giovedì 8 novembre 2012

L’USCITA DALL’EURO E I TERRORISTI DELL’INFLAZIONE E DELLA SVALUTAZIONE


Siamo assediati. Sentendo parlare in televisione tutti i membri del partito unico dell’euro (giornalisti, politici, semplici opinionisti occasionali) possiamo forse capire da dove prendono ispirazione certi scrittori di fantascienza quando devono immaginare il mondo del futuro disumanizzatorobotizzato, automatizzato. Questi adepti della dottrina mistica dell’euro non sono infatti esseri umani “normali”, “razionali”, “senzienti”, ma automi che ripetono in modo meccanico una lezioncina che hanno imparato a memoria da qualche parte e qualcuno gli ha imposto di recitare in tutte le occasioni pubbliche disponibili. Anche rileggere “1984” di George Orwell può essere utile per comprendere i metodi di lavaggio del cervello usati dalla propaganda di regime per manipolare, addomesticare e rendere docile l’opinione pubblica. Per chi non ha tempo e voglia di leggere, rivedere il film “Matrix” è sempre un buon modo di trascorrere una serata e riflettere sulla natura illusoria e posticcia della realtà che può essere creata quando si altera la verità dei fatti con credenze consolatorie e abitudini rassicuranti. Bisogna insomma imparare a convivere con gli automi e regolarsi di conseguenza, dato che l’agente Smith del partito unico dell’euro è il nostro nuovo interlocutore dialettico, politico: non un uomo, ma una macchina programmata per fare e dire certe cose. Tranquilli, questi automi al momento sono innocui, non uccidono (almeno fino ad oggi, domani chissà), ma chi vuole anche solo iniziare a ragionare sul fallimento dell’euro e le possibili alternative, deve sapere subito che si troverà presto o tardi circondato, assediato, aggredito da un esercito sterminato di agenti Smith, che come gli zombies dell’“Alba dei morti viventi” cercheranno di zittirlo e di fargli cambiare idea con le buone o con le cattive maniere.


Queste suggestioni un po’ gotiche e visionarie mi sono venute in mente riguardando con attenzione gli ultimi interventi televisivi dell’economista Alberto Bagnai a Telenova e L’Ultima Parola, dove il professore si è dovuto difendere come un leone dagli attacchi degli automi che ripetevano le loro strampalate teorie sull’inflazione e la svalutazione, senza ascoltare minimamente le spiegazioni razionali che confutavano ad una ad una quelle tesi prive di fondamento scientifico, empirico, storico. Ovviamente Bagnai non ha bisogno di una difesa d’ufficio, perché il professore si difende benissimo da solo e meglio di chiunque altro in Italia su questi argomenti, ma mi interessava solo fare un approfondimento sulla mentalità contorta e raccapricciante che avviluppa gli automi, che senza troppi giri di parole potremmo anche chiamare terroristi o criminali della democrazia. Come anche sottolineato più volte dallo stesso Bagnai, una vera democrazia compiuta si basa sulla correttezza e trasparenza delle informazioni trasmesse ai cittadini, quindi chi consapevolmente o inconsapevolmente continua a propinare notizie false, allarmismi infondati, paure ingiustificate alla gente è a tutti gli effetti un terrorista o un criminale. Da rimarcare infatti come Bagnai non si ponga in questi dibattiti come il sostenitore di una particolare teoria economica o movimento politico, ma solo come semplice divulgatore di verità empiriche e dati di fatto acclarati che non possono essere contestati sulla base di slogan propagandistici e meccanici, ma al massimo confutati portando altri dati, numeri, fatti più affidabili e certi. Cosa che non è mai avvenuta in questi dibattiti, perché gli automi non solo non supportano mai i loro discorsi con i dati ma nella maggior parte dei casi non conoscono neppure lontanamente il significato degli argomenti dibattuti.



In particolare ci riferiamo alla confusione enorme che gli automi fanno con i concetti di inflazione e svalutazione, mischiando alla rinfusa il fenomeno interno di aumento dei prezzi di beni e servizi (inflazione) con il fenomeno esterno di aumento del prezzo delle valute straniere in termini di valuta nazionale (svalutazione). Ma chi ha già visto questi dibattiti televisivi, si sarà anche accorto che tutti gli automi di qualunque partito politico e estrazione sociale, da Tabacci ad Albertini, dal PD al PDL, dal professore all’ultimo fesso del pubblico, ragionano secondo un preciso schema mentale che si ripete sempre nello stesso ordine. Se entriamo di più nel dettaglio e vediamo come si articola il programma che è stato caricato magari in modo subliminale in tutti questi anni di disinformazione selvaggia nella mente degli automi, ci accorgiamo subito che il loro cervello si attiva immediatamente ogni volta che un diretto interlocutore pronuncia le parole “uscita dall’euro”. Quando allo stato di coscienza arriva la frase “uscita dall’euro”, fra i neuroni dell’automa si apre una valvola o si chiude un interruttore che mette in moto una serie di frasi fatte che si susseguono nella medesima, uguale, rapida successione:

    1)   L’uscita dall’euro sarebbe per l’Italia una catastrofe, un disastro, una sciagura

    2) Uscendo dall’euro e ritornando alla lira, la nostra moneta nazionale subirebbe una svalutazione del 30%-50% rispetto ad un’altra imprecisata moneta straniera

   3)   Una svalutazione del 30%-50% comporta un aumento dei prezzi interni o un’inflazione di pari entità, del 30%-50% appunto, con conseguente perdita del potere di acquisto del salario dei lavoratori

    4)   I tassi di interesse schizzerebbero alle stelle

    5)   Con la nostra moneta svalutata non potremmo più comprare le materie prime che tanto ci servono per vivere e per lavorare, soprattutto il petrolio e il gas

    6)   La benzina alla pompa costerebbe molto di più, nell’ordine del 30%-50% in più

    7)   Chi ha un mutuo in euro, avrebbe un aumento della rata del 30%-50% in più


In genere dopo aver sproloquiato a perdifiato tutte queste scemenze, l’automa di placa e si mette in disparte senza più intervenire attivamente nel dibattito, se non per dissentire o sbuffare ad ogni spiegazione o replica fornita dall’interlocutore: in fondo l’agente Smith inviato a sua insaputa o membro funzionale e arruolato della propaganda di regime ha svolto il suo dovere di spaventare e terrorizzare la gente ed è poco o niente interessato a capire come stanno realmente le cose. La fissità nello sguardo dimostra infatti che nel suo cervello si sta svolgendo intanto un progressivo processo di distacco ed estraniamento dalla realtà, dato che l’automa non vive fisicamente su questa terra ma è mentalmente proiettato ad interagire soltanto con l’universo parallelo illusorio che gli è stato impiantato nella testa fin dalla nascita o per convenienza personale ha imparato ad apprezzare nel corso del tempo. Inutile dire che nel loro mondo, il debito pubblico è la peggiore delle afflizioni che può colpire un paese, la spesa pubblica è uguale a spreco e corruzione, le tasse servono per pagare il debito e la spesa del governo, il pareggio di bilancio è cosa buona e giusta perché incoraggia gli operatori esteri ad investire in Italia. Ma tralasciando per un attimo la descrizione completa dell’universo parallelo in cui vivono questi zombies, queste mummie, concentriamoci punto per punto sul programma specifico “uscita dall’euro” caricato nel cervello degli automi. Ripeto, malgrado nelle mie parole traspaia evidentemente un po’ di sarcasmo ed ironia, l’argomento è molto più serio di ciò che può sembrare in apparenza, perché questi uomini-macchina saranno nel prossimo futuro i nostri principali interlocutori e nel bene o nel male dobbiamo quindi trovare un modo per approcciare con loro, aiutandoli magari ad uscire dal mondo illusorio in cui vivono e sostenendoli durante il percorso di riabilitazione alla realtà.


Per carità, nessuno vuole obbligare altri a disintossicarsi da una droga che reputano gradevole e indolore, perchè ognuno degli automi conoscendo quanto sia dura, complessa, austera la realtà, potrebbe decidere a buon diritto di continuare a vivere immerso nelle sue illusioni. Alzi la mano chi non adora trastullarsi nelle proprie illusioni. Anche noi, piccola minoranza, che disperatamente cerchiamo di comprendere e interpretare la realtà che ci circonda abbiamo delle illusioni e per quanto mi riguarda, posso serenamente svelarmi la mia: stravolgere il folle paradigma economico che governa le nostre vite per consentire a tutti noi di vivere realmente meglio e con meno affanni inutili ed evitabili. Tuttavia la mia illusione non presuppone una mistificazione della realtà, anzi, necessita di una conoscenza più scrupolosa, capillare, certosina della realtà per essere magari in grado un giorno di trasformarla. Esattamente il contrario di ciò che accade nella mente degli automi che confondono continuamente la dimensione della realtà con quella dell’illusione e spesso senza nemmeno accorgersene, adattano la realtà secondo l’illusione che intanto si sono costruiti nella testa, banalizzando e semplificando in modo grossolano gli aspetti più ostici e controversi del faticoso processo di conoscenza. In perfetta analogia con le leggi della robotica immaginate dallo scrittore russo Isaac Asimov, è come se la prima istruzione del programma caricato nella testa degli automi dicesse loro che il mondo illusorio nel quale vivono è il vero mondo e non ne esistono altri (principio che si ricollega direttamente al famoso TINA, There Is No Alternative, non ci sono alternative a questa impostazione neoliberista, individualistica e privatistica del mondo)


Ad ogni modo, a prescindere dalla preferenza per la realtà o l’illusione e dal grado di commistione fra questi due livelli della vita, ognuno di noi, consapevole o meno di avere fatto questa precisa scelta di campo, dovrebbe astenersi dalla tentazione di influenzare negativamente o informare scorrettamente chi invece questa scelta deve ancora farla. Per me insomma sarebbe già molto bello ascoltare un giorno gli automi dire: “Sentite gente, è vero, lo ammettiamo, la realtà è quella descritta da questi seriosi professori di economia, scienziati, filosofi, ma è una verità ruvida, spinosa, scomoda, meglio che venite a vivere nel nostro mondo illusorio, è bellissimo, non dovete sforzarvi, non dovete pensare, ma vi viene tutto già precaricato nel cervello da “altri”. Sono questi “altri” che governano il mondo al posto nostro e noi dobbiamo solo adeguarci alle loro direttive. E’ facilissimo, semplicissimo, siamo già milioni quelli che abbiamo deciso di vivere così e adesso mancate solo voi. Dai, venite con noi, vi aspettiamo!”. Sappiamo già che una simile sconcertante ammissione di deficienza mentale sarà impossibile da prevedere nel breve periodo, perché contrasta con la prima istruzione di stravolgimento assoluto della realtà del programma degli automi, i quali continueranno a vivere beatamente nel loro bel mondo parallelo illudendosi di avere i piedi ben piantati per terra e infischiandosene dei richiami e dei segnali di allarme che arrivano a fiotti dalla vera realtà.


Quindi, malgrado tutte le nostre comprensibili preoccupazioni e angosce, al momento possiamo solo limitarci a riassumere brevemente i punti fondamentali attraverso i quali sarebbe abbastanza facile smontare tutte le illusorie certezze degli automi, prendendo spunto dalle analisi empiriche dello stesso Bagnai, di Borghi, di Zezza e di tanti altri “verieconomisti (“veri” perché basano i loro ragionamenti sui veri dati di fatto della realtà, non perché abbiano la verità assoluta in tasca, atteggiamento questo che appartiene ai mistici, ai dogmatici, ai religiosi, da cui per ora prendiamo le distanze in quanto i loro insegnamenti sono più utili e adatti per descrivere “verità ultraterrene” e non le miserie di questo mondo). Ma prima di passare all’analisi logica ritengo opportuno che vediate questo video di Byoblu per capire meglio di cosa stiamo parlando e la pericolosità, pervasività, contagiosità del fenomeno di disumanizzazione in corso (mi raccomando concentratevi bene sulle facce del “falso” economista Giuricin e del politicante stralunato e confuso Borghesi).





    
    1)   Uscita dall’euro

Come abbiamo detto e sentito le prime parole utilizzate dagli automi per descrivere questa eventualità sono catastrofe, disastro, apocalisse, appellandosi quasi sempre ai flagelli della svalutazione e dell’inflazione per giustificare queste rovinose visioni. Gli automi però non dicono mai che la vera catastrofe la stiamo già vivendo adesso in conseguenza della sciagurata scelta di aderire ad un’unione monetaria sbagliata e squilibrata, che consente di bilanciare shock asimmetrici tra i vari paesi soltanto attraverso la svalutazione interna dei salari dei lavoratori o dei prezzi dei beni e servizi prodotti in un determinato stato. Tra i vantaggi dell’euro che vengono ogni tanto elencati dagli automi alcuni sono davvero bizzarri e curiosi: la possibilità di viaggiare senza vincoli burocratici o pagamento di commissioni di cambio da un paese all’altro dell’eurozona. Ciò significa che per loro la possibilità di mandare a spasso i propri figli a Parigi, Berlino, Madrid è molto più importante della vita degli imprenditori che si sono suicidati, della dignità dei lavoratori o della tenuta dell’intero tessuto produttivo nazionale, che basandosi su una struttura diffusa sul territorio di piccole e medie aziende è stato oltremodo penalizzato da un aggancio rigido ad una moneta forte come l’euro-marco. Ricordiamo che la commissione di cambio, che può essere fissa o variabile in base all’importo da convertire in altra valuta, oscilla fra 1 e 5 euro e non ha mai scoraggiato nessuno dall’intenzione di andare a Londra, Stoccolma, New York o Zanzibar. Ma questo modo cinico e inquietante di pensare è perfettamente in linea con il principio che volevano imporre gli oligarchi e i banchieri fondando l’eurozona: la moneta viene prima degli stati, della politica, della cultura, e l’istinto che fin dalla notte dei tempi spinge gli uomini a viaggiare, conoscere, vedere posti nuovi deve essere subordinato alla moneta che utilizziamo per viaggiare, conoscere, vedere posti nuovi. E’ come se un esploratore con gli scarponi e lo zaino in spalla diretto verso luoghi imprecisati ancora da scoprire, fosse in qualche modo obbligato a chiedersi sull’uscio della porta: “Eh sì, però chissà che monete usano laggiù e quale sarà il tasso di cambio? E le commissioni da pagare? Forse è meglio che me ne stia a casa in attesa di tempi migliori per il mercato valutario”. 


Capisco che può sembrare un po’ paradossale come esempio, ma l’euro come valore principale di riferimento e di aggregazione di un’intera società, da anteporre alla stessa democrazia, alla cultura, alla libertà, all’uguaglianza dei diritti, pone questo serio problema di alterazione della realtà e della storia del mondo. Gli automi forse ingenuamente o per calcolo credono davvero che l’intera evoluzione della civiltà ruoti intorno alle monete che i popoli hanno via via adottato, mentre le lotte per la democrazia, la tutela dei diritti, l’emancipazione delle classi subalterne, il progresso scientifico e culturale siano soltanto una conseguenza di quella primigenia, originaria, fondamentale scelta: “Ma come hanno fatto i popoli primitivi del passato a vivere senza l’euro? Per fortuna che il buon Dio ci ha dato l’euro e guai a chi ce lo vuole toccare!? Non è forse l’euro il prodotto più alto della modernità, del progresso, della cultura, della creatività dell’Occidente?”. E’ evidente che questa profonda e pervicace distorsione della realtà, della storia, della scala dei valori sia servita invece ai banchieri, agli affaristi, ai faccendieri, agli speculatori per mascherare il loro vero obiettivo e interesse: l’annullamento del rischio di cambio. L’azzeramento del rischio e delle oscillazioni competitive di cambio è stato infatti molto utile e vantaggioso per i grandi gruppi finanziari e commerciali che dovevano spostare grosse quantità di soldi e di merci da un paese all’altro dell’eurozona per fare investimenti, prestiti, profitti, pura speculazione, senza incorrere nel pericolo di subire svalutazioni della moneta locale. Ora però, preso atto di questa circostanza reale difficilmente contestabile, sarebbe molto interessante capire se tutti gli automi, di qualunque corrente politica siano dato che il fenomeno della robotizzazione è trasversale, abbiano presente alcune semplici considerazioni sugli ordini di grandezza: il risparmio sulla commissione di cambio di €2000 per fare una vacanza a Parigi è cosa assai diversa rispetto al prestito di €200 milioni di una banca tedesca ad una spagnola o irlandese per favorire l’inizio di una bolla immobiliare, senza rischiare nulla sul versante della svalutazione. Le chiacchiere stanno a zero e mi pare fuori discussione stabilire a chi veramente abbia più giovato l’introduzione dell’euro, con buona pace di tutti gli studenti che hanno vissuto 6 mesi in Francia o in Germania grazie al progetto Erasmus, risparmiando sulle oscillazioni o commissioni di cambio.  


Non capire questo semplice passaggio mi sembra dunque un offuscamento clamoroso della vista, un atto di malafede indecoroso o peggio ancora una conclamata collusione con gli interessi di questi grandi gruppi finanziari e commerciali, dalle cui direttive gli automi sono stati direttamente o indirettamente indottrinati. La gente invece ancora in grado di fare a mente una semplice conversione di valuta può chiaramente comprendere che subire angherie, tasse, vessazioni, privazioni di servizi pubblici essenziali, decurtazioni di stipendi e pensioni per consentire ai grandi capitalisti di aumentare le loro rendite o i profitti, limitando al massimo i rischi e la concorrenza di cambio, non è sicuramente un buon motivo per rimanere ancora nell’area euro. L’Europa non è e non sarà mai l’euro, ma rappresenta da sempre un’entità geopolitica e culturale ben identificabile che prescinde e prevarica la moneta o le monete utilizzate dai paesi del vecchio continente, che ricordiamolo sempre nella sola Unione Europea allargata a 27 stati sono 11. Fra l’altro, l’euro come tutte le monete nella storia (compresa la nostra lira, il marco o il franco) non è irreversibile e non ci è stato consegnato in dono da Dio: esistono nella storia centinaia di casi di distruzione di valute o sganciamenti da altre valute che non hanno comportato assolutamente catastrofi (l’Argentina è l’ultimo e più eclatante caso), a parte un normale periodo transitorio di assestamento e instabilità della nuova valuta.


    2)   Svalutazione

Secondo gli automi robotizzati una volta usciti dall’euro, la nuova lira si svaluterebbe di circa il 30%-50%, un dato sparato a caso che non tiene in debito conto nessuno dei fattori che realmente influiscono sul tasso di cambio. Nelle precedenti occasioni storiche di sganciamento di una valuta da un’altra moneta forte (per noi l’euro-marco), i fatti e i dati empirici ci dicono che il cambio tende a recuperare la competitività di prezzo perduta nei confronti del paese principale dell’area valutaria (la Germania). Dato che il differenziale di inflazione complessivo dal 1999 ad oggi con la Germania ammonta a circa il 20%-25%, la svalutazione della lira nei confronti dell’euro-marco dovrebbe attestarsi intorno a questa banda di oscillazione. Ovviamente la nuova lira si deprezzerebbe rispetto all’euro-marco, ma potrebbe apprezzarsi nei confronti di altre valute con i cui paesi di origine l’Italia intrattiene rapporti commerciali. Quindi quello che è importante non è tanto la svalutazione bilaterale fra l’Italia e un altro paese, ma il tasso di cambio effettivo che è una media pesata di tutti i tassi di cambio bilaterali principali misurata in base al valore specifico degli scambi effettuati con i rispettivi paesi d’origine.


Tuttavia se questa teoria della “parità relativa del potere d’acquisto” (PPP, Purchasing Power Parity) può essere utile per spiegare i movimenti del cambio nel lungo periodo ed è applicabile soltanto alle variazioni di prezzo di beni e servizi effettivamente destinati all’esportazione (l’aumento di prezzo dei prodotti locali e del barbiere sotto casa non dovrebbe essere conteggiato insomma), il tasso di cambio nel breve periodo è influenzato da altri due elementi: il saldo delle partite correnti e gli investimenti finanziari. Il nostro attuale saldo delle partite correnti è in deficit (-€30 miliardi circa, vedi grafico sotto), ma la causa principale non è dovuta tanto a fattori commerciali (la bilancia commerciale è in pareggio), quanto al peso molto maggiore degli interessi pagati sul debito estero, i profitti portati via dagli investimenti esteri in Italia, le rimesse dei migranti. Siccome la svalutazione iniziale della lira dovrebbe favorire ulteriormente le esportazioni e ridurre le importazioni, migliorando nel complesso la nostra bilancia commerciale, questo processo insieme ad un rinnovo del debito estero a tassi di interesse più bassi (la “nostra” banca centrale, Banca d’Italia, svincolata dalla BCE, potrebbe riacquistare piena autonomia nella scelte di politica monetaria e in particolare nella definizione dei tassi di interesse di riferimento), ad una qualche forma di limitazione degli investimenti esteri in Italia e ad un controllo più accurato del deflusso dei capitali, dovrebbe migliorare in breve tempo il saldo delle nostre partite correnti, con conseguente apprezzamento della nostra valuta.





Dal punto di vista finanziario, l’Italia ha una ricchezza complessiva di €3600 miliardi, che difficilmente potrà essere smobilizzata per essere trasferita all’estero, con evidenti effetti negativi sul cambio della nuova lira. Innanzitutto perché molti di questi assets finanziari hanno già subito forti svalutazioni durante gli ultimi anni, quindi l’effetto marginale del deprezzamento della nuova lira sarebbe meno incisivo (una cosa è svalutare del 20% un asset che vale 100, altra cosa è svalutare del 20% un asset che vale già 50). In pratica è come se l’Italia stesse già subendo da qualche anno una svalutazione sotto forma di un maggiore spread sui titoli di stato, che obbliga le aziende a finanziarsi a tassi di interesse più alti e rende meno pregiati i nostri assets. In secondo luogo le fughe di capitali più massicce si sono già verificate in questi ultimi anni e quindi, con un controllo più puntuale sulla circolazione dei capitali durante il periodo di transizione in cui è maggiore l’instabilità di cambio, si potrebbero evitare ulteriori crisi nei nostri conti con l’estero. Se questo presunto deflusso incontrollato di capitali è dunque molto limitato e circoscritto, è invece molto più probabile che nei primi periodi di passaggio alla nuova lira possa presentarsi il fenomeno opposto di afflusso di capitali esteri: gli operatori stranieri potrebbero infatti approfittare dell’iniziale vantaggio di cambio per fare investimenti finanziari di portafoglio o in conto capitale in Italia, aumentando quindi l’offerta di valuta estera e la domanda di nuove lire. Queste operazioni, che ripetiamo dovrebbero essere opportunamente controllate per evitare un aumento eccessivo delle passività (debito estero) nel conto finanziario della nostra bilancia dei pagamenti, tenderanno ad apprezzare e non a deprezzare il cambio della nuova lira. Quindi, in buona sostanza, la paura della svalutazione catastrofica della nuova lira è assolutamente infondata, ingiustificata, non sostenuta dai dati e dai fatti.


     3)   Inflazione

Questo è sicuramente l’aspetto più incredibile e grottesco di tutta la vicenda: secondo gli automi con una svalutazione della lira del 20% avremmo un’inflazione della stessa entità, quindi intorno al 20%. Capite bene che il meccanismo mentale che porta a questa conclusione è assurdo, illogico, dato che un’eventualità del genere avverrebbe solo se l’Italia non producesse nulla e importasse tutto dall’estero, ma proprio tutto: materie prime, semilavorati, prodotti finiti, servizi. Fra svalutazione e inflazione non c’è mai stata nella storia del mondo una correlazione così forte e diretta, mentre si verifica molto più spesso il fenomeno inverso, ovvero un’inflazione molto alta alla lunga produce una svalutazione del cambio, perché a parità di beni prodotti in due diversi paesi sarà necessaria una maggiore quantità di moneta del paese più inflativo rispetto a quello meno inflativo e il cambio si adegua di conseguenza. Per questo motivo, molto spesso per valutare l’effettivo potere di acquisto di una moneta rispetto ai beni e ai servizi prodotti in un determinato paese, si considera il tasso di cambio reale che tiene conto appunto del differenziale di inflazione fra i due paesi. Se la moneta di un paese si svaluta del 10% e l’inflazione per altri motivi cresce del 10%, il tasso reale di cambio non varia, perché l’aumento dei prezzi interni compensa la svalutazione e per un acquirente estero sarà indifferente comprare prodotti da quel paese.


Questo è a mio avviso il motivo che crea tanta confusione nella mente degli automi perché loro ragionano in termini di tasso di cambio reale e non di quello nominale effettivo: la svalutazione del 20% produce un’inflazione del 20% e per l’acquirente straniero non sarà più vantaggioso rispetto a prima comprare prodotti italiani e l’Italia avrà perso i margini di competitività recuperata, perché i benefici della svalutazione saranno riassorbiti dai danni dell’inflazione. Peccato però che è sbagliato il passaggio intermedio: una svalutazione del 20% non ha mai provocato nella storia, almeno in Italia, un’inflazione del 20%. E vediamo pure con alcuni dati, il motivo per cui possiamo essere abbastanza certi di questa affermazione. Nel grafico sotto possiamo confrontare l’andamento dell’inflazione con il tasso di cambio effettivo dal 1975 ad oggi: come si può vedere già ad occhio nudo non c’è alcuna correlazione diretta fra i movimenti abbastanza ripidi di cambio e l’inflazione, che nonostante i cambiamenti repentini di rivalutazioni e successive svalutazioni della lira continuava a viaggiare per conto suo seguendo un preciso percorso di deflazione. In particolare la forte rivalutazione della lira avvenuta nel 1979 con l’ingresso nello SME è avvenuta a inflazione crescente, mentre al contrario la svalutazione della lira del 1992 seguita all’uscita temporanea dallo SME è stata addirittura accompagnata da una discesa dell’inflazione dal 5% al 4%. Ciò significa che se esistesse davvero una correlazione fra svalutazione ed inflazione, questa sarebbe opposta a quella postulata e propagandata dagli automi.





Il caso della svalutazione del 1992 è sicuramente il più emblematico in questo senso. Il governo Amato decise unilateralmente di far uscire l’Italia dallo SME il 18 settembre del 1992, per mettere un freno agli attacchi speculativi alla lira che erano iniziati nell’estate precedente e avevano costretto il governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi a bruciare circa 50 miliardi di riserve in dollari nel vano tentativo di difendere la parità di cambio della lira imposta dagli accordi SME. Nel giro di un anno, con la lira libera di fluttuare nel mercato valutario, abbiamo assistito ad una svalutazione nominale effettiva del 25%, che ha favorito le nostre esportazioni e reso meno convenienti le importazioni. Se questa svalutazione fosse stata accompagnata da un corrispondente aumento dell’inflazione (che non c’è stato, dato che l’inflazione è invece diminuita) come sostenuto dagli automi, la nostra bilancia commerciale non avrebbe subito grandi cambiamenti perché per gli acquirenti esteri il prezzo dei prodotti italiani sarebbe rimasto pressoché invariato. Cambiamento che invece c’è stato, e come se c’è stato, perché nel giro di un anno la nostra bilancia commerciale è passata da un deficit ad un surplus (vedi grafico sotto) fino al picco del 1996, ritornando a decrescere non appena si decise malauguratamente per noi la reintroduzione della lira nello SME (1996) e l’ingresso definitivo nell’area euro (1999).





Questo passaggio determinante e decisivo per capire meglio come funzionano le dinamiche della svalutazione di cambio, può essere anche evidenziato benissimo esaminando il grafico sotto, in cui viene riportato l’andamento del tasso nominale effettivo a confronto con il tasso di cambio reale (misurato in termini di valuta estera): i due andamenti sono esattamente speculari, perché ad ogni svalutazione nominale della nostra moneta corrisponde esattamente una rivalutazione reale della valuta estera, come se l’effetto inflazione tanto paventato dagli automi che vanificherebbe i benefici della svalutazione non esistesse proprio. Un falso storico a tutti gli effetti che merita l’accusa di terrorismo mediatico e attentato alla democrazia dell’informazione





L’inflazione come abbiamo più volte detto è un fenomeno molto complesso che presenta numerose interconnessioni e ha molta più attinenza con i cambiamenti che avvengono nell’economia reale rispetto ai processi monetari, siano essi variazioni di tassi di cambio o aumento di moneta circolante. In generale possiamo dire che si verifica inflazione quando la domanda di beni e servizi supera l’offerta e nel contempo il tessuto produttivo non è così elastico da adattarsi al nuovo regime di domanda. A sua volta questo aumento di domanda può essere collegato ad una politica salariale espansiva o a cambiamenti strutturali nel mercato del lavoro, che migliorano il potere di acquisto reale dei salari (cioè decurtato del tasso di inflazione misurato in quel periodo). La politica salariale espansiva dipende però dal tasso di disoccupazione, perché è storicamente dimostrato (e facilmente intuibile) che un aumento dell’offerta di lavoro, dovuto ad una maggiore disoccupazione, produce una tendenza al ribasso del valore dei salari. Un innalzamento repentino e consistente del costo delle materie prime può anch’esso tradursi in inflazione, come è avvenuto per esempio in Italia nel 1974 (picco di inflazione del 20%), in conseguenza del primo grande shock petrolifero del 1973, che ha causato un aumento medio del prezzo del petrolio del 258%. Capite bene che quando un imprenditore si trova ad affrontare una quadruplicazione del prezzo di una materia prima così importante come il petrolio (che influisce direttamente e indirettamente sui costi di produzione, a causa dell’aumento della bolletta energetica), è costretto ad aumentare per forza di cose il prezzo di vendita dei suoi prodotti per coprire i costi e mantenere ancora dei margini di profitto.


La svalutazione, almeno in Italia, è un fenomeno che si muove invece su una banda di oscillazione molto ridotta, nell’ordine del più o meno 20%-25%, quindi consente facilmente agli imprenditori di rimodulare la struttura dei costi aziendali, compresi i margini di profitto, per mantenere inalterata la competitività di prezzo e rispondere ad un aumento del costo di quelle materie prime, semilavorati, prodotti finiti, servizi effettivamente riconducibili a fornitori esteri. Quindi come abbiamo già detto e visto, non solo la svalutazione ha poco o scarsissimo effetto sull’inflazione, ma nella maggior parte dei casi è una conseguenza diretta dell’inflazione. Questo trasferimento dall’inflazione alla svalutazione è avvenuto per esempio in Italia nel 1976 quando la banca centrale decise di attuare una svalutazione competitiva della lira del 20%, per recuperare i margini di competitività di prezzo perduti dalle aziende italiane negli scambi con l’estero, a causa del picco di inflazione del 20% che si era registrato appunto due anni prima. Anche l’introduzione dell’euro nel 1999 ha comportato nei primi due anni una svalutazione iniziale complessiva del 20% della moneta europea nei confronti del dollaro, che non ha avuto alcuna influenza sull’inflazione, la quale ha continuato a ristagnare intorno al suo valore artificialmente basso del 3% (artificialmente basso perché dovuto soprattutto alle politiche di contenimento dei salari reali dei lavoratori attuate in tutta Europa).


Aggiungiamo anche per completezza, che quando invece si assiste ad un aumento esogeno della moneta circolante, dovuto per esempio a politiche espansive della spesa pubblica dello Stato, gli effetti tanto temuti sull’inflazione, invocati spesso dagli stessi automi che sproloquiano sui danni della svalutazione, sono quasi sempre contenuti principalmente da due fenomeni: la mancata saturazione della capacità produttiva di un paese e la disoccupazione. Il previsto aumento della domanda dovuto alla maggiore quantità di moneta circolante può essere infatti corrisposto da un incremento dell’offerta, trainato da maggiore produttività del lavoro, miglioramenti tecnologici, efficienza dei processi produttivi, senza influire sui tanto osteggiati innalzamenti dei prezzi al consumo. Inoltre l’elevata disoccupazione tenderà a spostare queste nuove masse di moneta circolante nei risparmi di chi ha già un reddito e magari preferirà tesaurizzare questi soldi, investendoli soprattutto in attività finanziare, piuttosto che convogliarli verso nuova domanda di consumi. La paura eccessiva della spesa pubblica, che nella maggior parte dei dibattiti si accoppia quasi sempre con quella dell’inflazione e della svalutazione, presenta quindi notevoli sintomi di infondatezza quando siamo in presenza di alta disoccupazione e scarsa saturazione della capacità produttiva, che consente ampi margini di elasticità dell’offerta. Ma questo purtroppo fa parte ormai integrante della mentalità bacata degli automi, con cui volenti o nolenti dovremo sapere convivere per parecchi anni ancora, dato che l’uscita dall’euro e il ritorno alla nostra moneta sovrana equivale secondo i loro calcoli errati e tanto immaginifici a svalutazione, aumento della spesa pubblica, e "quindi" ad inflazione, la tassa più iniqua del mondo perché colpisce il potere di acquisto dei salari.


A parte che il potere di acquisto dei lavoratori può essere difeso con i normalissimi meccanismi di indicizzazione dei salari all’inflazione utilizzati in quasi tutti i paesi più civili e democratici del mondo, quello che gli automi non capiscono o fanno finta di non capire, per i soliti motivi di annebbiamento, malafede e collusione, è che l’inflazione mantenuta artificialmente bassa in Europa serve più che altro a proteggere nel tempo il valore dei grandi patrimoni finanziari accumulati dagli oligarchi, dai capitalisti, dagli speculatori, e da tutti coloro che vivono di rendita senza sapere neppure cosa sia il lavoro. Questa è una colossale ed epocale lotta di classe che ha come principale obiettivo la distribuzione iniqua dei redditi a favore di una ristretta minoranza di rentiers, benestanti, grandi imprenditori e a danno della maggioranza, che comprende lavoratori, pensionati, piccoli e medi imprenditori, società civile.


Mantenere l’inflazione artificialmente bassa grazie al contenimento dei salari reali e all’aumento della disoccupazione non avvantaggia di certo i lavoratori, i cittadini, la gente comune, che malgrado il ridotto aumento dei prezzi al consumo non avranno mai benefici reali da questa politica ottusa, miope e palesemente iniqua. L’inflazione bassa scoraggia pure gli investimenti perché se un imprenditore deve indebitarsi oggi con una banca ad un certo tasso di interesse e prevede già che i suoi futuri flussi di cassa saranno incerti o decrescenti perché legati ad un andamento costante o addirittura deflativo dei prezzi di vendita dei suoi prodotti, preferirà rimandare sempre a tempi migliori di maggiore vivacità del mercato il momento dell’investimento. Ovviamente l’argomento è molto complesso e meriterebbe ben altri approfondimenti (invito a tal proposito la lettura del libro del professore Alberto Bagnai, il Tramonto dell’Euro, oppure il trattato collegiale dei “veri” economisti italiani scaricabile gratuitamente da internet, Oltre l’Austerità), ma per non appesantire oltremodo i contenuti, rimando l’analisi degli altri punti ad un prossimo articolo, dato che tutti gli effetti collaterali denunciati meccanicamente dagli automi con l’uscita dall’euro (il costo delle materie prime, la benzina, i tassi di interessi, il mutuo), sono solo un corollario delle due principali armi di distrazione e disinformazione di massa: la svalutazione e l’inflazione.



Concludo questo lungo viaggio dentro il mondo illusorio degli automi con una frase dell’economista inglese John Maynard Keynes che racchiude bene in sintesi il significato della cruciale lotta di civiltà che ci troviamo ad affrontare oggi, in cui non solo dobbiamo essere capaci ad intaccare gradualmente, costantemente, implacabilmente i principi su cui si fonda l’enorme potere delle classi dominanti, ma anche a contrastare il possente muro di mummie, subumani, corrotti, inetti, stupidi eretto a loro difesa nella società: “Il futuro ci è sfuggito di mano e nessun uomo detiene più il controllo dei destini immediati dell'Europa. Gli eventi del prossimo anno non saranno opera deliberata degli statisti, ma saranno determinati da quelle correnti segrete che fluiscono continue sotto la superficie della storia, e di cui nessuno sa predire lo sbocco. Abbiamo un solo modo per influire su di esse: mettere in moto le forze della conoscenza e della fantasia capaci di mutare l'opinione. Affermare la verità, distruggere le illusioni, dissipare gli odi, aprire gli animi e istruire le menti; questi devono essere i nostri strumenti”.    


          

150 commenti:

  1. "Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall’oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l’esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata… Tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto.”

    "Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre."

    1984, George Orwell

    "governare è far credere"

    Nicolò Machiavelli, Il Principe

    “E’ più criminale fondare una banca che rapinarla. ”

    Bertold Brecht

    E’ cosa normale che le pecore ch’ hanno il lupo per governatore, vegnano castigate con esser vorate da lui. ”

    Giordano Bruno


    È meglio che un uomo sia tiranno con il suo conto in banca che con i suoi concittadini."

    John Maynard Keynes

    Essere governato significa essere guardato a vista, ispezionato, spiato, diretto, legiferato, regolamentato, recintato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato, da parte di esseri che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governato vuol dire essere, ad ogni azione, ad ogni transazione, ad ogni movimento, annotato, registrato, censito, tariffato, timbrato, squadrato, postillato, ammonito, quotato, collettato, patentato, licenziato, autorizzato, impedito, riformato, raddrizzato, corretto. Vuol dire essere tassato, addestrato, taglieggiato, sfruttato, monopolizzato, concusso, spremuto, mistificato, derubato, e, alla minima resistenza, alla prima parola di lamento, represso, emendato, vilipeso, vessato, braccato, tartassato, accoppato, disarmato, ammanettato, imprigionato, fucilato, mitragliato, giudicato, condannato, deportato, sacrificato, venduto, tradito, e per giunta schernito, dileggiato, ingiuriato, disonorato, tutto con il pretesto della pubblica utilità e in nome dell'interesse generale."

    Pierre Joseph Proudhon.

    e non possiamo dire di non essere stati avvisati.


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    1. Siamo stati avvisati fin dalla nostra nascita...rimanendo in tema di citazioni, a me piace spesso ricordare quella di Newton che disse di se stesso di essere stato capace a vedere così lontano perchè aveva sempre vissuto sulle spalle dei giganti...ecco, noi dobbiamo avere la forza di rifarci e di riscoprire i veri giganti della storia, tappandoci le orecchie di fronte al chiacchiericcio confuso di questi nanerottoli che abbondano nei nostri tempi...
      Ad ogni modo, complimenti davvero per la serie pregevole di citazioni, di cui farò certamente tesoro...chissà che cominciando a scalare ad uno ad uno questi immortali giganti della civiltà, non riusciamo pure noi a intravedere in lontananza qualche nuovo orizzonte...

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  2. Piero, ci dobbiamo vedere in qualche modo...(la mia mail la vedi?)

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    1. Mi farebbe davvero un immenso piacere, ma siccome sono un pò negato con la tecnologia e il tuo indirizzo mail non lo riesco a vedere, ti do il mio così facciamo prima e vediamo di organizzare un incontro via skype:

      piero.valerio@gmail.com

      Non so perchè, ma ho come l'impressione di potere imparare molte cose da te e in genere non sbaglio mai nelle mie prime sensazioni...48 non voglio illudermi troppo, ma sento un gran fermento tutto intorno, il mio indirizzo di posta sta esplodendo e qui va a finire che il 48 lo facciamo per davvero!!! Serve però molta calma, prudenza, cercare di non disperdere le energie, le forze, le competenze, serve organizzazione, struttura, impalcatura...forse più che ingegneri ed economisti, servirebbe cominciare a reclutare un pò di architetti, muratori, carpentieri!!!

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    2. Appena ho il tempo di respirare ti scrivo.
      E non sai quanto condivido l'idea-base che occorrano, preliminarmente a ogni cosa, "calma e prudenza(intellettuali, cioè riflessione responsabile) :-)

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    3. Se il tuo indirizzo di posta nel frattempo non è del tutto "esploso" :-), ti è arrivata la mail?

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  3. Chi controlla la moneta controlla il potere.
    Non è pensabile che le oligarchie finanziarie dopo essere riuscite (con la colpevole complicità delle loro vittime) a controllare la moneta,il potere,il mercato del lavoro,il welfare state di metà del continente europeo mollino la presa tanto facilmente!

    Del resto perché i mercati (che poi sarebbero espressione delle stesse oligarchie finanziarie di cui sopra) hanno attaccato e attaccano ancora il debito sovrano dei paesi periferici? Perché si sono accorti che la crescita in questi paesi si era arrestata, e con essa veniva meno la possibilità, anche solo teorica di ripagare non tanto il debito pubblico, ma il debito ESTERO, cioè il debito (pubblico e privato ) che quei paesi avevano con loro (mercati /oligarchie finanziarie/banche/fondi speculativi etc)

    Quindi quale sarebbe la via più facile per questi paesi per sottrarsi all'attacco speculativo e riuscire ad onorare il debito estero? Stimolare la crescita con misure espansive monetarie e fiscali,cioè proprio l'opposto di quello che gli stessi paesi creditori, su input delle oligarchie finanziarie, e tramite il braccio armato delle istituzioni europee, nonchè di alcuni governi Quisling degli stessi paesi periferici,consigliano e impongono.

    Ma allora perché il creditore consiglia e impone misure che rendono più difficile il pagamento del suo credito?Evidentemente perché non è il pagamento che gli interessa, ma il perpetuarsi della situazione debitoria che gli assicura il controllo del debitore e la prospettiva di impadronirsi del suo patrimonio.

    Ecco perchè l'euro viene considerato irreversibile, e sarà difeso con astuzia allentando le tensioni ogni volta che si avvicinano al punto di rottura come è stato fatto questa estate da Draghi, per poi riprendere a tirare appena possibile.

    Il giochetto va avanti già dalmaggio 2010 con la istituzione del fondo salvastati per poi rimangiarsi tutto con Deauville per poi ttaccare il debito italiano nel primo semestre del 2011 ma impedire il tracollo con l'acquisto di debito della BCE dell'agosto 2011 (previa letterina) e tutti ci ricordiamo l'altalena dello spread di quest'anno.

    Credo che loro signori siano intenzionati a giocare come il gatto col topo ancora un bel po', anche perché diciamocelo, il topo è abbastanza stupido da collaborare col gatto (e non parlo del governo italiano che è dichiaratamente organico al gatto, ma alla classe politica, che almeno nella parte che si dichiara di sinistra dovrebbe difendere il topo)

    L'opera informativa che Piero,il prof. Bagnai, Ecodellarete, Voci dall'estero e Voci dalla Gaemania e tanti altri stanno meritoriamente svolgendo è tesa a svegliare il topo, e a fargli prendere coscienza che i suoi denti e le sue unghie non sono da meno degli artigli del gatto. Speriamo che abbiano successo e che arrivino in tempo perché non c'è bisogno di un Salvatore, ma di capire che se vogliamo possiamo benissimo salvarci da noì. (Islanda e Argentina sono lì a ricordarcelo).

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    1. Anacleto, cosa dirti? Oltre a farti i complimenti per la sintesi e la lucidità, perchè il tuo discorso non fa una piega...la situazione descritta è esattamente ciò che sta accadendo in Europa oggi e le intenzioni dei creditori finanziari nei confronti dei paesi debitori della periferia è abbastanza chiara: siccome ormai i capitali finanziari non possono più recuperarli e in effetti potrebbero pure farne a meno perchè c'è la BCE che fornisce senza sosta, cercano di rifarsi sui capitali reali, che è la cosa a cui aspiravano fin dall'inizio del progetto predatorio dell'eurozona...
      In Grecia ormai la razzia delle privatizzazioni è stata avviati, mentre in Italia con tutti i movimenti sulla Cassa Depositi e Prestiti e gli annunci di Grilli sulla svendita del patrimonio pubblico ci stiamo già preparando...
      La cosa più importante per noi è non farci trovare impreparati come è avvenuto in Grecia, ma creare fin da subito un fronte comune non ideologizzato o politicizzato (con tutto il rispetto e il beneficio del dubbio, mi pare un pò improbabile che tutte le persone come noi che ci stiamo attivando per tempo su tali questioni possiamo un giorno essere i promotori di un'Alba Dorata italiana...), che porti avanti tutte le istanze di sovranità monetaria e difesa della democrazia, perchè alla fine di questo si tratta: la finanza sta aggirando l'ostacolo per privare definitivamente i popoli della democrazia e ormai il progetto sta andando in porto con successo...
      Io sono abbastanza ottimista sul fatto che quando verrà il momento anche per noi di affrontare il calvario greco e chiedere aiuti alla trojka, noi italiani non ci faremo trovare così impreparati e disorganizzati come i greci...ormai esiste in potenza un grande movimento in rete e non solo che può strutturarsi a tutti i livelli per rispondere all'ultimo definitivo assalto che ci verrà portato...consideriamo sempre che gli astenuti in Italia superano ormai abbondantemente il 50% ed è proprio in quel 50% che si trova già presente e attivo lo zoccolo duro del nuovo movimento...
      Non dico che sarà un processo facile, perchè bisogna superare molte divergenze, sfumature, personalismi, ma una volta creata la struttura e i valori di cui si dovrà fare carico (SOVRANITA' MONETARIA e DEMOCRAZIA DIRETTA), tutto verrà di conseguenza con un lento processo di inclusione e omogenizzazione delle varie proposte di riforma divise per settore...l'importante è rimanere tutti concentrati sul pezzo e non farci deviare l'attenzione con i mille metodi della propaganda...se loro sono determinati, ostinati, testardi, noi lo dovremo essere il triplo, il quadruplo, il quintuplo!!!

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    2. Vorrei capire cosa ti fa sentire tanto superiore ai militanti di Alba Dorata. Quella gente distribuisce cibo e medicinali al proprio popolo, lo assiste e lo protegge in questo momento tragico e tu invece cosa fai ? Stai qui a concionare come altri milioni di italiani, che bofonchiano, mugugnano, borbottano e non fanno nulla. Tanto ci penseremo dopo, quando sara' il momento. E di grazia....quando sarebbe il momento giusto per pensarci ? Lo zoccolo duro del nuovo movimento...ma almeno ti rendi conto che il tuo e' il delirio di un attivista da tastiera ? A Madrid uno degli ultimi cortei di protesta era aperto da uno striscione significativo. Se non altro di come siamo visti da chi si trova nelle nostre stesse condizioni ma almano ha il coraggio di battersi. Lo striscione diceva " Non urlate troppo forte altrimenti svegliate gli italiani "...Credo non ci sia altro da aggiungere. Buona democrazia diretta.....

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  4. Commento a caldo stavolta avendo preso fiato e letto d'un colpo. Al tempo stesso mi auto assolvo nell'impossibilità di essere all'altezza con tali approfondite analisi tecniche. Ho sinceramente apprezzato il parallelo con "Matrix", una delle più lucide autodenunce del potere mondiale, a mio avviso. Comprendo e concordo con il concetto di rapportarsi al giusto livello e senza "eccessi" nei confronti dell'interlocutore "sottovuoto". Ossia l'ignaro o il consapevole venduto alla matrice pervasiva e "auto-determinante".
    La trilogia dei Fratelli Wachowski è divenuta con il tempo una branca della mia filosofia concettuale sull'uomo.
    Seguendo il video non ho potuto fare a meno di immedesimarmi in Paolo Becchi.
    E come Lui non accetto lezioni dall'ipocrisia o dal diabolico travisamento dei fatti.
    Credo fermamente nella possibilità di cambiare: costanti in variabili o viceversa.
    Le relazioni umane sono di per se complesse, financo si tratti di relazioni di sola coppia o persino individuali (con se stessi).
    Ciò non toglie che l'istinto dovrebbe perseguire il bene prima ancora che il sopruso.
    Per questioni (ohibò) di pura ed immediata sopravvivenza personale (individuale) prima ancora che altruistica (comunitaria).
    E se l'istinto se ne discosta, probabilmente, è stato influenzato a farlo...nel vano tentativo di render se stesso al di sopra della "norma": invulnerabile, inviolabile ed invincibile!
    Per tornare ai fatti ed ai numeri (che solo dalla grettezza umana risultano volgarmente intesi) è spaventoso il modo con cui vengono fatte certe valutazioni.
    Il mercato del lavoro nei primi '90 era già un terno al lotto, lo stipendio una conquista e la pensione una chimera. Il livello d'inflazione percepito era però sostanzialmente stabile.
    Non stò parlando di meri numeri ma di percezione quotidiana della sopravvivenza.
    Francis Fukuyama nella meta degli stessi '90 pubblicava un libro dal titolo "Fiducia".
    La fiducia nel "futuro" determinava i comportamenti nell'età contemporanea, definendone le prospettive di sviluppo sociale.
    Futuro e fiducia correlati naturalmente ai loro naturali risvolti politici ed economici.
    Era in base alla fiducia nel sistema che il sistema si sarebbe ripreso, riformato, rivitalizzato.
    Questa una delle recensioni:
    "Il marxismo è crollato, lo stato sociale vacilla, il liberismo mostra inquietanti e sempre più larghe crepe. Quale sarà allora il sistema che dominerà il nuovo millennio? Hanno fallito le società che hanno screditato l'individuo a scapito della collettività, ma versano in una crisi irreversibile anche quelle che sono cadute preda di un individualismo egoistico e senza freni. L'autore suggerisce allora che a vincere le sfide dell'economia sarà il sistema che meglio metterà a frutto il suo capitale sociale: la fiducia. La fiducia è una forza irrazionale che nasce dalla morale, l'ethos e la cultura che governano ogni società e concorrono a determinare ogni comportamento economico".
    La fiducia nei primi anni '90 era già crollata!
    Il livello di decenza si è mantenuto artificialmente solo grazie alle conquiste dei ns padri ed evidentemente non per tutti.
    Il declino lento ed inesorabile era già partito e solo la parsimonia nella gestione delle risorse ha allungato i tempi. Tempi che tuttora sembrano dilatarsi ma solo per l'abilità dei giocolieri che con i numeri e le dilazioni e gli artifici giocano...fintanto il biscazziere permetterà loro di farlo!
    L'attuale concezione economica è una bisca di quart'ordine dove la dignità umana si è rifugiata sotto l'olezzo di un'ascella, giusto per non esser troppo severi.
    Pertanto, non ammaino la mia bandiera e non abbandono la mia rotta.
    Pur nella tempesta cavalcherò l'onda.

    Un saluto,
    Elmoamf

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    1. Ormai siamo tutti sulla stessa nave in mezzo alla tempesta, anche se c'è chi si trova in terza classe, nella stiva e chi invece in prima classe, ma quello che non hanno capito questi signori è che se la nave affonda, anneghiamo prima noi ma poi arriverà anche per loro il momento di fare i conti con le onde di rabbia, odio, vendetta che prima o dopo arriveranno a bordate...è sempre stato così e sempre sarà così nella storia...dovranno davvero sterminarci tutti se vorranno vivere in pace, mantenendo però una massa di schiavi al loro servizio...
      Molto opportuno il tuo richiamo alla fiducia, perchè è proprio questa fiducia che i tecnocrati e la finanza al di qua e al di la dell'oceano stanno cercando di portare sui mercati con fiumi di liquidità (creata ovviamenente dal nulla dalle banche centrali)... quello che non capiscono però è che la FIDUCIA che serve alla società per stabilizzarsi è ben altra cosa rispetto alla fiducia dei mercati e quella non te la puoi inventare con quattro computer e due operazioni monetarie ben fatte...anche perchè prima o dopo tutta questa liquidità esploderà di nuovo in bolle speculative, fiammate di borsa, e si ricomincerà nello stesso percorso verso la prossima crisi che sarà per forza di cose più grave di quella attuale, con la finanza che cercherà di scontare i capitali finanziari che ormai non valgono nulla in cambio dei capitali reali (i nostri, il patrimonio pubblico) che quelli invece non passano mai di moda...ormai spetta solo a noi decidere se farci spennare oppure no e non credere più ai loro richiami alla fiducia nei mercati, ma puntare invece a ritrovare la FIDUCIA nella democrazia, nei valori umani, nella gestione più accorta, razionale, equa delle risorse...la battaglia in corso sta tutta qui: la loro fiducia posticcia e artificiale contro la nostra FIDUCIA vera e in carne ed ossa...

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  5. E' ora che le nostre voci, il nostro dissenso comincino a farsi sentire. Dobbiamo ribellarci, andare in piazza, il problema è però trovare una guida perchè un popolo ha sempre bisogno di qualcuno da seguire. Se le nostre voci rimarranno isolate, anche se fossero decine o centinaia di migliaia, non sortiremo grandi effetti. Occorre trovare una guida o un gruppo ristretto di persone che ci coordini tutti. Basterebbe usare il web creare un sito dove ci si iscriva con nome e cognome e foto, perchè se uno crede in qualcosa ci deve mettere la faccia e poi pubblicizzarlo e divulgarlo in rete nei social network e sui vari blog di economia, politica e temi social. Piero io sono un ingegnere edile ma se occorre faccio anche il carpentiere e il muratore.

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    1. Condivido il tuo appello Attilio, soprattutto quando dici che occorre creare una struttura perchè di nuovi leader o salvatori della patria non ne sentiamo per nulla bisogno, no grazie, abbiamo già dato...qui occorre trovare un gruppo di persone in grado di mettere su una struttura informatica, organizzativa, comunicativa, territoriale che cominci ad essere presente come realtà politica, culturale a se stante e distante anni luci dal marciume falso e ipocrita che ci circonda...io ho dato la mia disponibilità in tutte le sedi per partecipare attivamente a questo gruppo che crei le impalcature portanti di questa struttura, visto che un pò di esperienza con i siti internet e con le strategie di comunicazione l'ho fatta durante la mia vita professionale...ma purtroppo, come potrai immaginare, questi progetti così importanti e ambiziosi vanno un pò a rilento e ancora siamo fermi nelle pratiche burocratiche di adesione al movimento che ancora non ha un nome e un logo...
      Superata questa fase un pò farraginosa spero che si vada più spediti nella creazione della struttura, del portale internet che deve essere per quanto possibile aperto e passibile di continui modifiche e aggiornamenti in base a quelli che saranno i vostri contributi...anche io sono un ingegnere, ma purtroppo non ho molta dimestichezza con i linguaggi di programmazione...quello che serve con urgenza in questo momento è un programmatore o un gruppo di bravi programmatori, che si rendano disponibili a partecipare a questo progetto
      a tempo pieno e non facciano soltanto del risvolto economico il loro unico interesse... devono credere loro per primi al progetto e non è facile in questo momento di crisi...comunque ti assicuro che nei limiti del possibile io sto spingendo affinchè si passi dalla parte teorica, burocratica alla parte pratica pratica, operativa stabilendo come primo orizzonte temporale le elezioni 2013 (anche se siamo ormai in ritardo...) e la presenza costante sul territorio come obiettivo principale...

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  6. Piero o chiunque voglia rispondermi come posso fare per controbattere ad un idiota (della bocconi) che continua a dirmi che uscendo dall'euro pagheremo la benzina almeno 4 o 5 euro più di adesso?
    capisco che è una balla ma posso dimostrare che ha torto dati alla mano?
    qualcuno potrebbe dirmi se esiste un libro, un blog, un filmato o qualcosa per confutare questa cavolata?

    nb: esiste anche un sito in cui si dimostra chiaramente che non è vero che in Argentina costa più fare un pieno che comprarsi un grattacielo di 20 piani?

    Fernando

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    1. Confutazione numero:

      1) il costo della benzina determinato dalla materia prima (quindi senza le accise) si aggira intorno ai 0,50 €.
      Se, nella peggiore delle ipotesi, subissimo una svalutazione della nuova moneta nazionale dell'ordine del 25% (ma è altamente improbabile che si raggiunga tale svalutazione nei confronti del dollaro, moneta con cui si acquista il petrolio), l'aumento del costo della benzina sarebbe da applicare solo a quei 0,50 € e non a tutti gli 1,80 € del costo (e ci mancherebbe che pagassimo pure per le tasse!!).
      Quindi nello scenario più catastrofico l'aumento sarebbe dell'ordine di 0,125 €.

      2) nell '92, dopo l'uscita dallo SME, la lira svalutò un buon 20-25%, ma il prezzo della benzina rimase stabile: ora...o in Italia si scoprirono improvvisamente pozzi di petrolio ovunque, oppure non esiste un trasferimento 1:1 tra tasso di svalutazione e costo delle materie prime.

      3)Siccome i piddini hanno poca domestichezza coi numeri, si può seguire il ragionamento poco tecnico dei paragoni (o delle parabole).
      Io l'estate scorsa, finchè ero in ferie in Croazia, ho pagato il carburante meno che in Italia. Significa che la loro moneta locale (la kuna) è una moneta fortissima e che i petrolieri fanno a gara per accaparrarsela? Oppure che il concetto moneta "debole"<---->prezzo del carburante alle stelle è una ...(omissis)

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    2. bene ora rimane la questione dell'argentina. a sentire loro volendo fare un paragone con il dollaro in Argentina si spenderebbero circa l'quivalente di 40.000 dollari per fare un pieno di benzina.
      si tratta evidentemente di una menata di proporzioni galattiche, a meno che l'argentina non sia entrata in guerra con qualcuno.
      conosci dei siti in cui si possa capire qual è il prezzo della benzina alla pompa in argentina? e quali sono le condizioni economiche attuali?
      questo economista mi ha riportato la condizione economica dell'argentina ma la data è il 2002. sono dati vecchi di 10 anni!!

      fernardo

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    3. Che l'Argentina sia in guerra è perfettamente vero: è in guerra con l'FMI, quindi tutte le informazioni che ci arrivano inerenti l'Argentina possono subire diversi "filtri".

      Io cercando 2 minuti ho trovato questi prezzi

      Le condizioni economiche di un paese, uscito da una crisi come quella Argentina, datate 10 anni fa io le utilizzerei per attizzare il caminetto in queste giornate fresche.

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    4. La benzina (che in Argentina si chiama nafta) costa circa 1,30 ma EURO, non pesos sia chiaro e per il livello di reddito medio di un argentino equivale a MINIMO 3 euro al litro da noi. Il prezzo è altissimo per loro ma ancora abbordabile per alcuni e questo per due motivi: A) sono produttori di petrolio con 700.000 barili anno in crescita e infatti l'Uruguay che non produce ha i prezzi più alti di tutto il sudamerica B) il governo tiene artificialmente bassi i prezzi tra le proteste dei produttori locali che infatti recentemente hanno spuntato un aumento. Attenzione a rompere il cazzo alla Kirchner però che i fratelli Bulgheroni del Cerro Dragon (PAE) hanno perso 480 milioni di dollari quest'anno per essersi messi di traverso con il governo. Il governo adotta una politica molto intelligente anche se un po' machiavellica di volta in volta appoggiando i sindacati o imprenditori rampanti che spaventano quelli vecchi riottosi e alla fine i grandi dei settori strategici ormai domati stanno diventando dei semplici concessionari di stato.

      Ottimo, solo che non so quanto il popolo li sostenga. Ieri c'è stata l'ennesima manifestazione dell'8N con la 9 de julio piena (ossia pari a diverse piazze S. Giovanni) e lo stesso in altre città. Io dico che in Argentina non c'è stato nessun movimento di popolo ma solo un cambio da un'élite di traditori a una decisamente più in gamba, ma sempre di élite borghese si tratta. Spero che ce la facciano ma ho molti dubbi proprio perché il popolo "vero", quello più numeroso e meno "elastico" intellettualmente, non è coinvolto. Vedremo nel 2013 che ci darà molte risposte interessanti.

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    5. Per capirci al di là del tifo da stadio: la manifestazione di ieri era organizzata dai grandi impresari, dalla Chiesa Cattolica e dai politici di destra ma un dirigente del Partido de los Trabajadores Socialistas, Christian Castillo, pur non aderendo al cacerolazo ha criticato pesantemente la Casa Rosada con accuse molto precise accennando fra l'altro, in un altro punto, a una non molto consistente "retorica anti neoliberista":

      "Asimismo, este gobierno, más allá de sus discursos, profundizó la criminalización de la protesta social. A través del secretario de Seguridad, el teniente coronel Sergio Berni, reprime a los trabajadores que se movilizan legítimamente para defender sus derechos, mientras continúa en pie todo el entramado de espionaje e infiltración contra las organizaciones obreras y populares de Gendarmería Nacional (Proyecto X). Este gobierno sancionó a pedido del Pentágono y el Departamento de Estado de EE. UU. las llamadas leyes antiterroristas, que reformaron el Código Penal poniendo a los luchadores y sus organizaciones sociales y políticas en la mira de la Justicia para imputarlas por terrorismo"

      http://noticias.latam.msn.com/AR/argentina/articulo_upi.aspx?cp-documentid=254631900

      Se vi interessa c'è anche l'intervento di un economista che dice le stesse cose che ho scritto nel post sopra sull' "élite borghese" che non fa nulla per democratizzare l'economia con un impulso forte verso forme di cooperativismo privilegiando i grandi gruppi imprenditoriali (anche se per meglio controllarli)

      "Lo que no ha hecho el gobierno kirchnerista es avanzar hacia la democratización de la economía, avanzar en desarrollos firmes y fuertes de cooperativismo. Se mantienen grandes grupos empresarios sobre los que presiona Moreno."

      http://www.lmneuquen.com.ar/suplementos/2012/8/12/13387.php

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    6. La situazione politica dell'Argentina è molto complessa, non dimentichiamoci che stiamo sempre parlando di una democrazia molto giovane, con alti livelli di corruzione e una gestione oligarchica e plutocratica del potere, ma bisogna dare al governo Kirchner di avere avuto coraggio a mettersi contro il FMI e a tentare una strada nuova di gestione dell'economia, nuova quanto meno per l'Argentina...si tratta ovviamente di un esperimento ardito e come tutti gli esperimenti arditi potrebbe fallire, anche se quando tonerà la destra al comando per il normale meccanismo dell'alternanza non potrà buttare a mare tutte le riforme della Kirchner a cuor leggero, e mi riferisco soprattutto alla nazionalizzazione delle aziende strategiche e della banca centrale...come dice giustamente CS tutto dipenderà dal popolo e dalla sua volontà di continuare su questa strada, migliorandola, oppure farsi trascinare indietro nel solito schema neoliberista e predatoria, che da qualche frutto immediato nel breve periodo ma poi affama, indebita e razzia nel medio-lungo periodo...
      Poi su tutti i miti e le leggende che circolano sulla presunta catastrofe argentina è chiaro che si tratta appunto di questo, miti e leggende, perchè i dati ufficiali confermano che l'Argentina continua a crescere, la povertà e la disoccupazione sono diminuite, la benzina costa ancora tanto in relazione ai redditi ma la nazionalizzazione della YPF potrebbe portare qualche vantaggio ai consumatori...
      Per il resto, complimenti a Carlo per le puntuali risposte che potranno servire un pò a tutti per smontare le tesi dei terroristi dell'informazione...ma poi mi piacerebbe davvero capire cosa diavola studiano questi boccaniani??? Ma siamo proprio sicuri che a questi studenti gli facciano leggere davvero dei manuali di economia??? Come si fa a dire che il prezzo finale di un prodotto dipende soltanto dal costo delle materie prime, e tutti gli altri costi aziendali, la manodopera, i costi generali, gli ammortamenti dove li mettiamo??? Ma hanno mai visto come è fatto il conto economico di un bilancio aziendale??? Certo capisco che avere avuto un preside assolutamente asciutto di economia come Monti non abbia giocato a loro favore, ma diamine basterebbe anche solo un pò di sana curiosità personale per capire certe cose...

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    7. Piero, innanzitutto una cosa è diventare indipendenti dagli USA o dal FMI (bene) un'altra è un governo "del" e "per" il popolo e questo in Argentina non lo vedo se non in termini dirigisti e paternalisti (sempre meglio di prima, ma non basta). Se metti gli infiltrati della polizia nel sindacato e adotti le leggi anti terrorismo USA per incriminare di terrorismo le organizzazioni dei lavoratori non so come la pensi ma io non sono d'accordo (ho messo un link con parole di un sindacalista socialista).
      Inoltre nonostante la nazionalizzazione di YPF per ammissione della stessa Kirchner l'economia argentina è fortemente "extranjerizada" ossia una gran parte di altre imprese nazionali è stata venduta agli stranieri (sembra, a volte, addirittura favoriti rispetto ai locali)

      http://www.taringa.net/posts/noticias/9154999/La-Argentina-monopolica-y-extranjerizada.html

      E' un sito contrario al governo ma porta dati e uno dovrebbe contestare quelli, non la tendenza.
      Quindi il tifo da stadio porta a pensare che uscire dall'euro sia automaticamente portare il popolo al governo e non è minimamente vero. La prova è l'incredibile capitolo del libro di Bagnai sulla segretezza al quale si lega l'altrettanto assurda dichiarazione a Radio Capital: un referendum sull'euro non è proponibile perché la gente non è abbastanza informata sull'argomento e quindi si troverebbe a "vidimare" (sic) la moneta unica a suo proprio danno.
      Ma siamo matti? Adesso siamo al punto che ci sono gli adulti che negano al popolo bambino la possibilità di decidere perché scegliendo liberamente si farebbero del male da soli??? Ci rendiamo conto?
      Inoltre il problema dell'esportazione di capitali (preso in considerazione nel libro e non nell'intervista) è un non-problema perché notoriamente riguarda solo il nero che sta già ampiamente fuori, nessuno ha la minima convenienza a portare a Monte Carlo soldi perfettamente dichiarati, ci perde e basta. Per i problemi di cambio e NON di tasse e NON di espropri basta una telefonata e in meno di 5 minuti hai comprato obbligazioni in valuta o meglio ancora hai fatto un acquisto a termine di valuta straniera (per es. a sei mesi o più e per un importo che a leva supera il capitale che peraltro non devi intaccare prima della scadenza quindi lo investi in qualcos'altro + l'acquisto a termine pari a più del 100% del capitale; chi ha i mezzi operativi rientrerà della svalutazione, gli altri no).
      Allora ragioniamo: chi esce dall'euro? Un governo che si sia dichiarato esplicitamente contro la moneta unica in fase di campagna elettorale, giusto? Non certamente il governo Monti o Monti bis, no? Allora la gente che ha i soldi annusa l'aria molto meglio di chi ha due lire in conto e quindi con la "segretezza" con cui si intitola il relativo capitolo di Bagnai tu bastoni solo ed esclusivamente i poveracci ignoranti che non hanno un gestore finanziario in grado di dargli la dritta. D'altronde è per il loro bene perché non sono informati e "vidimerebbero"...Vogliamo cominciarlo così il capitolo post euro? E' questo l'incipit della nuova democrazia?
      E ricordatevi che se pure io sia d'accordo che l'uscita potrebbe essere una buona soluzione l'eccessivo ottimismo è controproducente. Ci sarà un prezzo elevato da pagare prima di cominciare a stare meglio e con tutta probabilità lo pagheranno i meno abbienti (lo dice anche Brancaccio); occorrerebbe un'opera di sensibilizzazione per far capire che quel prezzo dell'uscita sarà comunque inferiore alla permanenza nell'euro altrimenti la gente più povera si sentirà tradita.
      Ricordiamoci che il fine è un governo che faccia gli interessi di un popolo consapevole che partecipa, non l'ennesimo papà che somministra la solita medicina amara ad alcuni e ai più furbi no.
      Se avete argomenti validi sono pronto a ricredermi.

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    8. Ma il prezzo del greggio è solo una parte, anche se importante, del costo finale della benzina. Ci sono i costi di lavorazione e distribuzione che non variano perchè non quantificabili in valuta estera.

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    9. @CS
      Io ancora non ho preso il libro di Bagnai, quindi non so in che termini sia stato affrontato il tema del referendum. Vorrei però evitare di cadere nelle semplificazioni: nessuno (tanto meno Bagnai) ha mai detto che l'uscita dall'eruo (e dalla UE, non dimentichiamolo!) automaticamente creerebbe più benessere. Anzi, ti dirò, se la classe politica è questa, temo che di benefici ne vedremo pochi, tanto più che, euro o no, abbiamo il pareggio di bilancio in Costituzione adesso, e per abolirlo ci vorrà un'altra legge costituzionale, con tutte le complicazioni e i tempi lunghi che questo comporta.
      Resta il fatto che per guarire da una malattia devi prima fare una diagnosi corretta. E la diagnosi ci dice che la causa principale dei nostri guai è l'UE con tutto il catafalco di trattati che si tira dietro, dalla mancanza di sovranità monetaria che rende impossibile una politica fiscale autonoma e quindi depotenzia gli stati democratici, agli squilibri commerciali dovuti alla rigidità del cambio. Tutte cose che ormai sappiamo bene. Identificato il male, non resta che debellarlo. Questa UE, questo Euro, per quanto mi riguarda sono irriformabili (sono stati costruiti così a tavolino, scientificamente programmati per portarci alla crisi e per svuotare le democrazie). Di conseguenza, condizione necessaria ma non sufficiente per recuperare dignità e benessere è gettare a mare l'euro e uscire da questo lager. Poi, cosa ne faremo della libertà e della sovranità riconquistate sta a noi come popolo deciderlo.
      Quanto al referendum, i motivi per cui è una proposta poco sensata sono ben esposti da Paolo Becchi (vedi Byoblu), e sono che semplicemente quel tipo di referendum non è contemplato dal nostro ordinamento. Punto. Dopo di che, è mia opinione che Grillo lo abbia proposto solo per evitare di esprimersi su un tema così delicato e controverso (qualcuno direbbe che è vittima delle proprie menzogne, io preferisco dire che è vittima di un'analisi politica totalmente inadeguata, solo che ammetterlo ora gli creerebbe non pochi grattacapi). D'altra parte, gli argomenti che dev'essere il popolo a esprimersi vanno bene in linea di principio, ma nulla ti vieta di fare una battaglia per far vincere il sì o il no. Con nucleare e acqua pubblica non ha forse fatto così? E perché evita di farlo con l'euro?
      C'è poi la situazione informativa disastrosa in cui ci troviamo. L'altra sera Crozza, che è simpaticissimo e molto seguito, ha fatto un intero pezzo mettendo a confronto Fiat e Wolkswagen, infarcendolo di luoghi comuni su quanto sono bravi i tedeschi e quanto siamo sfigati noi. Ed è così ovunque, in tutti gli spettacoli, in tutti i varietà, in tutti i tg, in tutti i talk show, in tutti i giornali. Fuori da internet, è un coro unico. E' stato allora che ho pensato: ma se tutti i Crozza, tutti i Santoro e i Travaglio d'Italia si mettessero a dirci quanto eravamo più ricchi e potenti senza l'euro, l'opinione pubblica come reagirebbe? Voglio dire, non ha tutti i torti Bagnai a dire che fare un referendum dopo aver lobotomizzato la testa della gente è inutile e controproducente (oltre a una serie di motivi legati alla fuga di capitali eccetera). Prima informare correttamente, poi decidere. Mi pare quindi che tu tenda a semplificare e distorcere gli argomenti che attribuisci a coloro che contestano il referendum.

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    10. CS, la storia del referendum è solo una buffonata populista e sta esattamente nei termini in cui spiega Paolo: la costituzione dice chiaramente che non si possono fare referendum per abrogare accordi internazionali, quindi farlo sarebbe assolutamente inutile. Il popolo deve essere coinvolto soltanto quando la sua scelta è davvero determinante e decisiva, perchè altrimenti si rischia di mortificarlo e umiliarlo ulteriormente...fare un referendum solo consultivo non risolve di certo il problema, ma rischia solo di creare ancora più confusione a alzare il livello di aggressione della propaganda, visto che al contrario di quello che è successo con il nucleare, Grillo (che in questo momento è la voce che può scaldare il popolo e deviarne l'opinione) ha già deciso di non prendere posizione e di lavarsene le mani...secondo te chi lo vince il referendum??? Tutte i giornali, le televisioni a martellare ora dopo ora sulla bontà dell'euro e solo la rete internet a chiarire i motivi per buttarlo a mare...è una sfida impari, che rischia di legittimare ancora di più le ragioni degli eurocrati, che dopo la vittoria del referendum potranno dire che il popolo vuole l'euro e noi siamo tutti fregati...
      La gente meno abbiente ha già perso e sta ancora continuando a perdere con l'euro, quindi il ritorno alla lira causerebbe una perdita marginale molto ridotta rispetto a quello che ha già perso...la gente che ha soldi si è già salvata e si salverà anche dopo...tutti i consulenti finanziari che conosco hanno fatto già cambiare investimenti verso le valute estere tutti i loro maggiori clienti e quando gli chiedo se qualcuno vuole ancora investire in euro, mi rispondono: "ma sei matto! Mi ucciderebbero!!! Certo, c'è qualche testardo che ancora non vuole smobilizzare i suoi investimenti in euro, ma io lo metto continuamente al corrente dei rischi che sta correndo..."

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    11. Di questa situazione dobbiamo purtroppo farcene una ragione: i furbi si salveranno sempre, mentre i fessi sono e saranno sempre gli unici a pagare, questa non è una legge storica, ma una legge di natura...il nuovo governo democratico che nascerà un giorno e sarà legittimato dal popolo informato e partecipe, dovrà fare solo una cosa, il giorno successivo al suo insediamento: andare a Bruxelles con tutte le carte, i trattati e la costituzione italiana e dire: "Bene, come ci mettiamo d'accordo per l'uscita dall'euro dell'Italia, noi abbiamo queste proposte ma siamo pronti a trattare sui dettagli non sui principi generali"...stop, discorso chiuso, poi il governo democratico dovrà spiegare al popolo che ci saranno dei sacrifici da affrontare, ma che con l'impegno di tutti l'Italia verrà fuori da questo incubo e si risolleverà dalla polvere, con una maggiore attenzione alle fasce più deboli e alla equa redistribuzione dei redditi...noi dobbiamo solo stare attenti a partecipare, sorvegliare, controllare le mosse di questo nuovo governo democratico, per evitare le derive oligarchiche che come tu giustamente sottolinei stanno avvenendo in Argentina...è un processo molto lungo, faticoso, complesso che non si può banalizzare con un semplice referendum ed è controproducente continuare solo per principio su quella strada...la cosa più importante per adesso è creare dal basso, ma anche nei quadri dirigenti, le premesse per cui si formi un giorno questo governo democratico...bisogna studiare molte molte carte, e chi vorrà assumersi responsabilità di governo deve sapere fin dall'inizio quale sacrificio umano dovrà rendere alla nazione per riuscire davvero a tirarla fuori dai pantani e a rimetterla in carreggiata...quando una nazione riconquista di nuovo la sua indipendenza e autonomia i populismi non servono, non bastano, non funzionano più, non sono risolutivi, qui bisogna solo studiare con umiltà, costanza, dedizione alla patria, perchè l'alternativa se no è un gruppo dirigente con le camicie nere che dica cosa si deve fare e non ammetta contraddittori...siccome un simile scenario mi inquieta io per adesso preferisco studiare le carte e supportare chi quelle carte già le conosce o ha volontà di studiarle...

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    12. Scusa ma non si può fare che ogni volta che uno esprime un'opinione diversa gli si travisano le parole. Che succeda una volta non importa, si chiude il discorso e pazienza, ma se diventa una regola è scocciante.

      A) Dove hai letto che ho scritto che Bagnai dice che basta uscire per avere la libertà? Non puoi averlo letto perché non l'ho mai detto, capisci? Lo hai dedotto tu autonomamente come quello che mi ha rimproverato che confido nella gerarchizzazione e nella discussione centralizzata dopo che ho scritto una decina di post per dire esattamente ed enfaticamente il contrario. Nessuno vi obbliga a leggere i miei post (e nessuno mi obbliga a scriverli, infatti diradiamo la frequenza subito dopo questo) ma se lo fate per cortesia non mi attribuite le vostre personali idiosincrasie che sono vostre e non mie. Quindi ho detto che fra i seguaci di Bagnai e fra gli anti euro in genere leggo questa tendenza (che non è instillata subdolamente da Bagnai) e la conferma sono i ridicoli entusiasmi sull'Argentina. Andateci in Argentina e verificate di persona non posso dirvi altro (ma non bastano gli Zingales che dicono stronzate sul Giappone senza conoscerlo? No, eh?).

      B) La mia diagnosi invece è diversa se permetti. Permetti, sì? Sono d'accordo su tutto quello che dite sull'euro punto per punto ma NON è la causa "principale" che invece è la stessa che purtroppo renderà difficilissimo se non impossibile il tentativo della Kirchner (che NON è una governo popolare ma paternalistico anche se migliore dei Galtieri, Videla, di El Turco e del Cavallo...direi che è intuitivo, no?). Ne ho scritto e riscritto e mi sono rotto, se non interessa è evidente che sono io a sbagliarmi.

      C) Sul referendum non giriamo la frittata. Io ho riportato le parole precise di Bagnai a Radio Capital e lui non ha accennato minimamente a leggi che vietano quel referendum perché non previsto; ha detto ben altro e secondo me molto ma molto brutto e cioè che i cittadini non sono in grado di decidere ("vidimerebbero" per ignoranza delle scelte per loro stesi dannose) e hanno bisogno di qualcuno che decida in segretezza per il loro bene. Questa frase sull'incauta "vidimazione" è cretina e inopportuna, mi spiace per te ma la penso così; permetti che lo dica, sì? Sarebbe questo il programma di quelli che fanno un movimento per la democrazia diretta? Dichiarare pubblicamente che i cittadini non possono essere lasciati senza la balia che li sorveglia? Sulla segretezza sappi che in Argentina ha colpito solo i meno abbienti più onesti, quelli che avevano dichiarato tutto e che non si erano dedicati all'attività principe del ruffiano porteño che è il cambio clandestino di valuta. Forse sarà necessaria e inevitabile ma è una comunque vigliaccata e uno dovrebbe avere l'onestà e il buon gusto di spendere una parola per ammettere che con questa segretezza saranno colpiti i meno colpevoli, che succederà solo una volta, che comunque la permanenza sarebbe stata una tragedia più grande e che un nuovo governo del "dopo" nascerà proprio per aiutare i più deboli non dimenticando di andare a pescare i colpevoli del disastro uno per uno. Invece niente; quattro paroline sdegnose e sprezzanti che serve la segretezza perché sennò i cittadini "vidimano"...questo è il marketing di cui parlavano in questo blog...mah...(sta a vedere che adesso qualcuno mi viene a dire che ho paura per i miei risparmi...;...)

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    13. D) L'uscita dall'euro sarà secondo me solo l'inizio di una lotta durissima, tipo quella che stanno combattendo in Argentina perché l'Italia, come il sudamerica, è divisa in due o tre parti. Quelli che mantengono antiche o vecchie rendite di posizione che sono tantissimi dato che vanno inclusi anche i mendicanti che da quelli ricevono la prebenda del tozzo di pane in elemosina; quelli che sarebbero pronti a cambiare le cose; quelli che non hanno nulla di nulla ma hanno paura di perderlo e in caso di emergenza vanno subito dai primi che ho citato.
      Quindi uscire dall'euro non sarà una soluzione (no, non ho detto che Bagnai lo abbia scritto, tranquillo) ma sarà l'inizio di una lotta spietata precisamente come quella che si sta combattendo in Argentina perché non c'è via di mezzo: o sopravviveranno i primi o i secondi, un accordo non è possibile per costruzione. Quindi due cose: considererei più serio dire espressamente che uscire dalla moneta unica è solo il primo passo di una dialettica conflittuale che sarà molto pesante, da combattere uniti e consapevoli; secondo, bisogna assolutamente andare a "convertire" i terzi dello schieramento che saranno l'ago della bilancia.

      E) La situazione dell'informazione è ottima perché mai nella storia dell'umanità come oggi abbiamo tutta l'informazione disponibile. Il punto è che la gente vede Crozza che dopo cinque minuti ha già rotto i coglioni e invece stanno tutti lì il martedì a Rai due, il sabato sulla 7 a vedere Crozza. Basterebbe spegnere il telecomando e chi vuoi che te lo faccia? Berlusconi in persona? Non lo può fare il cittadino? La colpa di questa situazione è esclusivamente degli intellettuali, gli unici che possono e hanno il dovere di svegliare il popolo, che tradiscono la loro funzione e che certe cose proprio non le capiscono; è inutile che mi metta io a spiegarle, tanto riceverei solo obiezioni non tematiche. Volete più o meno capire a cosa alludo? C'è questo famoso saggio a più mani della Trilateral Commission; ci scrivono, oltre a Joji Watanuki, Samuel Huntington e Michel Crozier

      http://www.trilateral.org/download/doc/crisis_of_democracy.pdf

      Nella parte di Crozier c'è un capitolo che si intitola The Upsetting of the Intellectual World che è interessante.
      Quando capiranno che la ricerca della verità la sua comunicazione, le chiacchiere sulla responsabilità individuale sono modalità "solo ed esclusivamente loro", puramente "di classe", che la gente ha ovviamente altre modalità di approccio alle questioni (e sennò avremmo già capito tutti da un pezzo, no? Quindi è un problema di linguaggi diversi di cui non ci si vuole rendere conto, no?); modalità che li costringerebbero a mettersi in gioco in modo più personale, allora vedrai che avremo fatto dei bei passi avanti.

      F) Se mi sbaglio entro un anno i greci si ribellano destituendo il governo e gli italiani cominciano a scendere in piazza con dei movimenti organizzati dotati di vasto consenso. Spero di sbagliarmi, lo dico con molta convinzione.

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    14. @Piero Valerio

      I post sopra erano in risposta a Paolo. A te ripeto, spero che serva, che non mi interessa il referendum ma la frase di Bagnai, che è grave secondo il mio modo di vedere. Poteva dire mille cose in diecimila modi diversi ha scelto espressamente di dire che i cittadini non possono decidere perché sceglierebbero contro il loro interesse. Questo è contrario ai miei principi; dici apertamente che ci sono dei motivi operativi, parli dell'esportazione di capitali ma non scegli di dire con tono blasé che i cittadini sono dei bambini. Nessuno di voi mi ha risposto su questo mentre tutti mi fate la lezioncina che il referendum non serve, argomento che a me non interessa assolutamente. Rispondetemi sullla questione, se vi va ma non sul contorno.

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    15. CS, che ti devo dire? Io traviso te, tu travisi me, mi pare un dialogo tra sordi. A te interessa tanto la frasetta di Bagnai. Vuoi sapere cosa ne penso io? A me di quella frasetta non interessa un emerito fico secco. Se vuoi spiegazioni sulla sua frase, chiedi a lui. Io penso che la frase sia stata detta in modo sbrigativo perché aveva 4 secondi per dirla. Tutto qua. Non mi pare un dramma. Ci sono dei post in cui Bagnai spiega cosa ne pensa di Grillo e del referendum, e i suoi argomenti mi sono sembrati un tantino più articolati, e non certo impregnati di paternalismo antidemocratico.
      Quanto al referendum, prendo atto che non ti interessa, quindi chiudiamola qui.
      Sull'Argentina ne sento di tutti i colori e personalmente mi tengo sul prudente. Se alcuni si fanno prendere dall'entusiasmo forse sbagliano. Ma è un fatto che ci sono parecchie analogie tra la situazione Argentina pre 2001 e quanto sta accadendo da noi, e che l'Argentina, uscendone, ha tracciato una strada da cui possiamo imparare molto, e magari fare meglio.
      Mi dispiace averti frainteso, tutto sommato mi pare che su molte cose abbiamo una certa identità di vedute.
      E sì, ti permetto di esprimere la tua opinione differente. Ma non approfittarne! ;-)

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    16. Sì, ma è una frase che se la diceva un Monti non so cosa avresti detto. Credo che nel poco tempo a disposizione si potevano spiegare tutte le validissime ragioni che condivido sull'impossibilità di un referendum piuttosto che sul fatto che le persone non sono in grado di decidere per sé stesse ma evidentemente è una strategia di marketing. Sull'Argentina sto cercando di dire che un'uscita dall'euro non sarebbe come per la svalutazione del'92 dove l'élite ha comunque mantenuto il pallino del gioco né siamo in un contesto come quello sudamericano in cui il sostegno dei vicini era implicito e garantito; oggi l'uscita significherebbe appunto levarglielo il pallino e quindi pensare che se nel '92 non è successo niente allora non succederà nemmeno oggi mi sembra ingenuo. Tu pensi che sia possibile un'uscita coordinata dalla moneta unica, io invece credo che è quasi impossibile e che succederà sotto forma di rottura traumatica il che è il peggio che possa capitare. Forse dopo aver illustrato ampiamente i vantaggi e la necessità dell'uscita bisognerebbe cominciare a parlare dei problemi a cui si andrà incontro e la mia impressione è che su questo si resti troppo sul vago.
      Buona serata a tutti.

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    17. CS, mi guarderei bene da accusare i cittadini, il popolo di essere dei bambini immaturi e incapaci di prendere delle scelte consapevoli, anche perchè se la pensassi così non avrei nemmeno iniziato la mia opera di informazione e divulgazione, perchè inutile e non corretta in termini linguistici e descrittivi per dialogare con dei bambini...avrei dovuto fare delle casette colorate, con tante farfalline nel cielo, no??!! :)
      E invece siccome non penso che i cittadini italiani siano dei bambini, ma soltanto un popolo drammaticamente massacrato da decenni di cattiva informazione e propaganda, io continuo nella mia opera di divulgazione per tentare di colmare il vuoto, finchè i tempi, le energie e le risorse me lo permetteranno...e come tu stesso puoi vedere e ti sarai accorto, quando si dialoga con i contenuti e i dati di fatto gli italiani rispondono presente, diventano attivi, propositivi e capaci di confrontarsi ad altissimi livelli...quindi come puoi ben capire, la mia idea è che gli italiani non sono bambini, ma adulti che non hanno avuto la possibilità di informarsi adeguatamente sui fatti e quindi il problema del referendum viene dopo la priorità dell'informazione: informiamo bene gli italiani sull'intera faccenda dell'eurozona e poi vediamo come si muovono i sondaggi di gradimento sull'euro (bastano questi per capire come la pensano gli italiani, senza passare per il referendum)...se poi siamo così bravi da andare al governo, continuare ad informare gli italiani e cambiare la legge costituzionale per permettere agli italiani di votare su una una proposta di legge, facciamolo pure un referendum...il popolo quando è bene informato lo sa "benissimo dove andare, quelli che hanno letto un milione di libri, insieme a quelli che non sanno nemmeno parlare, ed è per questo che la Storia da i brividi perchè nessuno la può fermare..." (tanto per citare un ispirato F. De Gregori de "La Storia siamo noi", quando ancora si poteva ritenere un cantautore impegnato, oggi purtroppo anche lui sparito in mezzo alla brodaglia insipida della psuedo-intellighenzia piddina...)

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  7. ciao Piero Valerio, ti saluto e ti ringrazio per l'enorme e genoroso lavoro di divulgazione che fai, sulle orme del prode Bagnai, di ho comprato in quel di Torino e letto tutto d'un fiato il libro. su un punto sono rimasto perplesso. mi è sembrato di capire che Bagnai consideri, ad un certo punto meccanico ed ineluttabile lo sganciamento, una sorta di ripetizione del '92.Io invece sono convinto che questa colonizzazione-impoverimento dei paesi periferici ad opera degli uberalles potrebbe andare avanti per decenni (la Grecia e pur sempre dentro, o no?). loro gli uberalles faranno di tutto per mantenere il controllo sulle politiche economiche di Italia, Grecia ecc, con il concorso , naturalmente delle classi dirigenti locali asservite.quindi , solo una presa di coscienza civile della maggiorza di noi italiani sulla menzogna dell'eurofollia può ribaltare la situazione.in bocca al lupo per il tuo lavoro!

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    1. Bagnai come spesso ammette lui stesso è un sentimentale, un romantico e crede molto nei processi ineluttabili e razionali (in ottica hegeliana suppongo) della Storia, che seguono poi il normale ordine delle cose delle dinamiche economiche...ma in effetti qualche dubbio su questa impostazione lo nutro anch'io, dato che la Storia può essere deviata e rallentata per molti anni ancora, soprattutto ad opera della BCE, dal suo percorso naturale...tuttavia nessuna operazione monetaria della BCE potrà mai risolvere gli squilibri macroeconomici che esistono ed esisteranno sempre in Europa, e la banca centrale potrà solo allungare l'agonia degli stati che intanto vengono depredati dei loro risparmi, dei diritti, dei servizi e dei patrimoni pubblici...altra cosa sarebbe se l'eurozona cominciasse a cambiare pelle per diventare una vera unione federale di trasferimento, ma evidentemente non c'è alcuna volontà da parte di nessuno ad andare in questa direzione, perchè snaturerebbe il progetto predatorio iniziale tanto scrupolosamente studiato dai tecnocrati, oligarchi, rentiers, banchieri, speculatori...
      L'unica vera variabile in tutta questo schema fisso di egemonia della BCE e degli eurocrati siamo noi popolo e la nostra volontà di cambiare definitivamente volto all'Europa in senso democratico...innanzitutto uscendo dall'euro, ristabilendo la normale sovranità monetaria che ci è stata sottratta in modo fraudolento e subito dopo rinegoziando tutti i trattati europei su un nuovo programma di unificazione che metta la moneta esattamente alla fine del percorso di coordinamento e omogenizzazione delle politiche fiscali, giuridiche, contrattuali, scolastiche, linguistiche etc...e su questa nostra capacità di organizzarci e strutturaci per tempo esistono in effetti molti dubbi, ma non dispero anche perchè il livello di consapevolezza e comprensione intorno a questi argomenti continua ad aumentare in modo esponenziale e prima o dopo dovrà trovare uno sbocco...democratico spero!!!

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    2. Ma perchè criticare Bagnai perchè utilizza argomenti di "prevedibilità storica" in sinergia con quelli economici?
      http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/11/schauble-il-francese.html#comment-form
      Suvvia, ormai è andata con l'euro: la Germania non poteva evitare di segare il ramo su cui è seduta. Proprio no, lo scorpione e la rana. Lo scorpione che si credeva un "falco" atterrerà pesantemente per la terza volta in un secolo...

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    3. La mia non era assolutamente una critica a Bagnai, anche perchè io stesso sono altrettanto idealista, romantico e sentimentale e non lo considero di certo un difetto, anzi...
      Dico solo che bisogna stare attenti ai colpi di coda dello scorpione, che sono molto velenosi e pericolosi...tu credi davvero che migliaia di tecnocrati, lobbisti, politicanti che assediano Bruxelles, Strasburgo e Francoforte toglieranno facilmente le tende perchè economicamente il progetto eurozona non funziona??? Lo sapevano fin dall'inizio che il progetto era sballato, sconclusionato e fallimentare, eppure sono andati avanti lo stesso...bisogna quindi mettere in conto che questi oligarchi non molleranno facilmente e cercheranno di difendere con le unghie e con i denti il loro progetto predatorio...è da almeno trenta anni se non di più che ci lavorano e non butteranno tutto all'aria così facilmente, nonostante i fatti giochino tutti contro di loro...l'Argentina per esempio durò quattro anni in agonia, dal 1997 al 2001, ma non aveva la BCE, l'euro, che malgrado tutto è ancora una moneta forte e può mascherare per parecchio tempo i difetti macroeconomici della moneta unica...non per sempre ovvio, ma fino all'ultimo la BCE terrà a galla i mercati allentando e stringendo la presa ad ogni occasione utile...il corso naturale degli eventi può quindi essere rallentato e deviato ancora per molto tempo, fino a quando non cadrà magari pure la Francia, che ormai è la prossima in ordine di tempo a passare per la tosatura delle pecore...ma anche lì, se le pecore si faranno pacificamente tosare senza muovere un dito, perchè mai i tecnocrati dovrebbero fermarsi...continueranno fino a quando la reazione dal basso sarà così veemente, determinata e virulenta da non lasciare più alternative alla frantumazione dell'area euro...è vero che la storia prima o dopo emette le sue sentenze definitive, ma la storia cammina sempre sulle gambe degli uomini e se questi sono fermi, immobili, non si muovono, la storia se ne sta bella rintanata nel suo ufficio del tribunale in attesa di emettere il giudizio...

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    4. Dubito Piero sul fatto che burocrati,lobbisti e faccendieri dell'UEM riusciranno a tener in piedi qualcosa che in piedi non sta.Esempio?l'URSS.Se non ci son riusciti loro con il secondo arsenale nucleare del maodo,figurati degli uomini con la ventiquattrore.Certo finchè avranno da guadagnare questi signori insieme alle classi al potere nei paesi dell'UEM ci proveranno a tenerla in piedi.Il problema è quando vero,i costi per restarci sono superiori a quelli dell'uscita ma,fino a quando?Non so visto che alla fine quando si uscirà il tasso di svalutazione della lirà rispetto al Marco sarà dato dai differenziali d'inflazinedal 1999 in poi,più restiamo maggiore sarà(non vorrei mai sentire i Piddinidituttoilmondounitevi dire avetevistocheavevamoragggione senza capire naturalmente)anche se poi rivaluteremo immagino rispetto ad altre monete(peseta escudo,ma questo il piddino non lo capisce).E sopratutto se più restiamo nell'€ maggiore saràla crisi dopo che questi sarà mortoesesi perchè(chiedo a te o a 48 di fornirmi qualche ipotesi se l'avete ?Per questo penso che la scelta di uscire prima e spontaneamente sia l'unica soluzione!

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    5. Oddio Piero! Bagnai hegeliano....attento che adesso ti manda un drone ovunque tu sia!!!

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    6. @Dino977
      E' verissimo che i costi per uscire aumentano più andiamo avanti e ci ostiniamo a restare, sia per la faccenda dei differenziali di inflazione che per la distruzione capillare del nostro tessuto produttivo di piccole e medie aziende che ci obbligherebbe a dipendere dall'estero e cancellerebbe tutte le nostre competenze tecniche e imprenditoriali acquisite...per fortuna nostra questo processo di distruzione della nostra capacità produttiva manifatturiera è molto più lungo del processo di frantumazione dell'euro, che ormai è una questione di un paio d'anni al massimo...solo per farti un esempio, quando un imprenditore chiude la sua azienda e licenzia gli operai e i tecnici, queste persone non spariscono ma cercano di arrabattarsi come possono o al massimo emigrano (tranne purtroppo quei tragici casi di suicidio), tuttavia le loro competenze rimangono ancore intatte per molti anni pronte per essere riutilizzate qualora, una volta fuori dall'euro, si riprendesse in Italia una nuova fase di programmazione della politica economica nazionale e un serio piano industriale per sfruttare a fondo tutte le nostre enormi potenziali...quindi possiamo ancora ben sperare di farcela e per adesso ci tocca solo resistere, resistere, resistere, perchè se molliamo in tutti i sensi, umani e professionali, facciamo solo il loro gioco...

      @Contessaelvira
      In effetti dovrei andarci molto cauto con queste smanie di catalogazione...ma prima di ricevere attacchi dai droni, corro subito ai ripari dicendo che qualunque uomo che nutre speranza nel futuro e fiducia nella Storia, si può in fondo definire in un certo senso hegeliano...ergo Bagnai e tutti noi disperatamente fiduciosi nel futuro siamo figli alla lontana del grande maestro dell'idealismo, giusto???...dai, tutto sommato sono abbastanza bravo a tirarmi fuori dagli impicci, vero???

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    7. Piero sei proprio un bravo picciotto...per questo mi preoccupo per te! E ti auguro in un prossimo futuro di vivere felicemente nello Stato Cristiano Germanico ( alias Monarchia Prussiana )

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  8. Caro Piero Valerio,innanzi tutto complimenti sinceri per il post odierno.Se non sbaglio,il tuo
    esordio nel blog è avvenuto nel gennaio del 2012.Il mio esordio è del marzo 2012.Dico questo
    perchè ho cominciato quasi per scherzo,ma l'importanza degli argomenti in gioco mi ha preso
    la mano.Provengo dal mondo dell'economia e ne sono rimasto coinvolto.Leggo,consulto,indago dai
    libri ai blog,dai saggi ai video,dai giornali ai testi sacri.L'IDEA ME LA SONO FATTA per questo
    sul mio brancadoria partorisco solo micro pensieri.Ma i blog seri li riconosco.GFC

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    1. BD, la verità ci rende liberi e ogni contributo in direzione di una maggiore conoscenza della verità dei fatti è benedetto dal cielo...in questa battaglia che ci troviamo a combattere a nostra insaputa ogni giorno, ognuno deve mettere e utilizzare tutte le armi che ha...tu hai il dono della sintesi, la capacità di colpire l'immaginazione con un'intuizione fulminea e uno schizzo fugace, io invece ho, almeno credo, la pazienza, la costanza, la resistenza perchè mi immedesimo spesso nei panni di chi ancora un'idea non se l'è fatta e vorrebbe tanto cominciarsela a fare...ma ripeto in questo agone serve sia l'una che l'altra arma e anzi ti confesso che se dovessi fare un sito per il nuovo movimento lo farei proprio come il tuo, asciutto, lapidario, puntando molto sulle immagini che possano colpire l'attenzione dei lettori più distratti, poi una volta incuriositi si incanalerebbero questi lettori verso i necessari percorsi di approfondimento...perchè se no rischiamo di rimanere da soli, a girare sempre gli stessi, quelli che già sanno e hanno capito tutto, senza coinvolgere però nella questione le masse critiche che poi sono quelle che cambiano veramente la storia...se tutti avessero la tua stessa curiosità, volontà di capire e di informarsi saremmo già a meta dell'opera, ma purtroppo non è così e dobbiamo in ogni modo trovare un metodo comunicativo per coinvolgere le masse critiche...il tuo esperimento in questo senso è davvero molto molto interessante e potrebbe fare scuola!!!

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    2. Caro Piero Valerio,grazie al cielo mi hai capito.
      Venero la tua inclinazione alle crociate e ti invito ad ingigantirla. Io-che sono
      avanti negli anni-non ho questo sacro fuoco.In compenso sento il bisogno con il mio
      blog ( che ha quattro gatti di frequentatori e mi sta bene )a gridare - dopo aver
      letto,studiato,appurato,confrontato,dubitato & risolto- la mia soluzione
      (concentrata) intinta nell'ironia.
      Un esempio su tutti:il blog di Claudio Borghi Aquilini l'ho in memoria da sempre.
      Cordialità GFC



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    3. BD sei un mito!!! E la dimostrazione vivente che chi parla di rottamazione non sa nemmeno cosa dice...rottamiamo i vecchi politicanti inutili, ignoranti, corrotti, e riscopriamo invece gli anziani come te che hanno saggezza, esperienza, curiosità, voglia di studiare, capire, informarsi, cambiare le cose, perchè siete una vera risorsa per la nostra nazione e una fondamentale ancora di salvataggio per tutti noi giovani (semmai io possa ritenermi ancora appartenente a questa categoria, visto che mi sto a grandi passi avvicinando ai quaranta anni...)...
      Uniamo il fuoco sacro della gioventù con il mantice divino della maturità e vedi che bell'incendio che facciamo!!!

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  9. Buonasera Piero Valerio, e' da poco tempo che ho scoperto il tuo blog(ho visto che non gradisci il lei) ma un bel po' che ho capito il gioco, leggendo anche altri siti. I tuoi post sono scritti molto bene, sarebbero proprio perfetti per far afferrare le cose ad una platea piu' vasta possibile, perche' di questo abbiamo bisogno. Cosi' come sono molto interessanti i commenti dei lettori. Per lo meno, ho letto gli ultimi 5-6 post. Chissa', se tu potessi pensare di raggruppare sia i post che i commenti in una qualche pubblicazione...certo capisco occorre un finanziatore....ripeto, i post sono molto chiari e scritti bene per capire...
    In alternativa coraggio ragazzi, dobbiamo stamparli ognuno al suo computer e dare copia a conoscenti ed amici. E' necessario agire! Qualcosa io sto gia' facendo, ora mi organizzero' meglio....

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    1. Guarda, sarà magari un caso ma proprio questo pomeriggio parlavo con un editore sulla possibilità di pubblicare alcuni post sul cartaceo o magari su un breve documento divulgativo...e un'idea fattibile e se è utile e riusciamo a definire gli ultimi dettagli con l'editore sulla lunghezza e gli argomenti da trattare, lo faccio volentieri e vi terrò ovviamente informati...concordo sul fatto che i commenti sono molto interessanti e non voglio essere ipocrita o modesto ma spesso sono molto più interessanti, acuti, lucidi degli stessi post, che servono solo per aprire il dibattito...anzi colgo l'occasione per invitare tutti a commentare, perchè ogni informazione, suggerimento, segnalazione, richiesta di chiarimento può aiutare altri a capire cose che magari non erano ancora state trattate per questioni di spazio e di tempo...non è un mistero che la qualità di un blog dipende molto dalla qualità dei suoi lettori e da questo punto di vista mi ritengo molto fortunato...
      Purtroppo quello dell'informazione è un impegno di cui non si può far carico una persona sola, ma con ogni strumento e modalità a disposizione ognuno di noi si deve impegnare a diffondere le informazioni agli amici, ai parenti, ai conoscenti, ai colleghi di lavoro...la conoscenza, la verità, la distruzione delle false illusioni è l'unica vera arma che abbiamo e la dobbiamo usare con molta cura e diligenza se vogliamo davvero sperare di poter cambiare le cose...io ce la sto mettendo tutta, e sono sicuro e si vede che anche voi siete allineati in questa direzione...continuiamo quindi a confrontarci, a scambiarci opinioni, dubbi, aggiornamenti e sono certo che prima o dopo questo lento processo di acquisizione di consapevolezza emergerà allo stato di coscienza fino a diventare un fatto normale, acclarato e inequivocabile...vedi, a me piacerebbe che un giorno tutte le persone che incontro avessero chiaro in mente cosa sia esattamente l'Unione Europea, l'eurozona, l'euro senza farsi trascinare dagli stereotipi, da idee preconcette, da illusioni immaginifiche, quando saremo arrivati a quel punto il cambiamento sarà ormai alle porte e cosa fatta...è un percorso lungo, faticoso, complesso, ma io comincio davvero a vedere una LUCE DI CAMBIAMENTO in fondo al tunnel, che ovviamente non è la stessa luce che vedono Monti, i suoi ministri banchieri, i tecnocrati indegni, i politicanti collusi e i giornalisti asserviti!!!!

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  10. Bravissimo, avanti così, informare informare informare

    Claudio Borghi Aquilini

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    1. Grazie Claudio e ricambio volentieri perchè in fatto di lucidità, chiarezza espositiva, competenza stai dando davvero un contributo notevole...voi continuate a mettere il carbone nella motrice e ti assicuro che prima o dopo questa locomotiva la facciamo diventare un treno ad alta velocità che punta dritto su Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte!!!

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    2. Siete la luce in fondo al tunnel! :-)))

      Grande claudio a "L'ultima parola" alle solite obiezioni della piddina di turno, "come possiamo competere con la Cina...bla bla bla" immensa battuta " Non dobbiamo mica fare il tiro alla fune con 1.800.000.000 cinesi!"

      DAVID

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    3. E' vero David, quell'immagine del tiro alla fune è fortissima, efficacissima, e ho già utilizzato più volte questa immagine creando più volte scompiglio fra i piddini...secondo me stiamo davvero cominciando a fare breccia nel loro cervello e fra non molto è possibile che avvenga il miracolo: "il piddino si farà assalire dal dubbio: ma se i miei autorevoli compagni D'Alema, Bersani, Veltroni, Fassino mi avessero davvero preso in giro per tutti questi anni con la storia dell'euro??? Ma vuoi vedere che l'aggancio rigido al marco è stata davvero una fregatura per noi italiani???"...e qual punto però sarei costretto ad ammettere che i miracoli esistono e quindi dovrei rivedere certe mie frettolose conclusioni religiose: DIO ESISTE!!!!

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  11. Anonimo Geremia:
    Complimenti come tutte le altre volte per la lucidità razionale della trattazione. L'idea di una pubblicazione sarebbe molto buona. Tuttavia, avendo personalmente una certa esperienza sui problemi della comunicazione, so che occorre sempre tarare le informazioni divulgative in base alla media culturale dell'uditorio la cui capacità ricettiva è piuttosto varia e molto, troppo spesso carente. Un testo come quello di questi post sarebbe arduo da seguire per la pigrizia mentale dei più. La comunicazione indirizzata ad uditori come quelli d'oggi , per essere seguita e penetrare nella mente della gente, deve scendere a compromessi di sinteticità e di semplicità che potrebbero infirmarne l'efficacia. Purtroppo TV, Cinema, fumetti e più di qualche volta anche la Rete, hanno drogato gli intelletti con la futilità colorata dei contenuti e l'allegra musicalità delle forme riducendoli ad una capacità di concentrazione simile a quelle di dodicenni.
    E' per questo motivo che gli imbonitori riescono a farsi votare. Gli intellettuali che si comportano da Robot, invece, convinti dell'invincibilità del potere dominante che, occorre ammetterlo, è mostruosamente forte, cadono nela sindrome di Stoccolma.
    E allora, la Fiducia? La fiducia é direttamente proporzionale al grado di libertà che si ha o che si intende ottenere. Purtroppo spesso si muore morire cercando la Libertà. Ma si deve ammettere che lottare per la Libertà é da Eroi.. E da Uomini.

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    1. Hai perfettamente ragione Geremia, e ho già messo che se dovessi passare al cartaceo, dovrei ovviamente cambiare registro rischiando di perdere in efficacia, tuttavia se questo esperimento può servire a qualcosa lo faccio volentieri...lottare per la libertà è difficile, complicato, arduo, a volte doloroso, ma ti è assicuro che è l'unico modo per dormire sereni e in pace con la coscienza...chi non ha mai lottato per la libertà, per la verità, magari sbagliando e tornando indietro sui suoi passi mille volte, non si può dire che abbia mai vissuto...

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  12. Innanzitutto complimenti per questo blog e la semplicità con cui riesci a spiegare concetti e fenomeni che per ovvi motivi siamo costretti a conoscere bene al giorno d'oggi!
    Volevo farti delle domande riguardo alla tabella all'andamento delle svalutazioni/rivalutazioni perchè sto organizzando nel mio paese una serata informativa riguardo l'euro e l'europa sperando di avere il sostegno della giunta comunale e ho bisogno di essere più preparato possibile contro il luogocomunismo.

    Se la lira si è agganciata all'euro nel 1999 e l'euro ha avuto una svalutazione verso il dollaro del trenta per cento perchè non trovo riscontro nel grafico?
    La tabella in questione fa riferimento ai tassi di cambio verso l'ecu o il dollaro?

    Da queste domande probabilmente si evince che non mi è ancora chiara la differenza tra tasso nominale effettivo e il tasso di cambio reale.

    Ti ringrazio!

    Marcolin Stefano.

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    1. Ciao Stefano, innanzitutto colgo l'occasione per scusarmi con te per il ritardo di questa risposta e con tutti gli altri a cui per ovvi motivi di tempo, visto il numero e l'importanza di ogni singolo commento, non potrò dare una risposta in tempi ragionevoli...detto questo rispondo come segue alle tue domande, sperando possa essere utile a chiarirti meglio le idee su questi argomenti che in effetti sono spinosi e delicati per tutti (non sentirti quindi in difetto perchè la comprensione di questi argomenti non è immediata e in caso di ulteriori dubbi continua pure a chiedere così le idee ce le chiariamo insieme!)

      1) Non trovi gli effetti della svalutazione dell'euro rispetto al dollaro, perchè nel grafico viene riportato il tasso di cambio effettivo (cioè una media ponderata di tutti i tassi di cambio con cui viene rapportato l'euro, che sono in totale circa 18) e non quello puntuale con il dollaro: ciò significa che mentre l'euro si stava svalutando rispetto al dollaro (moneta con cui si compra il petrolio), intanto si stava rivalutando rispetto ad altre monete e la svalutazione complessiva nel periodo 1999-2001 risulta quindi minore

      2) Il grafico in questione fa riferimento al tasso di cambio effettivo, quindi non al tasso di cambio puntuale con una singola moneta ma a una media ponderata dei tassi di cambio puntuali con alcune importanti monete di riferimento con i cui paesi di origine l'eurozona intrattiene rapporti commerciali (è il peso di questa media ponderata è rappresentato appunto dal valore degli scambi commerciali effettuati fra l'eurozona e ogni singolo paese o area estera considerata): la somma dei pesi come in tutte le medie ponderate deve essere uguale a 100 (per esempio se il 20% degli scambi commerciali l'eurozona li intrattiene con gli USA il cambio euro/dollaro sarà moltiplicato per 20, se il 5% con il Canada, il cambio euro/dollaro canadese sarà moltiplicato per 5 e così via...la sommatoria così ottenuta verrà divisa per 180, ovvero le 18 monete circa prese in esame moltiplicate per il totale dei pesi che è 100: il risultato così ottenuto è il tasso di cambio effettivo)

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  13. Piero ho trovato un articolo (anzi due, questa è la prima parte) molto interessante.

    cosa ne pensi? mi pare che dica più o meno quello che dite te e il professor Bagnai.

    http://www.rischiocalcolato.it/2012/11/dal-1992-al-2012-la-storia-si-ripete-ma-non-ha-insegnato-niente-parte-1.html

    fernando

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    1. Giusto per curiosità, Fernando, ma su RC oltre a questo interessante articolo di cui è stata pubblicata anche la seconda parte...è stato pubblicato anche questo enigmatico pamphlet che lascia "leggermente" perplessi.
      L'articolo, dal titolo "La Delorean dei Teorici Monetari Moderni", partendo da un principio, comune ai "noi" molti, di critica al sistema...demolisce successivamente la corrente MMT da un lato ed altre teorie antagoniste dall'altro.

      Qui un primo breve stralcio:

      "...Quello che i Keynesiani non comprendono è che questo trucco è percorribile solo una volta perché crea un debito che non si puo’ espandere ad libitum e non si trasforma in risparmio per le attività produttive. “Funziona” soprattutto fin quando il ciclo economico offre possibilità di crescita reale non artificialmente sostenuta, ovvero fintanto che vengono soddisfatti i bisogni reali delle persone e le imprese possono attingere da un bacino dei risparmi ancora presente in grado di poterle indurre ad innovare la propria attività. Una volta che si innesca la correzione del mercato e la sua pulizia, ma la pianificazione centrale tenta di adottare politiche anticicliche per sostenere artificialmente determinate entità, allora iniziano i guai che nessuna stampante può aggiustare.
      Seguire le teorie Keynesiane nell’attuale contesto è un grave errore perché allo stato attuale delle cose è altamente probabile che il bacino dei risparmi reali sia stagnante (se non in declino). Inoltre i debiti delle attività produttive e degli individui vanno a deprimere tale bacino aumentando i crediti inesigibili (es. chi ha da parte qualche spicciolo e vede palesarsi il rischio default, preferisce prima consumare invece di continuare a produrre e risparmiare) e mettendo ulteriore pressione alle banche in bancarotta. Non esiste alternativa all’austerità, ma è ora che i sacrifici li facciano veramente i debitori e non i risparmiatori. Lo stato per primo tagliando le sue spese..."

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    2. E qui il commento finale dell'autore:

      "...Il problema che i governi e gli economisti mainstream devono ancora riconoscere è che non possono essere sostenute enormi deficit ed infusioni di credito. Per questo molti “teorici” moderni salgono sulle loro Delorean e viaggiano indietro nel tempo e riportano nel futuro teorie vecchie ed ammuffite che ormai sono morte e sepolte. L’establishment ha bisogno di giustificazioni. Ma la brocca d’acqua è satura.
      Negli ultimi quattro anni il mercato azionario e quello obbligazionario sono stati tenuti artificialmente in vita da iniezioni di denaro e ha impedito che l’economia cadesse in una depressione nel breve periodo, però tutto ciò ha impedito una sana pulizia dei mercati e di conseguenza ha lentamente ucciso ogni possibilità di ripresa organica. Nel lungo periodo non è sostenibile. Non c’è alcun modo per uscirne “senza dolore.”
      Il processo che ha alimentato la crescita economica negli ultimi 30 anni si sta invertendo, aggiungendoci anche i vari cali demografici capiamo che l’attuale dipendenza dai programmi del governo è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.
      L’unica possibilità per ritornare a fondamentali economici sani è mettere la data giusta nel quadrante della Delorean: 1912, The Theory of Money and Credit..."

      Ora ferma restando la libertà di pensiero di ognuno così come i miei dubbi espressi in passato sulla MMT, le conclusioni sul ruolo dello Stato mi sembrano quantomeno curiose.

      Credo, personalmente, che troppi teorici, specialisti, economisti, catastrofisti o utopisti, facciano affidamento più alle loro entità astratte (fallaci o virtuose) rispetto al concreto ruolo degli uomini.

      Ritengo fortemente che le "istituzioni" sono delle entità monolitiche sta agli uomini darne un significato per tutti "condivisibile" e se l'uomo per primo è corrotto non può esservi teoria o filosofia che tenga.

      Partire dalla teoria senza teorizzare sul ruolo umano la trovo una grave pecca!

      Vorrei continuare nella mia analisi ma devo scappare magari ci tornerò poi sopra.

      Un saluto,
      Elmoamf

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  14. molto giusto questo articolo ,dobbiamo uscire dall'Euro il più presto possibile ,ci sarà un 20% o 25% di svalutazione ma non un' inflazione di pari entità ,perchè : pagheremo le materie prime di più però il costo lavoro sarà più basso per cui torneremo ad esportare ,inoltre siccome i lavorati che importeremo costerebbero di più ci converrà produrli in loco,per cui diminuzione di disoccupazione . Questo essere entrati nell'Euro ha solo agevolato i miliardari,quelli che non lavorano ma non certamente il popolo.

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  15. Ciao Piero,
    mi piacerebbe che tu facessi due articoli:

    1) il primo sulla Turchia; precisamente sulle cause del boom economico che c'é stato in questi ultimi anni: se uno guarda i dati, trova che il tasso di disoccupazione è sceso ed è sceso altrettanto significativamente il rapporto debito pubblico sul pil; ecco, sarebbe da capire, con la tua proverbiale chiarezza espositiva, se questi risultati si sono raggiunti con POLITICHE D'AUSTERITA' o in altri modi; e che cosa "probabilmente" succederebbe se la Turchia perdesse la sua sovranità monetaria adottando l'euro come moneta;

    2) il secondo sul Giappone; questo per far capire alla gente come possa esistere un Paese dove il debito pubblico "apparentemente" sia fuori controllo senza che ciò costituisca un problema, dove anche se lo Stato spende a deficit (quindi con entrate inferiori alle uscite) ciò non lo faccia andare in default, dove lo spauracchio dell'inflazione lì non sanno nemmeno cosa sia, dove i tassi d'interessi sono praticamente nulli...

    Grazie Piero, continua sempre così.

    Michele

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  16. Ad Anonimo ed ai commentatori sul paragone Italia -Argentina.
    Il problema del caro prezzi in Argentina, è dovuto principalmente al fatto che le concessioni petrolifere sono state nazionalizzate, ma l'argentina manca delle tecnologie necessarie al loro sfruttamento in proprio.
    Pertanto il paragone con l'Italia è improprio, visto che noi tali tecnologie le abbiamo (ENI e SAIPEM) e sono all'avanguardia.
    Quanto al costo delle materie prime,
    noi disponiamo della tecnologia per poter fare a meno di gran parte del petrolio, sostituendo la benzina con il bioetanolo derivato dalle biomasse, cioè i rifiuti cellulosici.
    Tecnologia tutta italiana, su cui puntare.
    Più tardi vi posto alcuni dati.
    Quanto alle riserve di petrolio, sono assai più alte di quanti dicono, e sono la causa della speculazione, visto che ci voglio mettere le mani sopra.
    Mai sentito parlare del Giacimento del Levante, scoperto nel 2009?
    A dopo, con i dettagli.
    Cordialità.
    Ermes Uguccioni.

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    1. Non è esatto, leggete che è interessante. Lo stato argentino vuole incrementare la produzione ma mantenendo i prezzi bassi, i produttori (fratelli Bulgheroni in primis) esigono un aumento. La Kirchner per quanto sia una discreta bonazza è un mastino terrificante e ha fatto in modo prima di scatenare contro la PAE dei due fratelli (che volevano bloccare la produzione, gli incauti) i sindacati e alcuni imprenditori rampanti pronti a dividersi le spoglie dei fratellacci, poi li ha bastonati negandogli il premio di produzione previsto (ed era colpa dei fratelli perché loro si erano impuntati col blocco); morale, i Bulgheroni si ritrovano con una perdita di 480 milioni di dollari.

      Il punto è che l'Argentina si trova di fronte a dei nemici senza scrupoli che cercano di azzannarla al collo in tutti i modi, non ultimo il sequestro della loro nave scuola equivalente alla nostra Amerigo Vespucci, con la complicità del Ghana, da parte di un creditore privato (hedge fund) che esige la restituzione dei suoi soldi da parte del governo.

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-22/nave-scuola-argentina-libertad-072629.shtml?uuid=AbF5BWvG

      I marinai argentini (finalmente, se Dio vuole) si stanno incazzando come iene

      http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/uominiemare/2012/11/10/Argentina-minaccia-armata-nave-sequestrata-Ghana-_7771544.html

      Quindi riflettete su questo per favore: nel '92 la svalutazione non ha portato conseguenze perché è stata operata dall'élite che ha mantenuto saldamente in mano il pallino del gioco. L'uscita dall'euro significherebbe levargli il pallino e quindi mettiamoci in testa fin da adesso che sarà una battaglia molto peggiore di quella che stanno affrontando i fratelli sudamericani (che per di più hanno un intero continente che bene o male li sostiene).
      E alla guerra non si va col tam tam o suggerendo ai passanti di andare sul blog del professor Bagnai; l'errore dell'Argentina è di aver compiuto una rivoluzione di éelite senza una presa di coscienza dell'intero popolo e quindi cerchiamo di non fare la stessa scemenza.

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    2. Ermes, proviamo a superare la dipendenza dal petrolio, ti va? Parliamo pure di tecnologia italiana, volentieri, ma parliamo del Kitegen e solare termodinamico allora, e il Giacimento del Levante lasciamolo riposare in pace, assieme al biofuel che mi pare abbia non poche controindicazioni. Il punto è che una volta usciti da questo delirio (se e quando usciremo) sarà imperativo pensare a una radicale riconversione industriale, a un altro modello di produzione e consumo più "gentile". Io condivido l'impostazione keynesiana, ma per certi aspetti mi pare che i keynesiani siano rimasti fermi a un secolo fa. Iniziando a parlare di economia, la prima cosa di cui si sente parlare quasi sempre è la benzina, benzina benzina sempre e solo benzina. Ora io mi rendo conto che la benzina è importante, per carità, e che tanta gente si sposta in auto per lavoro eccetera, ma vogliamo provare a immaginare un futuro diverso? Io sono del Veneto, una delle regioni più ricche del mondo, e una delle aree più inquinate e cementificate. Siamo pieni di soldi ma a che prezzo? Malattie respiratorie, cardiovascolari, stress, ogni volta che piove andiamo sotto. Magari a voi là fuori fa piacere che si generi tutta questa ricchezza, ma io la ripresa la vedo anche con queste lenti qua. Insomma personalmente vivo una contraddizione, la ricchezza mi ha permesso di vivere bene da un certo punto di vista, non posso negarlo e non voglio nemmeno sputarci sopra, ma non possiamo far finta che sia tutto gratis. Per quanto mi riguarda, se potessi, mi piacerebbe immaginare un futuro con meno benzina e più vento, con cibo sano prodotto vicino a casa, più piste ciclabili e parchi e fibre ottiche, e meno autostrade e aeroporti. Vabbe' la sto buttando sul sentimentale, ma davvero non credo che possiamo immaginare la ripresa come un mero prolungamento delle politiche industriali novecentesche. Non credo nemmeno che si tratti di utopie, le tecnologie cui ho accennato prima sono già qui e ora, nonostante tutti i sabotaggi politici che hanno dovuto subire. I soldi per gli investimenti necessari a fare tutte queste bellissime cose ce li potrebbe mettere mamma Banca d'Italia, il resto dipende da noi, dalla nostra voglia di cambiare testa, di immaginare una vita un po' diversa.

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  17. PRIMO APPUNTO.

    Quando, usciti dalla guerra con le ossa rotte, dovemmo affrontare un dopoguerra durissimo, ci rimboccammo le maniche e ricostruimmo l'Italia. Avevamo allora dei governi di centrodestra e dei ministri veramente tecnici, come Umberto Tupini, ingegnere, che fece approvare le due leggi che portano il suo nome: la 408 e la 589, entrambe del 1949. Con la prima lo Stato concedeva un contributo del 5 % in misura costante per 35 anni alle cooperative edilizie per la costruzione dell'edificio sociale: il risultato fu che si rilanciarono gli investimenti dei privati nell'edilizia, ed ecco la radice del fatto che l'82 % degli italiani ha la casa di proprietà. Con la seconda si concedevano ai Comuni contributi per la realizzazione di opere pubbliche; i Comuni dovevano contrarre mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, e agli organi statali (Genio Civile etc.) veniva riservata la SOLA alta sorveglianza sulla realizzazione delle opere, mentre non potevano interferire in alcun modo sulle progettazioni e sulle direzioni dei lavori. Il ministro conosceva bene la burocrazia statale e di cosa sarebbe stata capace se coinvolta in quelle attività ! Poi, con la famigerata Legge Merloni (la 109/94) quelle attività furono delegate IN PRIMO LUOGO proprio alla burocrazia di tutti i livelli, e il risultato si è visto: appalti truccati, grandi fortune di burocrati su cui ancora la magistratura non ha fatto piena luce. NON SAREBBE ORA DI UNA SALUTARE MARCIA INDIETRO ?
    Ermes Uguccioni.
    PS: Scusatemi, ma non ho google, non prende come facebook, resta sempre anonimo.

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  18. io non so quanti di voi abbiano studiato economia, forse lo avete fatto su topolino. non so che dire veramente.
    se l'italia uscisse dall'euro vi assicuro - e lo conferma anche il mio professore - la svalutazione sarebbe a 3 cifre. se oggi paghiamo 1.75 euro al litro tornando con le lire pagheremmo l'equivalente di 1750 euro al litro e cioè circa 3.500.000 di lire al litro. bisognerebbe stampare banconote di milioni, o forse miliardi. e ci sono i precedenti: zimbabwe e Weimar.

    quindi non capisco veramente come possiate pensare a levare l'euro.
    la liretta ci servirebbe solo a pagare milioni di lire un pezzo di pane.

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    1. Perchè l'inflazione sarebbe a tre cifre??

      Devi argomentare se vuoi essere credibile.

      I precedenti storici non ti danno ragione, quindi se non spieghi il perchè delle tue previsioni, le tue affermazioni sono aria fritta.

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    2. Anonimo (almeno abbi la decenza di firmarti), ti voglio avvertire che siete tu ed il tuo SUPER professore che state studiando economia su TOPOLINO!!!!
      Robe da matti...

      Michele

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    3. Signoreeeeeeeeeeeeeeeeeeeee è arrivato il monetarista!

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    4. ragazzi dai lo sapete meglio di me...
      se l'italia esce dall'euro noi il petrolio lo pagheremo l'equivalente di 200-300 euro al barile mentre tutti gli altri lo continuerebbero a pagare il prezzo standard.

      ma veramente!! ma l'economia la conoscete? e su.
      studiatevi economia poi ne riparliamo e dai!

      ma che siamo alla candid-camera. cosa è scherzi a parte?

      anonimo (che di economia ci capisce molto molto più di voi!!)

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    5. Ma stai scherzando? Vai a studiare tu!!
      Cita i dati alla base del tuo discorso, su avanti!!
      Quello che dici è veramente folle.

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    6. Quindi un barile di petrolio lo pagheremo 200-300 €,mentre un litro di benzina costerà sei volte o forse otto volte il prezzo di un barile di petrolio!Ragazzi se volete ridere è arrivato uno che è meglio di Zelig.....Cmq se lo conferma il tuo professore..........Mica vorresti pubblicare i tuoi studi e quelli del tuo professore?Così vorrei farmi una cultura economica.

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  19. senza poi voler scomodare l'argentina vi posso citare un Paese che è in piena bancarotta a causa dell'altissimo debito pubblico: il Giappone. il giappone è un Paese che ha un debito pubblico alto da decenni e difatti non dico che facciano la fame ma sono allo stesso livello della grecia.

    (sono sempre quello di sopra. studente modello di economia a Milano)

    io

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    1. Se è in bancarotta perchè nessuno ne parla?

      Perchè non paga alti interessi sui titoli del debito pubblico??

      Il tasso di interesse sul debito non indica il rischio di default?

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    2. @ANONIMO (studente modello di economia a Milano).

      Ti invito ad andare a scaricarti, dal seguente link,

      http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/02/pdf/text.pdf


      il World Economic Outlook October 2012

      quindi non proprio Topolino.

      Scrivi che il Giappone “ha un debito pubblico alto da decenni e difatti non dico che facciano la fame ma sono allo stesso livello della Grecia”.

      Vai a pagina 70 (settanta) del documento citato e guarda questi dati:

      - REAL GDP;
      - CONSUMER PRICES;
      - CURRENT ACCOUNT BALANCE;
      - UNEMPLOYMENT.

      Vai poi a pagina 191 (centonovantuno) dove troverai il REAL GDP dei vari Paesi, a pagina 192 (centonovantadue) e concentrati sul dato PUBLIC CONSUMPTION (che sono i consumi pubblici), a pagina 198 (centonovantotto) troverai i CONSUMER PRICES e pagina 202 (duecentodue) dove ti invito a concentrarti sulla voce GROSS DEBT.

      Come potrai appurare dai dati sopra citati il Giappone pur NON riducendo la spesa pubblica, pur avendo un debito pubblico altissimo, hanno un pil che cresce, un’inflazione nulla (anzi in certi anni addirittura sono in deflazione) ed un tasso di disoccupazione nettamente più basso rispetto alla media europea (se guardi pagina 70 vedrai che per il 2012 c’è una proiezione del 4,5 % contro l’ 11,2 % dell’Area Euro).

      Michele

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    3. Sveglia ragazzi, per cortesia. Ma no lo vedete che scherza? Sono giorni che lo fa, uno alla fine lo dovrebbe sgamare. Suvvia... (come diceva quello).

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    4. E' comunque un buon allenamento per allenarsi contro le assurde risposte degli automi...:-)

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  20. Scusate lo spam, scusa Pietro se uso un tuo spazio. Nello stesso modo pubblicizzo il tuo blog fra chi discute di uscita dall'eurozona.

    Stiamo provando a sensibilizzare la "democrazia dal basso" del movimento 5 stelle.
    Fin'ora abbiamo raggiunto 640 voti certificati (è la proposta con più voti in assoluto sul forum ufficiale del movimento 5 stelle).
    (Sto su quel forum solo per sostenere la proposta, sia chiaro.)

    Date un occhio a questa proposta: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/10/immediata-uscita-da-eurozona-moneta-sovrana-applicazione-mmt.html

    Grazie
    Gian

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    1. Oh, meno male che qualcuno rappresenta "in vivo" le mie perplessità perché sennò sembrerei solo un disfattista.

      Caro Gian del M5S si può sapere cosa cacchio c'entra l'MMT? Come i cavoli a merenda; non bisogna parlarne adesso ammesso, e se ti fa piacere concesso, che abbia una qualche validità. Adesso si parla solo dell'euro, del fatto di uscirne o eventualmente di cercare di rimanere a patto che si verifichino espansione fiscale e unione fiscale (lo pensano anche autorevoli economisti che stanno comunque dalla parte giusta); MA SENZA discorsi a proprio favore sennò fai saltare la mosca al naso ad alcuni e spaventi altri che pensano che siate dei ragazzotti pasticcioni.

      E'stupido e offensivo dire che certe cose le hanno capite solo gli economisti dell'MMT, non te ne accorgi?

      E' stupido dire che fra due mesi crolliamo; ci saranno problemi che andranno dal grave al tragico ma le scadenze ormai non le indovina più nemmeno il Padreterno. Poi magari fra due mesi siamo ancora qui, impantanati in una situazione che non si sblocca, chi ha detto "fra due mesi" ha preso la toppa e nessuno lo ascolta più.

      Volete fare una cosa giusta voi grillini, ammesso che la possiate fare (davvero non lo so, vorrei capirlo)? Prima dite a Grillo di prendere una posizione DECISA sull'euro, per prudenza dicendo che la moneta unica è accettabile solo a patto di forti politiche espansive (significa il contrario dell'austerità di Monti) e di un'unione fiscale vera fra i paesi dell'unione europea; che se queste cose non si verificano entro un tempo ragionevole (un tempo breve, quindi ovviamente non succederà ma almeno non si passa per sfascisti di fronte alla maggioranza silenziosa) il M5S sosterrà fortemente l'uscita dalla moneta unica. Dopodiché decidetevi a cooptare degli economisti seri che VADANO ANCHE IN TV a sostenere dei contraddittori. Non ci mandate i bambini in tv, mandateci gli economisti incazzati che venendo a nome del movimento avranno tutti gli spazi possibili e ridurranno ai minimi termini i vecchi maggiordomi ormai imbolsiti che hanno ancora il coraggio di venire a fare le figuracce in tv.

      Ma le potete fare queste cose? Io non ne sono sicuro.

      Comunque quello che voglio dire è che non c'è cosa peggiore degli entusiasmi di pancia generati dai tam tam; finchè non c'è un'organizzazione (non centralizzata, non gerarchica, casomai un "cloud" ma con un minimo di struttura di riferimento) ci saranno solo quelli.
      Sì ho capito, ci state lavorando; sembrate Magaldi che è da metà 2011 che annuncia l'imminente uscita del suo libro.

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    2. per fare un pò di chiarezza sul partito azienda a struttura merchandising di beppe casaleggio è utile e disintossicante leggere giuliano santoro.spero che questo blog non diventi "luogo" di scorribande per il viral-marketing casaleggese.

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    3. mi è saltato un link..
      http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/05/08/giuliano-santoro-perche-grillo-rafforza-la-delega/

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    4. Condivido il tuo discorso al 100%.
      Io non sono un rappresentante del mov 5 stelle. Non sono un promoter della MMT.
      Penso che non esistano rappresentanti del mov. 5 stelle. Persino Fabio (l'autore della proposta) non fa parte del movimento.
      Io sostengo quella proposta solamente perchè prevede l'uscita dall'euro e propone proprio politiche espansive (in questo caso chiamata MMT).
      Non c'è nessun contatto con Grillo nonostante sia la proposta con più voti sul suo forum.
      Il motivo di questa proposta (scritta frettolosamente, ma purtroppo non si può modificare, e queto è un handicapp) è quello di mettere alle strette il movimento 5 stelle, proprio per avere una posizione chiara riguardo all'euro.
      Perchè sarei anche disposto a votarlo (e come me tanti) se nel programma si affrontasse seriamente la faccenda. Di sicuro sò che il mio voto andrà a chi si occuperà di questo.

      Quindi non sono la persona che può rispondere alle tue domande, non rappresento nessuno.
      Comprendo pienamente i tuoi dubbi e ti assicuro che sono anche i miei.

      Voi, a livello nazionale, chi votereste?
      Quale partito è più sensibile a queste tematiche.

      Grazie
      Gian

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    5. prezzolati della casaleggio-associati in action, ecco un esmpio di viral-marketing

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    6. Salvatore, io Grillo e Casaleggio non li guardo di buon occhio.
      Mi sono iscritto sul loro forum (10 gg fà, e già mi è pesato) ma non sono iscritto al movimento, e non sono neanche intenzionato a farlo se la proposta di uscire dall'euro non diventi parte del programma.
      Casaleggio in particolare non mi sta per nulla simpatico, la democrazia dal basso è solo sulla carta.
      Questa proposta (la più votata) sul forum 5 stelle serve proprio per vedere se esiste la tanto pubblicizzata democrazia dal basso.

      Quindi non centro nulla con i 5 stelle.

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    7. mi autocito da goofynomic (abbiamo dato troppo fiducia a m5s casaleggio...)

      e comunque ^grillo^ prende la solita posizione sull'euro...
      nel nuovo libretto per le istruzioni ortottero...

      'E come Euro: la decisione di rimanere nell'euro spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l'Italia non possa permettersi l'euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo'


      http://www.beppegrillo.it/2012/11/grillo_for_dummies.html#commenti

      l'italia non se lo puo' permettere l'euro non è espressione nuova sapete...è asattaemnte quello che diceva un leghista
      lo scorso inverno (non ricordo se torazzi galli garavaglia?)
      gli unici che avevano incomiciato a parlare di europa/euro
      dopo l'arrivo di monti...l'avevo anche postato ...poi è arrivato maroni per normalizzare il partito e il tema è stato utilmente congelato riprendendo l'idea del referendum
      (un goofysta aveva postato il riferimento alla raccolta firme per un referundum contro l'euro da parte della leganord risalente al 2005circa)
      non è possibile alcun referedum sull'euro e cosi come protesta dimostrativa - sostanzialmente innocua e quindi gradita al ^potere eurista^ - si invetano la raccolta firme contro l'euro (Senza pero' spiegare nè parlare piu' dei problemi macroeconomici della natura della bce ecc..ecc..temi gia' noti a bossi nel 1998 come ho postato piu' volte ,e sicuramente noti a torazzi garavaglia e altri leghisti ^colti^)
      LA POSIZIONE del m5s/grillo/casaleggio SULL'EURO E' COPIATA DA QUELLA DELLA LEGANORD

      E' IDENTICA A QUELLA DELLA LEGANORD

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  21. xQuarantotto
    E perchè non si deve criticare bagnai o qualsivoglia personaggio pubblico che fa politica? oppure pensa davvero che la torsione blog-centrica dell'attività politica ci abbia trasformati tutti in a-pplauditori PASSIVI del guru di turno e del suo verbo? dal blog di grillo a quello del prode bagnai, è questo il percorso? ma mettiamo da parte le chiacchere ed andiamo al sodo del ragionamento.lei ed il suo mentore avete una concezione rozzamente meccanicistica del processo storico, che in questo caso si basa sul famigerato ciclo di frenkel.suddetto schema teorico ha potuto spiegare molto bene (ex-post!) la crisi da bilancia dei pagamenti di paesi che avevamo agganciato la loro valuta ecc, ecc, ma non da nessun ragguaglio , con buona pace di bagnai, su quel che potrebbe accadere nell'eurozona. e per fortuna aggiungo io!innanzitutto perchè l'eurozona è una cosa ben diversa, ci sono meccanismi di stabilizzazione automatica (il target2), c'è tutta l'architettura istituzionale (sganciarsi dall'euro vuol dire rompere con l'Unione e il mercato unico), e questo per quanto riguarda le condizioni iniziali.e poi se permette c'è il fatto "umano" che fa si che il nostro agire abbia una certa dose di imprevedibilità. altrimenti non ci sarebbe mai stata nessuna..Storia, ma saremmo tutti rimasti dei cavernicoli.per quanto riguarda il presente ritengo che per combattere il conformismo dominante (pro-euro) delle "masse" sia molto più utile chi (Paolo valerio) accompagna l'indispensabile azione informativa alla sollecitazione ad organizzarsi per agire STORICAMENTE, piuttosto che il ridicolo autocompiacimento di chi ci informa sulle sue performance con l'organo e la trombetta, che tanto per tutto il resto..c'è il ciclo di Frenkel.e quindi possiamo dormire tranquilli, per quanto riguarda il ..tramonto dell'euro, svegliarci e poi ..riaddormentarci di nuovo.per finire, ricordo che in europa, dopo il '29 vennero applicate politiche di austerità e deflazione salariale dappertutto (a parte la germania nazista), che andarono avanti per dieci anni e più. ci volle la guerra per cambiare le cose, con buona pace di keynes e di kalecki.ma questa è un'altra storia.

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    1. Sono d'accordo. E' irritante vedere che l'alternativa è appecoronarsi da una parte o appecoronarsi dalla parte opposta. Si possono avere dei dubbi ma essere pronti a spingere tutti insieme nella stessa direzione. Inutile cianciare di tam tam nella rete e nelle relazioni private, occorre al più presto un'organizzazione (NON gerarchica, non l'ho mai detto, anzi) che sia RICONOSCIBILE, che costituisca un punto di riferimento per quelli che cominciano appena a valutare dei punti di vista diversi che sennò pensano che si tratti di chiacchiere in libertà; sono la maggioranza e vanno contattati faccia a faccia andando a proporsi fra le associazioni, le scuole, i sindacati, le parrocchie e le bocciofile (è pieno di professori, parroci, sindacalisti che cercano gente di livello che spieghi). I manovali vanno in giro a cercare i contatti, contribuiscono in denaro e poi arrivano gli esperti e parlano. E' un lavoro di équipe in cui non c'è chi fa più o chi fa meno e può essere fatto prima di stilare i programmi, preoccupandosi più che altro di cominciare a diffondere la consapevolezza (c'è da sganciare, questo è ovvio).
      Come giustamente dice Salvatore questa è una situazione che potrebbe andare avanti per molti anni, se non ci sbrighiamo finisce l'abbrivio dell'entusiasmo facile, si passa all'incazzatura disordinata e si perde l'occasione.

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    2. @Salvatore e @Piero.
      C'è un malinteso di fondo.
      Non sostengo affatto di non criticare Bagnai per quello che sostiene (ciò è sempre legittimo in democrazia).
      Rilevavo che la critica fosse fatta per quello che "non sostiene" affatto (tra l'altro il sentimentalismo e l'hegeliano c'entrano ben poco), cioè che basti (come pensi tu) diagnosticare le cause e non indicare i problemi che si devono affrontare e le relative soluzioni.

      Evidentemente Salvatore non hai letto il "Tramonto dell'euro" e il grande lavoro di focalizzazione sulle riforme del "dopo" che, attenzione, CHIARISCONO contemporanemante, PER CONTRAPPUNTO, un criterio per distinguere QUELLO CHE NON POSSIAMO ACCETTARE PIU', ora e subito E ANCHE IN FUTURO, COME "RIFORME STRUTTURALI" E TRUFFALDINE "SALVEZZE" DELL'ITALIA.
      Avevo messo un link su cosa sta maturando in Germania. E' importante capirlo.

      La situazione potrà sì andare avanti per anni, ma senza euro, IL CHE NATURALMENTE IMPLICA IL RISCHIO CHE LE STESSE FORZE OLIGARCHICHE CONTINUINO LE STESSE POòLITICHE CON ALTRI MEZZI (e il m5s attualmente è lontano dalla minima consapevolezza di ciò, perciò il rischio è più che concreto).
      Il che ci porta a tre ordini di problemi:

      1. essere coscienti che l'euro ormai appare insostenibile (tranne che in Italia, priva ormai di un sistema dell'informazione democratica) alla maggior parte degli europei (classi di governo) e quel che più conta, alla Francia, che sta orientando le sue politiche economiche in un modo che "prescinde" dal fiscal compact e dal pareggio di bilancio; mentre gli USA, checchè ne pensino i piddini, prenderanno presto posizione contro la linea attuale dell'UEM che non potrà reggere solo sulla continua falsificazione dei fatti a cui sono interessati i tedeschi e, per autoconservazione, una parte dell'euroburocrazia;

      2. IN caso di sempre più probabile euro-break ci sono una serie di indispensabili e "naturali" misure economico-finanziarie che, nonostante la facile critica liquidatoria, Bagnai ha coraggiosamente e autorevolmente indicato proprio nel "Tramonto..." che è destinato, per suo obiettivo A PORTARE QUESTE CONOSCENZE FUORI DALLA RETE;

      3. terzo ordine di problemi: per assicurare che le misure suddette siano adottate e che SI PROSEGUA ANCHE CON LE CONSEGUENTI RIFORME ULTERIORI CHE POSSANO BILANCIARE I DANNI DI 20 ANNI DI DEVASTAZIONE DELLA COSTITUZIONE IN NOME DEL "LO VUOLE L'EUROPA", PER RIAFFERMARE LA DEMOCRAZIA, OCCORRE LA APERTURA DI UN ULTERIORE FRONTE DI RIFLESSIONE (E PURE TEMPESTIVAMENTE).
      Quest'ultimo esige persone informate e che siano tante e oggi nessuna "offerta mediatica o politica" si presenta in tal senso.

      Per supplire a questa lacuna, derivante dall'impoverimento democratico e culturale conseguente a 20 anni di banana +partito unico dell'euro (sinergiche molto più di quanto non dica la formula pdl\pd-l), occorre RENDERSI CONTO DI UNA SERIE DI MECCANISMI CHE DOVRANNO ESSERE FOCALIZZATI INSIEME. QUI, SULLA RETE, SENZA POLEMICHE FRATRICIDE E INSODDISFAZIONI PERSONALI AFFRETTATE.
      PERSONALMENTE CI STO E PERSEGUIRO' OGNI CANALE E OGNI AGGREGAZIONE POSSIBILE PER RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO.
      ALTRIMENTI NON SAREI QUI A CONFRONTARMI, SEMPRE SUL PRESUPPOSTO CHE NON E' "SOLO" QUESTO IL DA FARSI (e quello che effettivamente cerco di fare)

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    3. evidentemente abbiamo letto 2 tramonti dell'euro..diversi.la mia critica a bagnai non era rivolta tanto alla parte del libro, quella finale , relativa all'esposizione delle modalità efficaci di un possiblile sganciamento.pur tuttavia, per realizzare l'external compact si deve per forza tornare alle valute nazionali? cesaratto forse non sarebbe d'accordo, vedi il suo blog sulla condizionalità keynesiana; non mi è sembrato sufficientemente tematizzato il tema dell'inflazione, (che non deve essere vista con terrore ma considerata come strumento efficace di repressione finanziaria e abbattimento del debito e sviluppo economico: se so che i prezzi saliranno spendo invece di tesaurizzare), rispetto alla disamina della corruzione euro-imported e considero infelice il paragrafo sulla segretezza.se si catechizzano i cittadini sui pro-e-contro che bisogno c'è di mantenere segreta l'ora x?la mia critica, (che tu avalli, prima entrerà in scena francia, poi gli usa)ripeto, è rivolta a questa sorta di approccio romanzesco-deterministico ai fatti della cronaca che poi diventano storici.si sottovaluta il coacervo di interessi economico-finanziari che si sono coagulati in TUTTA europa, (ma pure negli usa) dietro il vessillo dell'euro.questi interessi (alla rendita) non molleranno la presa (deflazione e austerity) e sono in grado di condizionare pesantemente le politiche di hollande e obama.

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    4. @salvatore , ti rispondo prima di ^48^ su alcuni punti : che bisogno c'è di mantenere segreta l'ora x? questa è evidentemente una necessita' pratica per evitare panico e bank
      run da parte dei piccoli risparmiantori , bene esplicata da claudio borghi nell'intervista su byoblu (se vogliono salvarsi dalla svalutazione i piccoli risparmiatori dovrebbero comprarsi dei bond in valuta di riserva )

      bagnai è collaboratore e amico di cesaratto e ha preso le distanze proprio perchè dissente da questa posizione di cesatto perchè la considera irrealistica : ed E' irrealistica ! Perchè non puoi pensare ragiovolmente che i paesi creditori dell'eurozona
      ti aiutino per risanarti dopo che hanno fatto in modo di mandarti in crisi...
      gia' la bce ha lavorato sui paramentri ^su misura^ per l'economia germanica quando la germania non era cosi' dominante figuariamoci ora...è evidente che la germania al massimo
      consentirebbe un riequilibrio atto a mantenere in linea di galleggiamento di paesi dell'eurozona sui competitori per assorbirli e asservirli lentamente all'interno del suo sistema produttivo...L'eurozona non è mai stata un area cooperativa non si capisce come
      e perchè dovrebbe diventarlo ora...Lo stato italiano non ha difeso il suo tessuto produttivo questo è il punto , sia dalla deflazione competitiva tedesca sia dagli ide francesi ovvero dalle acquisizini fracesi di banche reti distributive grande aziende ecc..

      'si sottovaluta il coacervo di interessi economico-finanziari che si sono coagulati in TUTTA europa, (ma pure negli usa) dietro il vessillo dell'euro.questi interessi (alla rendita) non molleranno la presa (deflazione e austerity)'
      su questo posso essere d'accordo -come in parte sull'inflazione - purtroppo controllare
      i mass media e indirettamente i partiti attraverso i media e le banche che controllano i partiti stessi è un fattore importante .
      Infatti questa è prova storica per gli italiani , è un punto di svolta storico
      subiranno passivimente l'austerity ? vorranno riprendersi la sovranita'^? E come e in quale modo ?

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    5. Concordo con la paziente replica di Roberto.
      Aggiungo che sei non hai ancora compreso perchè necessariamente un cambio di valuta nazionale debba essere accompagnato, per esigenze tecniche rispondenti al superiore interesse del benessere comune, dalla "segretezza" non saprei...non hai ancora interiorizzato (o forse letto) quello che sul blog e sul libro è stato spiegato ampiamente.
      Come sull'inflazione: Bagnai è l'unico, l'unico, che, a partire dall'articolo su Costituzionalismo (messo a disposizione come link da mesi), ha spiegato il (non)rilevante agire dell'inflazione sulla crescita (cioè la mistificazione della "tassa più odiosa" a radice piddina e il "nonsense" progermania del 2% di maastricht)), citando, tra l'altro, un noto studio del FMI (link che ho immesso modestamente ancor prima sul blog del FQ da circa un anno), ha riconfutato la teoria quantitativa della moneta che crede (in termini superati da tutta l'economia "seria") che la moneta sia esogenza e possa provocare autonomamente inflazione, ha iniziato a divulgare il concetto di repressione finanziaria (con analisi di storia economica a partire da Bretton Woods) e il connesso problema della crescita di tassi reali-spostamento di ricchezza a favore di interessi-rendite (connesso a sua volta al divorzio e all'ideologia della BC "indipendente"...dalla democrazia), il non-legame tra debito pubblico e difficoltà di crescita (da un anno ha divulgato e spiegato le autorevoli conclusioni di Panizza-UNCTAD), e...via dicendo.
      La tua stessa critica su cu sostieni che ti darei ragione (Francia e USA che riequilibrano il panorama geopolitico in funzione anti-euro) è una analisi che ho esposto da oltre un anno su vari blog (e peraltro riviste scientifiche), in sintonia con lo stesso Bagnai (essendo questo il senso del suo riferimento alla Storia).
      Insomma è una questione psicanalitica: le stesse idee che oggi utilizzi dovresti cercare di rammentare da dove le hai tratte.
      Magari da fonti "indirette" che le hanno mutuate dalla divulgazione di Bagnai. E comunque non ci vuole molto se si segue ciò che da 20 anni sostiene la più prestigiosa letteratura economica, seguendola sui siti anglosassoni (altro aspetto che Bagnai ha ampiamente mostrato in base a Feldstein, Dornbucsh, e...Carlucci di cui ha sempre consigliato la lettura).
      Insomma criticare Bagnai senza esserselo letto (con attenzione), e sulla base delle cose che lui ha (meglio) sostenuto, mi pare un'operazione "aprioristica".
      Poi se tu ritieni che il tuo pensiero sia effettivamente diverso e più incisivo, per carità, ognuno per la sua strada. A te la fiaccola e buona fortuna..

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    6. evidentemente mi sono espresso malamente.
      intanto la ringrazio per la qualifica che mi ha appioppato: " è una questione psicanalitica".poi:
      -a proposito della "segretezza" volevo intendere: se si SCRIVE un libro con l'intento di aprire le menti e le coscienze italiche sulle problematiche dell'euro-follia perche scrivere nel libro stesso che l'ora x va tenuta segreta? è autocontraddittorio.
      -a proposito dell'inflazione, volevo semplicemente rilevare la relativa trattazione nel LIBRO di questo tema rispetto ad altre problematiche.
      -infine, ed è il punto decisivo, secondo me: "Francia e USA che riequilibrano il panorama geopolitico in funzione anti-euro" e quindi anti-uberalles non lo vedo da nessuna parte.ma purtroppo io non ho l'ampolla di cristallo anche se in base ai trend attuali pare che sarà
      il ticket grillo-benetazzo che ci tirerà fuori dai guai.con buona pace degli estimatori di Feldstein, Dornbucsh, e tutta la compagnia. e quindi ognuno per la sua strada.. e buona fortuna

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    7. No l'ora X va tenuta segreta per motivi tecnici oggettivi. Il libro spiega perchè. Il che è un'utilissima informazione. Punto.
      Leggiti il blog "vocidallagermania" e le prime pagine (almeno se non vuoi andare direttamente su siti facilmente accessibili) dei giornali francesi sull'apertura ufficiale dello scontro Germania-Francia (oggi ne trovi una rassegna su dagospia, così ti rendi conto delle abbondanti tracce -eufemismo- che qualunque osservatore attento può aver rinvenuto da mesi).
      L'accenno alla psicanalisi è un chiaro riferimento alla "rimozione" (sfera dell'inconscio), cioè a come idee e emozioni abbiano origine in episodi e antefatti non più ricordati (perchè ciò avvenga deriva da fattori psicologici vari non in sè patologici).
      Tra i meccanismi di un dialogo effettivo c'è anche la predisposizione a considerare la regioni altrui esposte in base a fatti e idee sulle cui fonti cognitive ti ho dato ampi ragguagli. Per condividerli e cioè arrivare a discutere in base a dati di fatto e presupposti che, altrimenti, se non conosciuti, possono ingenerare equivoci e rallentamenti del dialogo.
      Per il resto, la strada è di tutti. Ma non tutte le strade portano allo stesso punto. Specie se si condivide che grillo-benettazzo non sono proprio una prospettiva allegrotta e non si crede realisticamente che possano tirarci fuori dai guai...E magari non prendere come una cosa "astratta" quello che hanno detto Feldstein e Dornbusch (già negli anni 90e in termini oggi puntualmente confermati), proprio sulla inevitabilità dello scontro Francia-Germania

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    8. "Insomma è una questione psicanalitica: le stesse idee che oggi utilizzi dovresti cercare di rammentare da dove le hai tratte"

      Ma siamo al delirio? Se uno ha delle idee si è dimenticato che in realtà sarebbero le tue???


      "L'accenno alla psicanalisi è un chiaro riferimento alla "rimozione" (sfera dell'inconscio), cioè a come idee e emozioni abbiano origine in episodi e antefatti non più ricordati (perchè ciò avvenga deriva da fattori psicologici vari non in sè patologici). [e rimuoviamo l'accento grave da sé e perché, grazie]"

      Purtroppo il narcisismo primario irrisolto porta a un atteggiamento di scarsa empatia verso chi ha delle idee diverse e la strategia difensiva consiste in questo caso nel negare che l'interlocutore (Salvatore) abbia delle sue idee originali. Le idee di Salvatore in realtà sarebbero idee di Quarantotto di cui Salvatore ha rimosso la paternità; Quarantotto precisa che non è un processo patologico (Salvatore cominciava a preoccuparsi) ma semplicemente psicologico. Meno male.
      Io l'avevo detto che quella sua frase sulle "modalità affettive aggiuntive" era terrificante...

      Disclaimer: Tutto quello che ho scritto è basato su idee di Quarantotto di cui io ho rimosso inconsciamente la paternità (la paternità delle idee, non di Quarantotto...).

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    9. Correggo, la frase terrificante era per la precisione:

      "Messaggio affettivo aggiuntivo", (non "modalità").

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    10. Veramente mi riferivo alle idee derivanti dalla divulgazione comunque originata da goofynomics (che evidentemente ti irrita molto non essendo fatta direttamente davanti alle fabbriche). E non certo alle mie, cui ho fatto cenno solo, in realtà, per rispondere sul merito che certe questioni non sarebbero state sollevate prima (e non certo solo da me, ovviamente, essendo un mero divulgatore delle voci dei migliori economisti laddove in Italia siano, non a caso, oscurate). Leggi bene le mie precedenti risposte (lo so è inutile chiederlo) e i toni non erano affatto esasperati come quelli che vuoi usare.
      Questo era un chiarimento a delle altre e successive obiezioni (ma ormai sono rassegnato che leggi solo preocccupato ossessivamente che non si faccia quello che vuoi tu quando lo dici tu, senza farlo tu peraltro, a quanto pare, altrimenti già sapremmo del tuo blog e della tua predicazione tra le genti, nonchè del tuo movimento finalmente efficace e utile).
      Caro CS temo che se uno vuol intendere come gli fa comodo per fare polemica (paludandola di un preteso inascolto a idee differenti "egualmente legittime" e come tali, secondo te, non discutibili nel merito dei fatti) e pesante ironia (la mia risposta sulla psicanalisi era un modo per evitare che potesse fraintendersi esattamente come hai voluto far tu), non gli stia molto a cuore il senso della collettività solidale e della utilità generali...
      E qualunque cosa aggiungerai ti darò ragione senza ulteriore replica (in attesa che mi indichi gli ordini...del giorno e la strategia delle truppe al tuo comando).
      Hai sempre ragione; perchè discutere ancora?

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    11. Ma lo vedi che hai le strategie pronte per ogni evenienza pur di non prendere in considerazione le opinioni altrui?
      Io non penso minimamente di avere sempre ragione anzi. E sì che ho scritto delle cose precise, magari uno dovrebbe pensare che c'è qualcos'altro che genera questo attrito...ma l'elasticità non sembra molto diffusa in certi ambienti.

      E poi per forza che succede che ti dimentichi quello che tu (non io, capisci) hai scritto e risolvi dicendo che voglio avere ragione a tutti i costi.

      Vogliamo leggere insieme?

      In un post scrivi:

      "La tua stessa critica su cu sostieni che ti darei ragione (Francia e USA che riequilibrano il panorama geopolitico in funzione anti-euro) è una analisi che ho esposto da oltre un anno su vari blog (e peraltro riviste scientifiche), in sintonia con lo stesso Bagnai (essendo questo il senso del suo riferimento alla Storia).
      Insomma è una questione psicanalitica: le stesse idee che oggi utilizzi dovresti cercare di rammentare da dove le hai tratte."

      Quindi dici che Salvatore esprime un'opinione che TU (lo scrivi tu sottolineando le riviste scientifiche) hai già espresso da altre parti prima (e anche Bagnai) e successivamente riesci a dire senza ridere che Salvatore ha rimosso il fatto che l'idea è tua. Meno male che non è patologica la cosa, almeno su questo lo hai rassicurato.

      In un post successivo rispondendo a me sulla questione della "rimozione":

      "Veramente mi riferivo alle idee derivanti dalla divulgazione comunque originata da goofynomics (che evidentemente ti irrita molto non essendo fatta direttamente davanti alle fabbriche). E non certo alle mie"

      E no Quarantotto, è alle "tue" eccome, lo avevi scritto prima e lo hai rimosso appunto perché è una strategia che applichi in automatico; e come è ovvio alla fine dici che sono io che voglio avere ragione, che io faccio della pesante ironia su di te!...oh, Quarantotto...sono le tue parole scritte, capisci?
      Quindi come regola generale, che per la verità dovresti conoscere, evita di dire alla gente che le sue idee non sono originali perché sono inconsciamente derivate da quelle di altri.
      Anche una persona del tutto anaffettiva arriverebbe a capire che è una frase estremamente offensiva per chiunque (inoltre il fatto che le idee rimosse siano tue o di Bagnai l'offesa è identica, ci siamo fin qui?...).

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    12. Quindi chiariamo:

      A) Il fatto che non si vada (tra le altre cose) davanti alle fabbriche è ovviamente un errore ma, e l'ho scritto, è anche un problema di fronte al quale ci si dovrà comunque confrontare prima o poi, quindi chissenefrega, non è la questione adesso (no, non sono un operaio).

      B) Il tuo atteggiamento sempre (sempre) mono-tonamente professorale (a tanti piace, lo so) in cui si fanno pure richiami alla mia responsabilità personale da parte di uno che nemmeno mi conosce (tanto per cominciare non c'è un singolo blog di quelli che ho frequentato e frequento al quale non abbia fatto una donazione, non so cos'altro potrei fare al momento) per di più se unito a dei commenti assurdi su questa storia della rimozione delle tue idee; i toni sempre sopra le righe di Bagnai o quelli sempre troppo aristocratici di Piga; tutte queste cose sono semplicemente la prova di quello che ho sempre pensato e cioè che il vero problema per cui ci troviamo in questa situazione è l'assoluta incapacità degli intellettuali di capire che il loro ruolo è fallimentare non "se non hanno capito" ma "se non hanno capito gli altri e non si sono svegliati". In effetti mi dà molto fastidio che non ce ne si renda conto perché siamo ormai agli sgoccioli del tempo disponibile, se aggiungiamo lo sdottoreggiamento come coazione a ripetere (che fai e fate con chiunque abbia un'idea diversa e la "ribadisca", non lo fai certo solo con me) è ovvio che sorgano degli attriti.
      Non sto dando ordini, Quarantotto...mi incazzo a vedere che continuate a fare i professoroni/ini anche quando c'è da fare qualcos'altro che OGGI POTETE FARE SOLO VOI.

      Non so, a me sembra ovvio, ma se sono l'unico a pensarla così per carità continuate pure. Se nasce il movimento mi iscrivo senza dubbio e darò qualche contributo almeno per tutto il primo anno perché qui non è una questione di antipatie a pelle ma di cose leggermente più serie; dal punto di vista della competenza siete le persone giuste.
      Poi col tempo penso che tutti dovranno cominciare a fare delle valutazioni (io e voi, tutti, non sto dicendo solo a te, ok?).

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  22. l'm5s e un partito azienda, il prorietario si chiama beppe casaleggio, lui se ne fa un baffo della democrazia dal basso, in quanto imprenditore con un brand che deve rendere(l'm5s), è piuttosto interessato alla decisione..dall'alto.tutte le decisioni importanti vengono prese dentro cenacoli ristretti, compresa l'epurazione di elementi sgraditi, tavolazzzi, salsi..gli attivisti non contano un c.a.z.z.o, altro che "uno vale uno", provate ad emarginare casaleggio.mission impossible. casaleggio E' IL MOVIMENTO5STELLE.e voi siete la claque, come si conviene con le primedonne.inoltre i boss della macchina5stelle sono profondamente ammanicati con la finanza che conta.(vedere sito casaleggio).la loro strategia? affiancare STRUMENTALEME tutto quello che agita il sociale, purchè abbia appigli per attaccare la politica tradizionale con i suoi attori , la casta, i suoi luoghi deputati,i partiti e le istituzioni, ed utilizzarlo per dare propellente alla macchina del consenso m5s.bersaglio la politica tradizionale, fine ultimo le elezioni.per fare cosa? trasferire tutta , ma proprio tutta la decisione (e..la discussione) politica sul web, dove è facilmente manipolabile. e qui si torna all'attivita di casaleggio, professionista del web-marketing, della pubblicita virale e della "formazione" degli influencer.e cosa centra beppe casaleggio con la tragedia dell'euro? niente. alla fulminea adesione della sua macchina5stelle alle cause no-tav, dei forconi, l'attuale rivolta dei pastori sardi, corrisponde l'imbarazzante indecisione sull'euro-tematiche.e si capisce! abbracciare seriamente la causa anti-euro significa mettersi contro i poteri FORTI che contano e spostare l'obbiettivo dalla casta al funzionamento concreto della macchina finanziaria globale che ha incatenato stati e ceti sociali sull'altare della RENDITA. e questo proprio non si può.piuttosto se uno (che vale uno) ha veramente a cuore la "democtrazia dal basso" deve semplicemente stare alla larga dalla macchina5stelle.

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  23. Salvatore, credimi che quel che dici per me non è affatto una novità. Mi irrita quasi sentirlo, perchè di solito sono io che mette in guardia dal mov 5 stelle.
    Non sono iscritto al movimento 5stelle appunto per questo.
    Seguo il fenomeno Grillo da quando ha aperto il blog, ma mi son sempre tenuto alla larga.
    Ora sul suo blog c'è una proposta per l'uscita dall'euro, la più votata in assoluto dalla base. Vediamo come si comporta in proposito.
    Per me è un esperimento.
    Finchè il movimento sarà manipolato da casaleggio non mi aspetto chissàche. Ma rimane che ci sono 640 voti certificati per la proposta di uscita dall'euro.

    buona serata
    Gian

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  24. ho letto messaggi e articoli di una stupidità notevole. Mi sento in dovere di intervenire in questa discussione.
    il debito pubblico è un grosso problema per il nostro Paese e non se lo può permettere a diffeenza del Giappone che ha un'alta produttività e scarsa disoccupazione, questi fattori, piuttosto che la moneta propria (lo yen) salvaguardano il Giappone da attacchi speculativi di varia natura. Può permettersi i conti non in ordine ed un alto livello di debito perché compensa con un alto livello di pil, cosa che l'italia non fa.
    il debito pubblico è reale eccome e deve rientrare entro determinati parametri deve cioè essere in rapporto con il pil. fate conto che ci sia una bilancia: il pil e il debito devono essere in pareggio.
    ed è questo che il nostro governo si appresta a fare. cercare il pareggio.
    non potendo contare sul pil per poter far crescere il Paese e non potendo reperire i soldi in altro modo può fare solo due cose:

    incentivare politiche di diminuzione del salario medio
    aumentare la pressione fiscale.

    non si può fare altrimenti. si possono reperire ulteriori soldi tramite il gettito derivato dall'evasione fiscale.
    Io qui leggo che il debito non è reale, che i soldi del debito sono soldi virtuali che vengono trasferiti da terminale a terminale. queste sono BALLE. grosse come una casa.

    il problema dell'Italia deriva dal saldo delle partite correnti e dal non allineamento delle valute tra di loro. Non si è posta una soluzione a tale problema e ora non si può fare altro che seguire la linea Monti. può piacere o non piacere ma si deve seguire questa linea che non prevede l'uscita dall'euro.
    non starò a disquisire se la svalutazione sarà più o meno alta (sarà intorno al massimo al 30%) ma il punto è che non si può concordare un'uscita dall'euro né si può lasciare le questione a referendum di varia natura, c'è il rischio di allarmare i mercati.
    rimarrebbero delle trattative segrete ma queste non verranno mai prese in considerazione.
    realisticamente parlando, quando la situazione investirà la Germania sarà essa a mettere in pratica una exit strategy che forse contemplerà una doppia valuta o un margine di aggiustamento della moneta, che attualmente non ha aggiustamenti ed ha un tasso fisso.
    NOn è per dare ragione a qualche troll o per dar torto a tutti voi ma seguire la MMT è da fessi, come da fessi affidarsi ad un saltimbanco come Grillo il quale non ha neanche un piano economico e forse neanche sa cosa sia l'economia.
    i problemi certo non si risolveranno immettendo liquidità come fa saltuariamente la BCE ma di sicuro non si risolveranno neanche uscendo dall'euro.
    come ripeto: non siamo il Giappone, non abbiamo tassi di crescità talmente elevati da poterci permettere, con la lira, di competere a livello internazionale.
    non abbiamo neanche una dignità politica per poterlo fare
    rimane quindi di attendere le mosse della Germania.
    l'estrema ratio di uscire, contemplata anche dal professor Savona, ha molti costi e pochi benefici e ha moltissimi sacrifici.
    mi spiace ma non ci sono alternative a questa situazione.
    a qualcuno potrà non piacere ma la politica dell'Europa la detta la Germania e le sue banche e noi siamo nelle loro mani.

    fa piacere comunque vedere che almeno qui si tenta di ragionare.

    buona serata

    F. Nardini

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    1. ma quando dici :""non potendo contare sul pil per poter far crescere il Paese e non potendo reperire i soldi in altro modo può fare solo due cose:
      incentivare politiche di diminuzione del salario medio
      aumentare la pressione fiscale."" avresti ragione se il moltiplicatore fiscale fosse quello stimato di 0,5, ma mi sembra che invece come riconosciuto dal FMI sia oltre 1 per cui quel tipo di politica economica è fallita in partenza.
      Attilio

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  25. "Io qui leggo che il debito non è reale, che i soldi del debito sono soldi virtuali che vengono trasferiti da terminale a terminale. queste sono BALLE. grosse come una casa"

    Dove lo hai letto??? Qui non lo dice nessuno. Qui si dice che quello che suggerisci tu sta facendo peggiorare il rapporto debito /pil invece di migliorarlo.
    Chi l'ha detto che non si può fare niente per il Pil? Leggi questo di un economista "non di sinistra", Gustavo Piga, e discutiamone senza partigianerie un po' compiaciute (tipo l'esordio sulla generale stupidità di quelli che scrivono su questo sito compensato alla fine da un "fa piacere comunque vedere che almeno qui si tenta di ragionare"; si vede che ci tieni al pareggio di bilancio...).

    Insomma parliamo di questo:

    a) Indipendentemente dalle condizioni del ciclo economico, le manovre fiscali restrittive via minore spesa pubblica riducono nel breve periodo il PIL. Se sono iniziate in una recessione lo riducono su tutto l’orizzonte temporale della simulazione.

    b) Attuare politiche di consolidamento fiscale in periodi di crescita economica negativa è decisamente peggiore che in periodi di crescita economica positiva (anche in questi casi la politica fiscale di più tasse o meno spesa fa comunque scendere il PIL, ma meno);

    c) Nelle recessioni, i tagli di spesa fanno più male (al PIL) che gli aumenti delle tasse. Gli aumenti di spesa fanno invece “più bene” che le diminuzioni delle tasse.

    d) Se nelle recessioni si taglia la spesa (e il PIL comunque cala, come detto sopra) è meglio farlo gradualmente che non bruscamente. Ovvero, se nelle recessioni si aumenta la spesa pubblica (ed il PIL comunque aumenta) è meglio farlo bruscamente che non gradualmente.

    e) Addirittura leggiamo che “”nel contesto europeo, un credibile impegno per una attuazione responsabile del Fiscal Compact potrebbe essere necessaria.” Dove per “responsabile” si intende manovre restrittive più graduali.

    f) Le riduzioni di spesa pubblica durante le recessioni tendono nell’area euro a far aumentare i tassi d’interesse reali via deflazione non compensata da politiche monetarie sufficientemente espansive.

    g) Le riduzioni della spesa pubblica, specie se ampie, in media, ritardano la transizione verso la ripresa economica, perché rendono la recessione nel periodo successivo più probabile. Nel primo trimestre dopo la riduzione di spesa pubblica la probabilità di entrare in un regime recessivo aumenta di 15 punti percentuali, nell’area euro.

    h) In Italia, con una diminuzione brusca della spesa pubblica il livello del debito pubblico sul PIL comincerebbe a scendere solo dopo 14 trimestri contro i 12 di un approccio più graduale alla riduzione della spesa (purtroppo non mostrano cosa succederebbe al debito sul PIL in caso di aumento di spesa pubblica finanziato da aumento di tasse oppure con un aumento di spesa in recessione seguito da taglio di spesa in espansione).

    Particolarmente importante per me e per quel che sostiene il blog da tempo è il punto c): gli effetti della spesa pubblica essendo più potenti delle tasse, la mia proposta (p.s.: di Stiglitz, l’ho solo rubata) in recessione di aumentare la spesa pubblica con pari aumento delle tasse (senza deficit) è decisamente espansiva. Peccato che gli autori non ne esaminino l’impatto sul rapporto debito-PIL: che sarebbe ovviamente quello di farlo calare, con PIL che cresce. Spesa pubblica espansiva oggi, senza deficit, maggiore PIL, minore debito-PIL, minori tassi d’interesse e parte il circolo virtuoso che permette a quel punto di rafforzare l’Europa come Unione da applaudire ed amare perché genera crescita e non sofferenza, finendo poi, nella ripresa, per riabbassare i livelli di spesa pubblica, l’unica cosa che i governi europei non hanno mai sorvegliato e preteso, e Dio sa se dovevano farlo allora, altro che austerità oggi.


    Che dici?





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    1. Per la precisione; sta sul blog di Piga, che condivide, ma è un lavoro che è stato stampato sulla collana Working Papers della pericolosa organizzazione comunista detta Fondo Monetario Internazionale.

      http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12190.pdf

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  26. Prendo atto della tua scuola di pensiero. Ma questa scuola di pensiero non corrisponde alla visione attualmente in voga alla Bocconi e in altre università italiane.
    Noi che siamo usciti da questa scuola teorizziamo principalmente 3 cose:

    1. riordino del debito pubblico
    2. diminuzione del costo del lavoro
    3. aumento delle tasse e politiche di austerità.

    ovviamente per austerità intendo aumento delle tasse quando il Paese si trova in recessione e cioè quando ha bisogno effettivo di nuove entrate.

    per diminuzione del costo del lavoro intendo taglio netto dei salari o licenzialmento per spingere le aziende a risparmiare sui costi del lavoro e quindi a poter esportare essendo più competitive

    l'aumento delle tasse serve per riequilibrare il rapporto pil debito pubblico.

    tu invece sei per un tipo di economia comunistoide ma questo non viene studiato alla Bocconi mi spiace molto.
    intipendentemente da ciò il pensiero neoclassico aborrisce categoricamente il tuo modo di pensare.

    quello che ci vuole è riproporre le condizioni che hanno condotto al boom economico in Italia e cioè basso costo del lavoro ed espansione economica.
    oggi un operaio guadagna almeno 1000 euro e questo è inaccettabile da un punto di vista di produttività. bisogna competere con la cina. ritengo accettabili i salari Serbi e cioè di 300-400 euro al mese.
    a dirla tutta l'ideale sarebbe un uso gratuito di forza lavoro ma questo oggi è impensabile a meno di non tornare alla schiavitù, condizione ottimale per uno sviluppo armonioso della società.
    senza arrivare a simili eccessi quello che ci vuole è aumento delle ore di lavoro e almeno dimezzamento dei salari onde spingere le aziende a maggior produzione riducendo i costi.

    le tasse servono poi per migliorare i conti pubblici, ne deriva che è necessario anche un taglio drastico dei servizi. i soldi andranno deviati a tenere i conti in ordine, a foraggiare le banche e a rendere possibile il pareggio di bilancio.

    quello che teorizzi te, l'autore del blog e il signor Piga è puro anarchismo con contorni di leninismo sovietico. inattuabile in un europa moderna.
    va da se che il tutto va inquadrato in logiche democratiche allorché queste non siano d'impaccio al sistema economico, se ciò accadesse la stessa idea di democrazia andrebbe rivista per impedire che prevalga sulle logiche di mercato.

    F. Nardini

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    1. Nardini, la tua ricetta per uscire dalla crisi sarebbe quella di portare gli stipendi a 3-400 euro al mese?
      Questo non pensi provocherebbe l'impossibilità di pagare i mutui per le case ed i prestiti in essere, con il conseguente deterioramento dei bilanci delle banche?

      Saluti, Paolo

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    2. Si e dovremmo pure crederti?Due sono le cose o fai proprio ridere o la tua moooooooolto probabilmente è una supercazzola!(vero)?

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    3. Ah ecco, Bocconi! volevo ben dire. Ma li gli insegnanti sono tutti nominati come Monti, ope legis? Si vedono i risultati.

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    4. Ma no, è sempre il solito scassaminchia. 'mmazza che palle

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  27. non capisco perché se uno non la pensa come voi è uno scassaminchia! mah

    riguardo i mutui si concorda con le banche dei tassi agevolati o una rateizzazione che possa venire incontro alle esigenze del contraente.
    Io non dico che bisogna necessariamente mettere uno stipendio di 300-400 euro ma almeno aumentare le ore di lavoro e ridurre i salari del 20-30%.
    oppure aumentare drasticamente le ore di lavoro e ridurre di 100 euro.
    cose di questo genere. così si stimola le aziende a contenere i costi.

    F. Nardini

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  28. Ma la frase "Date da bere agli assetati" a te non dice nulla? Ah gia! L'acqua sarà solo privilegio di pochi, si da solo a chi ce l'ha gia. Bel gioco di prestigio quello di dissetare la gente privandola dell'acqua (in tutti i sensi) complimenti ...

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  29. cosa c'entra l'acqua agli assetati! io posso anche comprendere il vostro pensiero di sinistra ma vedete, all'università di economia il pensiero vigente è classista e di destra.
    questo vuol dire che ci sono persone che hanno valore e altre che non le hanno e i soldi fanno la differenza, il potere idem.
    chi conta va salvaguardato e chi conta è il banchiere, l'impresario, il politico, il ricco.
    chi conta relativamente va salvaguardato relativamente e cioè la classe media.
    chi conta poco va salvaguardato poco.
    ci sono poi persone che non contano nulla e a mio avviso non dovrebbero neanche votare ma solo lavorare possibilemente gratis, anzi dovrebbero loro pagare il datore di lavoro perché gli fa fare qualcosa.
    io capisco che per voi queste sono cose assurde ma è la vita.
    gli interessi vengono prima di ogni altra cosa o quasi.
    Poi quegli interessi prima o poi renderanno la vita migliore anche alle persone nel fondo della scala gerarchica.

    F. Nardini

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    1. Sig. Nardini, le figure come la sua mi incuriosiscono molto. Per indole sono una persona molto curiosa e la grettezza umana è quella che mi affascina di più. Già poiché si può essere gretti anche cercando di passar per cinici e per satiri. La sua, infatti, mi sembra una rappresentazione operistica di satira donchisciottiana. A tal proposito, mi interrogo su cosa la spinga ad elargire pillole di aridità intellettuale ed umana? Lo scherno? lo scherzo? O solo futile ignoranza?
      L'ignoranza di chi ignora, sia ben inteso.
      Ignora se stesso come il prossimo ed il perché della sua presenza in questo realtà.
      Messa così, mi verrebbe da dire: "Che tristezza!"
      La vita, però, è un gioco arduo ed ogni avversario, per quanto "vile" va rispettato e con onore seppellito.
      Mi perdoni la durezza dell'ultima frase e non la prenda sul personale.
      La mia intenzione è solo lasciar riflettere e non certamente giudicare o ergermi su di un piedistallo filosofico. Questo lo lascio volentieri a chi, avidamente, dimostra più tenacia evidentemente della mia.

      Un saluto,
      Elmoamf

      P.S.: non sarà mica Lei quel Franco Nardini prof di Matematica Generale e Finanziaria presso la facoltà di Economia all'università di Bologna o magari è solo un omonimia!

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Elmo mi stai proprio simpatico. Ci sono varie teorie sui troll. Ma anche accettando il rischio to feed them, ho l'impressione che la identità sia stata accuratamente selezionata per amplificare l'effetto deliberatamente ricercato...Che ne dici se in coda ci scambiamo piuttosto opinioni sulle correnti artistiche del 900 o sulla dissonanza congitiva a partire da Husserl? Ci si può divertire sempre e comunque di fronte alla follia, rimanendo creativi :-)

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    4. Nardini... Ah!! Quello della grappa!!! Adesso e' tutto mooooooooolto chiaro. XD XD
      Leonardo IL_CECCCHE

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    5. Caro nardini, tu mi capisci molto bene se ti dico che sinistra e destra non c'entrano ... qui si tratta di alto e basso. Ma voi amici occulti amate molto lanciare larve e sfruttare il prossimo per appunto (il proprio interesse), stai attento! Tu non sai con chi stai parlando! Qui siamo immuni dalle tue larve!!

      A buon intenditor poche parole, arrivederci (e presto)

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  30. Caro Quarantotto,
    Non ho dubbi sulla selezione delle identità.
    E sinceramente, non per presunzione...ma per constatazione.
    Ho perso ormai da svariato tempo i denti da latte e la natura umana, per quanto altera e misteriosa, mostra spesso i suoi lati lucidi (oscuri e pertanto identificabili)...suo malgrado.
    Ciò detto, mi è sorto un dubbio atavico di comprendonio sulla Tua interlocuzione "in coda" (!?!).
    Premetto, sono un "reietto" culturale. Di filosofia, come di economia od antropologia...sociale.
    Ritengo di essere, giusto un poco, un misero e perso pensatore.
    Sarà forse per questo che l'esistenzialismo sia una delle mie brame più recondite?
    Chissà!
    Nondimeno la curiosità è la mia motrice universale (ritengo) rispetto alla necessità di conoscenza ed approfondimento dei comportamenti umani. Siano essi indotti o condotti. Consci od inconsci. Umani o altro !?!
    Economia, politica, società o filosofia, siamo tutti immersi nella stessa evidenza.
    E questa evidenza...
    Non basta osservarla è necessario anche cercare di valutarla, comprenderla e (nel limite ognuno delle proprie possibilità) raffinarla sino, infine, a concentrarla nella sua essenza.
    Sono conscio di aver ormai qui "svalvolato".
    Uscito fuori tema (economico) ma magari non troppo.
    L'economia come la politica, personalmente ritengo, sono null'altro che una branca delle relazioni umane (sociologiche ed antropologiche) e pertanto da esse, personalmente intendendo, non si può prescindere nel valutare le azioni e conseguenziali reazioni.

    Un caro saluto,
    Elmoamf

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  31. @Quarantotto

    P.S.: Grazie per la simpatia espressa. Nei confronti della quale sinceramente ricambio.

    Elmoamf

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  32. xCS
    non darei tanto peso alla psico-polemica del dottorquarantotto, credo di evere risposto adeguatamente al suddetto con il mio riferimento a benettazzo.punto.
    piuttosto vorrei insistere ancora sulla colonna portante dell'impianto teorico di bagnai e 48, che ci fa fare sonni tranquilli circa l'ineluttabilitò del tramonto dell'euro.secondo i nostri eroi le potenze debitrici con l'estero, usa e francia presto si accorderanno per mettere a cuccia i tedeschi, e quindi farla finita con deflazione e austerità (pro-rendita) ed iniziare politiche globali deficit-spending, magari moderatamente inflattive che alimentino la domanda effettiva ecc.ebbene io non credo che le cose stiano così. obama non ha grandi margini di manovra, con la camera a maggioranza repubblicana, le agenzie di rating (cosa inconcepiblile solo pochi anni fa) che gli impongono politiche di pareggio di bilancio pena il declassamento ecc.insomma non si fanno i conti con l'oste, cioè con gli oligopoli finanz-capitalistici che hanno disarticolato i tradizionali strumenti di politica economica nazionali.in quanto alla francia, forse più che sperare in un sussulto di grandeur, bisognerebbe preoccuparsi su che fine farà la force-de frappè quando hollande per pareggiare i conti domestici dovrà iniziare i saldi di fine stagione. esattamente come l'arsenale unione sovietica ai tempi di eltsin. d'altronde il conformismo e l'acquiescenza dominanti vanno d'amore e d'accordo con le politiche d'austerità, altrettanto come i romanzi a lieto fine.se mi sento soddisfatto, perchè agire?

    RispondiElimina
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    1. Caro Salvatore, il dramma è che tu, Quarantotto e io stiamo dalla stessa parte eppure l'intesa è difficile.
      Bisognerebbe capire che esistono delle questioni "prima" di sensibilità (uno chiede a mamma e quella te le insegna) che però poi si trasformerebbero inevitabilmente in problemi di ben altro tipo per cui uno che se ne accorge mette le mani avanti.

      Io non do direttive a nessuno, parlo solamente senza fronzoli e casomai il mio difetto è un'esagerata prevenzione contro l'autorità e le gerarchie magari anche solo implicite (a proposito di talenti ermeneutici sopravvalutati...); e l'illusione ottica che io voglia comandare deriva unicamente dal fatto che sono l'unico a parlare di certi argomenti "da pari a pari". Se, volesse il Cielo, fossimo in tanti ad affrontare certe problematiche io sarei solo uno dei tanti che esprime la sua opinione.

      Di chi è la colpa di questo? Di certi atteggiamenti del cavolo elitari che mettono alla gente una soggezione di cui non poi si rende nemmeno conto. A questo elitarismo di Quarantotto (e di tanti altri) fa da contraltare l'onestà e la sincerità del suo impegno ma temo che non basterà.

      Non impermaliamoci in modo irreversibile però, che delle buone basi ci sono.

      P.S.: Sulla force de frappe io non mi preoccuperei troppo, ti dirò...;)


      Buona serata a tutti




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  33. non si tratta di essere insensibili ma di essere realisti e obiettivi.
    Anni fa il mio professore di economia volle estremizzare fino al limite una teoria secondo cui più si appare e più si è. Misurò il grado di importanza di una persona con un numero che chiamò BTM. ad ogni persona corrispondeva un numero BTM, maggiore era il BTM più valeva quella persona.
    Prendiamo un esempio: Berlusconi - noto a tutti - vale circa 50.000 BTM, un qualunque vip televisivo vale altrattanto se non di più.
    Bonolis ne vale 45.000, Emilio Fede 40.000, Piero Angela 35.000.
    i BTM equivalgono ad un'unità umana meglio nota come Bambini del Terzo Mondo (BTM).
    una escort, per capirci, vale circa 4000 BTM.
    al di sotto dei 10.000 BTM si vale poco.
    va da se che un BTM non vale niente.
    Prendiamo un calciatore: Francesco Totti, egli vale circa 100.000 BTM, la sua vita è inestimabile. quella di un BTM non conta nulla.
    in base a questa equazione forse vi è più chiaro cosa e come si vale oggi.

    F. Nardini

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    Risposte
    1. L'incapacità di esser presenti a se stessi equivale alla propria aridità d'animo.
      Ne tragga le proprie deduzioni ed ai demoni dell'esistenza lasciamo l'ardua sentenza.
      Personalmente, nei confronti della sua persona, esprimo un commiserevole...Che amarezza!

      Un saluto,
      Elmoamf

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    2. Quanti BTM si stima di valere lei?
      Gian

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    3. Mi scuso per non avere potuto cancellare per tempo questo commento che mi sembra inopportuno e spregevole...vede signor Nardini (o chiunque tu sia), noi qui cerchiamo di ragionare per rendere l'economia una scienza sociale e razionale di distribuzione delle risorse in cui ogni uomo vale uno a prescindere dalla sua visibilità, notorietà, etc...se siamo ridotti a questo punto di miseria umana è perchè per tanto tempo abbiamo lasciato troppo campo libero a voi, ai vostri indici BTM, ai vostri idioti professori di economia (anche se dubito dell'esistenza di un simile professore e qualora fosse in vita meriterebbe senz'altro una bella denuncia...)...il commento rimane a futura memoria dell'idiozia umana (se avesse fornito questa notizia distaccandosene con sdegno lo avrei pure accettato, ma siccome sembra compiacersene mi pare che lei rientra a pieno titolo in questa categoria), ma se continua su questa linea di imbecillità sarò costretto a censurarla come tutti i troll che vanno e vengono in questo blog...
      Si diverta pure finché può, ma stia pure certo che prima o dopo arriviamo a fare un pò di pulizia dall'impudicizia economicista da cui siamo stati invasi per tanto tempo...anzi, sa che le dico, noi siamo già arrivati e mi dispiace se lei ancora non se ne sia accorto...

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  34. la discussione ha preso una brutta piega. Ormai siamo su toni macchiettistici, quasi surreali.
    il discorso sembra una via di mezzo tra l'apologia del nazismo e l'eugenetica sociale. L'aridità raggiunge picchi talmente elevati che presumo che questo signore, con la sua sola presenza, sia in grado di far seccare ciò che tocca, quasi fosse Attila: dietro di lui non cresce più l'erba.
    Ho l'impressione di parlare con un automa. Un qualcosa di artificiale, di finto, di fasullo.
    Un economia da burocrate, hitleriana, arida, di numeri. per questo tizio le persone sono numeri, come dovevano esserlo per coloro che misuravano la contabilità nei campi di sterminio.
    l'alienazione mentali raggiunge, nei suoi scritti, vette patologiche, da TSO, da ricovero d'urgenza in un nosocomia.
    signor F. in lei vedo una netta rottura tra realtà e psiche.

    lei è schizofrenico

    non se la prenda. è un dato di fatto.

    Fernando

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    1. Il Signor Nardini è una persona davvero inquietante, ma spero per lui che stia solo scherzando e recitando una parte...in ogni caso, mi sto adoperando per eliminare tutti i suoi commenti offensivi e lesivi della dignità umana, dato che in questi ultimi giorni sono stato un pò assente...si tratta comunque di un troll, che verrà bannato ad ogni passaggio e come tutti i troll prima o dopo si scoraggerà e scomparirà nel nulla...

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  35. guardate qui.

    c'è da che riflettere. a quanto pare gli insulti non sono una prerogativa solo di troll e disturbatori vari

    http://teleipnosi.blogosfere.it/2012/03/elsa-fornero-insulta-gli-italiani-mangiaspaghetti-e-fannulloni-offriamole-la-cittadinanza-tedesca.html

    Fernando

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    1. In effetti se la Fornero ha un'opinione così brutta e spregevole degli italiani potrebbe sempre andarsene in Germania o dovunque crede...peccato però che non capisca che il salario minimo garantito, oltre ad essere un istituto di difesa della dignità dell'uomo utilizzato in tutti i paesi più civili del mondo, è anche un modo per far riprendere l'economia e i consumi e rimettere a posto quei numerini che a lei e al suo governo non tornano mai...

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  36. Grazie Piero per quello che hai fatto e stai facendo con il tuo meraviglioso blog, però ora io oso chiederti un impegno ulteriore. Penso che chi come me pur capendo bene i tuoi articoli, anche quelli abbastanza complessi, non ha la capacità di esporre, trattare ed argomentare con la giusta disinvoltura i temi della macroeconomia, ma che ha voglia e sente il dovere di divulgare il nostro pensiero sull'economia, abbia bisogno di un aiuto. Ho visto la bozza del manifesto di Barnard sulla MMT (di cui condivido i contenuti)e allora mi è venuto in mente di farti questa richiesta:"perchè tu, aiutato magari dagli altri ottimi frequentatori del blog, non provi a redigere un documento, in cui si espone in modo chiaro, come sai fare, ma anche sintetico, con tabelle e grafici di riferimento, sul perchè è vitale uscire dall'Euro?" Credo che come me altri tuoi lettori ne potrebbero trarre grande aiuto e supporto per informare una moltitudine di persone (amici, conoscenti, colleghi di lavoro, parenti) che dell'economia hanno ancora una concezione tolemaica.
    Grazie comunque e buon lavoro.
    ATTILIO

    RispondiElimina
  37. una domandina facile facile per i saputelli del blog.

    1. perché se Monti viene accusato di fare un pessimo lavoro il debito pubblico è in costante calo?

    da cui derivano

    2. perché si attacca questo governo quando sta rimettendo a posto i conti del Paese?

    vediamo se siete in grado di rispondere

    F. Nardini

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    1. Il debito pubblico è arrivato a 1995 miliardi, cresciuto di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente. Il dato è nell'ultimo bollettino di Bankitalia.
      E questo credo sai sufficiente a seppellirti sotto le macerie di cui sopra.

      Tito

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    2. @ F. Nardini


      Direttamente da World Economic Outlook October 2012, pubblicazione del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE liberamente scaricabile a questo link

      http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/02/pdf/text.pdf

      pagina 191 real Gdp Italia 2012 meno 2,3 %, 2011 + 0,4 %

      pagina 191 Real Total Domestic Demand 2012 meno 4,6 %, 2011 meno 0,9 %

      pagina 198 Consumer Prices 2012 + 3.0 % 2011 + 2,9 %

      pagina 202 Gross Debt (percent of GDP) 2012 126,3 %, 2011 120,1 %

      Per quanto concerne il tasso di disoccupazione in Italia basta che vada nel sito dell’Istat

      www.istat it

      Nella pagina iniziale ha la possibilità di cliccare il tastino tasso di disoccupazione e, come per incanto, le apparirà un grafico…non le voglio dare anteprime, a lei la sorpresa.

      Michele

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  38. (ANSA) - ROMA, 13 NOV - Il debito delle Amministrazioni pubbliche di settembre aumenta di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, a un nuovo massimo storico pari a 1.995,1 miliardi.
    Lo comunica la Banca d'Italia. So what?

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    1. Nei primi nove mesi del 2012 le entrate tributarie sono state pari a 280 miliardi, in aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel solo mese di settembre le entrate sono state pari a 22,6 miliardi, sostanzialmente invariate.
      L'incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (11,6 miliardi), l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, detenute presso la Banca d'Italia e in impieghi della liquidità (8,6 miliardi). Nei primi nove mesi dell'anno l'incremento del debito (88,4 miliardi) riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (61,9 miliardi), l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (21,7 miliardi) e l'emissione di titoli sotto la pari (5,2 miliardi). Nei primi nove mesi del 2012 il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche è stato superiore di 0,9 miliardi a quello registrato nello stesso periodo del 2011 (61,0 miliardi). Escludendo le erogazioni in favore della Grecia (5,0 miliardi nel 2011), la quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'European Financial Stability Facility (EFSF - 2,2 miliardi nel 2011 e 17,1 nel 2012) e le misure relative alla Tesoreria unica (che hanno comportato nel 2012 il riversamento nella Tesoreria centrale di 9,0 miliardi da parte degli enti decentrati), il fabbisogno del 2012 sarebbe in linea con quello del 2011.
      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/11/12/BANKITALIA-TORNA-FIDUCIA-ITALIA-RISCHI-POLITICA_7781749.html

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  39. SUGLI ORRIDI TROLL "SPUTANDUM EST", E' LECITO SPUTARE !

    Mi auguro che l'amministratore elimini i deliri schizzofrenici dell'ORRIDO "TROLL BRIATORESCO" che ammorba questo meraviglioso post e blog ! Trovo estremamente repellenti le deiezioni che questa bestia, o ripugnante forma di vita, depone senza sosta e senza freno, perché i suoi satanici deliri, fatti di merda e sangue, infastidiscono, disturbano e impediscono il piacevole dibattito nel blog ! A tutto c'è un limite !

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  40. Mi scuso se faccio una domanda che forse ha già avuto risposta in altre parti del blog o in quello di Bagnai. Lasciando da parte il sedicente bocconiano perduto, mi è venuto in mente un'argomento che ho sentito ripetere più di una volta dai sostenitori di "senza l'Europa saremmo finiti nel Mediteraneo". Argomento che è stato ripreso anche nel dibattito tra i partecipanti alle primarie del PD, in specifico da Bersani. Viene sostenuto che il calo del tasso d'interesse sui titoli di stato italiani, con l'ingresso nell'euro, avrebbe consentito risparmi dell'ordine di "100 miliardi di euro all'anno", e quindi "se fossimo stati bravi avremmo potuto approfittarne e diminuire considerevolmente il debito pubblico".
    C'è qualcosa che non mi torna, e mi sa tanto di visione apologetica e distorta di quanto in realtà è successo. Qualcuno mi sa spiegare la cosa?
    Grazie
    Tito

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    1. Dal 1999 al 2007 (il periodo del “dividendo”) l’inflazione in Italia era al 2.3% in media, con tassi d’interesse mondiali attorno al 3.7%. Lo scenario con tassi da terzo mondo per l’Italia fuori dall’euro, non corrisponde a logica perchè non tiene conto della situazione dei mercati internazionali nel decennio appena trascorso: i risparmi accumulati da alcune economie emergenti determinavano (e tuttora determinano) una notevole offerta di liquidità a livello globale. È l’eccesso di risparmio globale, descritto da Ben Bernanke nel 2005, che ha contribuito all’abbassamento del costo del denaro in tutto il mondo...

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  41. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  42. il problema non è il debito pubblico (NON E' IL DEBITO PUBBLICO!) che nel decennio "glorioso" dell'euro ha avuto un andamento DISCENDENTE, da noi, addirittura di consistenza "risibile" in paesi-pigs come la spagna e l'irlanda.il problema è il kombinat espolosivo INDEBITAMENTOPRIVATO-DEFICITDELLABILANCIADEIPAGAMENTI che ha favorito solo gli uberalles, in quanto anno prestato ai pigs i soldi per comprare le loro bmw(*).adesso rivogliono indietro il grano, da qui le politiche di austerità, da qui la spirale da "schema ponzi" che sta portando i pigs nel baratro greco.(**)
    (*)e perchè gli uberalles hanno sbaragliato la concorrenza? grazie alla deflazione (contenimento) salariale interna. da qui bassa inflazione, e PREZZI COMPETITIVI (se si hanno pochi soldi per comprare i prezzi non aumentano),mentre nei paesi-pigs l'inflazione aumentava (grazie all'indebitamento facile favorito dalle banche-uberalles la gente aveva + disponibilità di spesa e i PREZZI AUMENTAVANO).
    (**)che cos'è lo schema ponzi?se io ho un debito con interessi x1 che non riesco a restituire, mi devo indebitare ulteriolmente e quindi pagare interessi x2 per far fronte agli interessi x1. ma se non riesco a pagare..e cosi via all'infinito.gli stati che finiscono nella spirale dello schema ponzi hanno spread, cioè interessi da pagare sul debito pubblico elevatissimi.è l'anticamera del default.

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  43. Innanzitutto complimenti per il blog Piero.
    A proposito di svalutazione/competitività c'è questo studio di Krugman.
    Con una BC nel pieno delle sue funzioni non schiava dei tassi di mercato, qualunque attacco speculativo finisce per riflettersi in maniera positiva sull'economia atravaerso il meccanismo del cambio, invece di svalutare il lavoro con stipendi da fame a 3/400 euro che tanto piacciono ai "simpatici" troll.

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  44. BILDERBERG
    Mentre stiamo a discutere per fare qualcosa, e' in corso in queste ore la riunione del gruppo bilderberg a Roma, avente per oggetto la fase finale del governo del golpe, il commissariamento e la svendita finale dell'italia. Partecipa , festante, mezzo governo , un De Benedetti, amato, bernabe' e tanti altri. Fonti varie nel web, soprattutto dagospia. notizia apparsa sul giornale e prima su libero e subito cancellata, tace il resto della grande stampa asservita alla finanza internazionale.

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  45. C E´ANCHE CHI NON CI STA ALLA DITTATURA ECONOMICA DELLE BANCHE E FA SENTIRE LA SUA VOCE -
    L'Islanda, uno dei pochi paesi ad essere uscito dalla crisi, è oggi ai primi posti per crescita e partecipazione, agli ultimi per disoccupazione

    Ment
    re nel resto d'Europa le economie nazionali fanno segnare record negativi, l'Islanda si distingue con una disoccupazione in calo al 6 per cento ed una crescita per il 2012 del 2,4. Intanto, prosegue il percorso partecipativo, con la nuova costituzione ormai pronta, nuove piattaforme online per la democrazia diretta ed una più equa distribuzione delle ricchezze.

    La notizia si riassume tutta nei dati Ocse sullo sviluppo usciti circa un mese fa. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha stilato come al solito la lista delle previsioni economiche dei paesi membri per il biennio 2012-2013. Scorrerla è come osservare una mappa della peggiore crisi economica della storia.
    La disoccupazione raggiungerà il 18,5 per cento in Grecia, il 22,9 in Spagna, il 14,1 in Irlanda e il 13,8 in Portogallo. Portogallo, Grecia e Italia saranno in recessione: le loro economie si contrarranno rispettivamente del 3,2 per cento, del 3 per cento e dello 0,5.
    Ma basta soffermare lo sguardo altrove per osservare dati del tutto differenti. Parliamo dell'Islanda. Una crescita prevista del 2,4 per cento nel 2012, la disoccupazione scesa al 6 per cento. Parliamo di cifre sbalorditive in tempi come questi. Soprattutto se le confrontiamo con quelle di qualche tempo fa, quando l'Islanda – fra le prime nazioni ad essere colpite dalla crisi - faceva registrare le prestazioni peggiori a livello mondiale.

    Insomma, proprio la nazione che si è opposta fermamente al ricatto globale del debito, che ha riaffermato la propria sovranità popolare rifiutandosi di pagare per gli errori commessi da banchieri e speculatori privati, è anche quella che si è ripresa meglio dalla terribile crisi che gli era piombata addosso. Ci sarà forse una relazione?
    Leonardo IL_CECCHE

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  46. Ma come, ci si chiederà, non avevano detto che l'Islanda sarebbe stata la Cuba del nord? Non aveva, l'élite finanziaria mondiale al completo, condannato il paese ad un destino di estrema povertà, se i suoi cittadini non avessero seguito alla lettera i dettami di Fmi, Bce, Ue? Sì, lo avevano detto, sì lo avevano fatto. Ma gli islandesi, gente di mare, schietta e testarda, non c'erano stati. Con bendue referendum, con esiti plebiscitari, avevano affermato che quel debito privato loro non l'avrebbero pagato. I fatti stanno dando ragione agli islandesi.
    E non è tutto. Il popolo islandese ha portato avanti il percorso di democrazia partecipativa avviato con la cosiddetta “rivoluzione silenziosa”. Adesso ha una nuova costituzione già pronta, redatta da un'assemblea democraticamente eletta con l'aiuto di internet ed il controllo e l'ausilio continuo della cittadinanza, che aspetta di essere approvata con un referendum nei primi mesi del 2012.
    Alcune città, fra cui la capitale Reykjavík, si sono dotate di piattaforme online per la democrazia diretta, che cercano di stimolare e coinvolgere sempre di più i cittadini nelle decisioni delle amministrazioni, in un circolo virtuoso di partecipazione sociale.
    Dal luglio 2010, poi, l'Islanda è un vero e proprio paradiso per giornalisti e liberi pensatori di tutto il mondo. Il 16 luglio 2010, infatti, il parlamento ha approvato una legge che garantisce a pieno la libertà di espressione, con una tutela specifica per internet. Viene garantita l'impunità a chiunque pubblichi su internet informazioni riservate militari, giudiziarie o societarie ed è tutelato anche chi viola un segreto di stato. L'Islanda promette dunque una copertura quasi totale ai disvelatori di segreti, e non potrà dare esecuzione ad alcuna rogatoria estera che miri ad oscurare un sito internet islandese contenente tali informazioni.
    Infine, un'altra recente statistica pubblicata dall'Ocse mette l'Islanda al terzo posto assoluto per quanto riguarda l'equità della distribuzione delle ricchezze. Volete sapere gli ultimi in classifica – ovvero i paesi con maggiori disparità economiche-? Nell'ordine, dal peggiore, Cile, Israele, Italia, Portogallo, Gran Bretagna e Stati Uniti. Tutti paesi che hanno sperimentato politiche ultraliberiste o sono andati incontro ai famigerati “salvataggi”. Siamo ancora sicuri che la strada che ci è stata imposta – a noi, cittadini italiani - per uscire dalla crisi sia la migliore?

    Non vi sembra curioso che nessuno ne parli, ossia che i media ci tengano all'oscuro che l' unico paese che si e' veramente rifiutato di seguire NWO sta guadagnando la liberta? .... La mia speranza e' che possano andare avanti verso una strada libera e che siano di esempio per chi non ha il prosciutto sugli occhi
    Leonardo IL_CECCHE

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  47. IL COMMENTO E' STATO RIPORTATO COSI', come lo avevano scritto. Credo che in questo contesto non stoni affatto. UN saluto
    Leonardo IL_CECCHE

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  48. Guardate questo video...a me è venuta l'acidità di stomaco...

    http://www.byoblu.com/post/2012/11/12/I-piani-sullEuropa-del-PD.aspx


    Michele

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  49. Sono molto triste. purtroppo vedo che molti dei miei commenti sono stati cancellati, evidentemente le mie perle di saggezza non sono state recepite. ciò mi addolora. Non mi resta che andare via. Evidentemente non sono stato compreso. Io illumino le vostre tristi vite, apporto una luce nell'ombra che ci circonda. Purtroppo non posso che rilevare come il curatore di questo blog sia poco democratico e cancelli tutti i messaggi che non sono attinenti con la sua dottrina.

    io vi saluto. non mi vedrete più.

    F. Nardini

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  50. Poveri ciucci ormai questa guerra l'avete persa, sarete nostri schiavi solo noi siamo gli unici eletti. Lavorate e soffrite schiavi!!!

    Ho gia segnalato il blog, lo chiuderanno presto. Nessuno potrà piu ribellarsi a NOI!!!

    F. Nardini

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  51. Nardini se facessero i campionati mondiali di trollaggine, non avresti nessuna difficolta', saresti di gia' in finale !!!!! XD XD XD
    Leonardo IL_CECCHE

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  52. Gent.le Piero,
    la Grecia secondo te fallirà entro il 2013? O la terranno in vita artificiosamente? E l'Italia? E' consigliabile ritirare i propri soldi e tenerli sotto il materasso, anche in forma di dollari o franchi svizzeri?
    Grazie.
    Simone

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