziarie attive, sarà pari a -2,6% nel 2012 e -1,6% nel 2013. A causa della contrazione della crescita, aumenterà inoltre il rapporto debito/Pil. E qui veniamo al cuore della questione. L'argomentazione di Monti che le misure varate porteranno a una crescita duratura, è senza fondamento scientifico. Gli effetti di una caduta degli investimenti, sia pubblici sia privati, e la chiusura di imprese e il licenziamento dei lavoratori per difetto di domanda interna, distruggono la capacità produttiva e competitiva del Paese. Il che finisce inevitabilmente per riflettersi sulla crescita di lungo termine.Questo significa anche che con un periodo prolungato di recessione e stagnazione, la congiuntura negativa diventa strutturale e peggiora il deficit. La politica economica portata avanti dal governo, oltre a influire negativamente sia sul ciclo congiunturale sia sulla crescita potenziale, ha finito per ridurre drasticamente l'efficacia della politica monetaria che Draghi ha cercato di far convergere progressivamente verso l'impostazione espansiva adottata dalle altre banche centrali mondiali.Come ci spiegano i più grandi banchieri centrali, Ben Bernanke e Mario Draghi in primis, se la crisi economica e finanziaria non è ancora stata risolta, ciò è dovuto proprio alla difficile trasmissione della politica monetaria. Una politica di bilancio eccessivamente restrittiva non solo depotenzia l'effetto espansivo di un aumento della liquidità ma, determinando aspettative negative, impedisce alla liquidità di trasmettersi all'economia reale. La liquidità non si trasforma, dunque, né in credito a imprese e famiglie da parte del sistema bancario, che utilizza la maggiore quantità di moneta disponibile per rafforzare i propri standard, né in investimenti (e conseguenti assunzioni) da parte delle imprese, né, infine, in consumi da parte delle famiglie, che nell'incertezza propendono più per il risparmio

      Non sfugge a nessuno, naturalmente, che la politica dell'esecutivo sia stata fortemente condizionata da ciò che accadeva a livello europeo sotto la regia deflazionista della Germania, ancora non messa in discussione. E non neghiamo che questa ottemperanza a una politica evidentemente errata, a giudizio della maggioranza degli economisti del mondo, abbia permesso allo stesso Draghi di ridurre l'opposizione tedesca a una svolta espansiva alla politica monetaria. Ma la necessità «politica» non cambia il fatto che questa politica economica fosse sbagliata.

      Basta, dunque, con i ricatti della Germania, che ha portato governi e parlamenti ad approvare riforme sbagliate, basate su analisi parziali e distorte della crisi, che tendevano alla colpevolizzazione degli Stati piuttosto che alla soluzione strutturale in sede comunitaria degli squilibri macroeconomici nella costruzione dell'euro.

      Brunetta solo due gioni fa...e mi dirai ma brunetta non mi piace...e neanche a me , ma quello c'è...tra l'altro la critica di brunetta viene da una prospettiva friedmaniana piu' o meno...
      http://ilgiornale.it/news/interni/morsa-monti-pu-vanificare-sforzi-draghi-840126.html

      http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1KRA9T

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  20. a quanto pare sembra chegli spagnoli si siano svegliati. letteralmente: la spagna ha perso DEMOCRAZIA per colpa della troika e dei mercati

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  21. http://www.facebook.com/photo.php?fbid=282014625238215&set=a.196517970454548.33997.196486440457701&type=1 E' ora che ci svegliamo pure noi, Siamo un popolo di pecore e' per questo che siamo governati dai lupi!!
    Leonardo

    RispondiElimina
  22. Berlusconi: "Euro, grande imbroglio
    se inflazione aumenta, economia favorita"

    L'ex premier alla presentazione del libro di Brunetta. Attacco alla Germania: "Avrebbe dovuto essere paese solidale, e non lo è stato". E "se uscisse dalla moneta unica, non sarebbe una tragedia". Ma sbaglia il cambio tra lira ed euro. Il governo? "Troppe tasse che hanno colpito le famiglie, generando ansia. E questo ci impoverirà sempre di più". Fini: "E' un'irresponsabile. Così incita all'evasione"
    Fonte: http://www.repubblica.it/politica/2012/09/27/news/berlusconi_grande_imbroglio_euro_non_monti-43417139/

    Insomma, Berlusconi, Brunetta, Tremonti, Maroni, Calderoli.....ecc. ma quando erano al governo mica osavano contestare il vitello d'oro chiamato euro?
    Solo adesso scoprono si è trattato di un imbroglio e di un'esproprio antidemocratico, antipopolare, e antisociale????
    Intanto appoggiano il governo d'occupazione straniera dell'Oligarchia Mondialista Gold-Monti, il governo dicono, che salverà gli italiani facendoli rimanere nell'euro nei secoli dei secoli, a costo di devastare l'Italia peggio del Kosovo bombardato a tappeto.
    Complimenti per la vostra sublime coerenza!!!!

    A destra a sinistra al centro, l'unico tormentone in realtà e solo più Europa, e più Monti!!!!
    Una prospettiva di futuro glorioso di crescita e sviluppo inarrestabili secondo loro!!!!
    Che ignobile inganno!!!

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  23. Senti, condivido la tua indignazione, certo il vecchio satiro e' sempre stato un opportunista, non ha mai avuto un'ideologia che lo sorreggesse e non ha detto mai una parola sull'eurodilemma, però ....quelli che lo odiano sono sempre stati e resteranno eurodreamer e quelli che lo amano forse cominceranno a sviluppare qualche forma di pensiero divergente, perciò' che male fa, alla fine?

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  24. Ancora per la serie: Le Macerie di cui sarà ridotta l'Italia da Gold-Monti:

    Post Fondamentale: L’Italia Tarocca i Conti, Abbiamo un Buco di Almeno 10 Miliardi di Euro.

    "Con il consenso di GPG imperatrice vorrei riprendere un suo post e renderlo, se possibile ancora più comprensibile (adatto anche per giornalisti).

    La questione è molto grave e merita la più ampia attenzione possibile. In sostanza si tratta di questo:

    L’Italia sta dichiarando ai partner europei obbiettivi palesemente impossibili da raggiungere, sia il PIL atteso che i rapporti di Deficit/Pil e di Debito/Pil sono attesi per la fine del 2012 sono una evidente operazione di cosmesi.

    Partiamo dall’inizio: il DEF

    Il documento ufficiale con cui il Governo Italiano fa il punto della situazione e le sue previsioni sui principali indicatori economici e di finanza pubblica si chiama Documento di Economia e Finanza (DEF). Il DEF è redatto almeno una volta all’anno e può essere aggiornato dal governo. Il DEF è pubblico e reperibile in rete a questo indirizzo.............

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    Conclusioni

    Il Governo Monti

    a) Ha fatto crollare il PIL: nel 2012 chiederemo al -2,5/-2,7% (ben il 2,0-2,5% meno della media UE, mentre da 15 anni crescevamo meno della UE dello 0,7/1,0%)

    b) Ha creato 800.000 nuovi disoccupati, 200.000 nuovi cassaintegrati, fatto passare 400.000 lavoratori al full time al part time

    c) Ha fatto crollare la produzione industriale, i consumi, gli investimenti

    d) Ha fatto peggiorare brutalmente le finanze pubbliche: il debito cresceva nel 2010 e 2011 di circa il 2% all’anno, con lui +7% (dal 120 al 127%), ed il deficit e’ sempre quello

    Il Governo Monti e’ una sciagura. La sciagura sta nelle politiche suicide adottate (manovra recessiva basata all’85% sulle tasse).

    E per buon peso: Preparatevi perché tra pochi mesi noi cittadini e l’Europa ci renderemo conto che il Governo Monti tarocca palesemente i conti e che abbiamo un uletrore BUCO di BILANCIO di 10 miliardi di euro non ancora rendicontato."

    Fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2012/09/post-fondamentale-litalia-tarocca-i-conti-abbiamo-un-buco-di-almeno-10-miliardi-di-euro.html




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