mercoledì 25 gennaio 2012

UBRIACHIAMOCI ANCORA DI SOLDI, TANTO POSSIAMO SMETTERE QUANDO VOGLIAMO


Oggi pubblico un articolo comparso qualche giorno fa su ComeDonChisciotte, scritto da Doug Harvey sul sito Common Dreams, che mi ha molto colpito perché sintetizza come meglio non si poteva alcuni concetti chiave dell’attuale crisi del capitalismo. In genere non mi piacciono i discorsi troppo generalisti e ideologizzati (per intenderci quelli che finiscono con troppi –ismo), ma queste parole hanno il dono dell’equilibrio e della sobrietà (quella vera, non quella agghiacciante e vuota del cyborg Monti) e vale la pena leggerle con molta attenzione.

Di Doug Harvey

Uno degli aspetti più ingannevoli del capitalismo è l'idea che se si segue con slancio l'acquisizione di ricchezze private, questo in qualche modo sarà automaticamente un "bene" per tutta la società. Scrittrice e sostenitrice del laissez-faire, Ayn Rand scrisse che se una persona non sostiene l’idea che l’avidità sia un bene e che l’"egoismo illuminato" (come prefigurato da Adam Smith) sia la più alta virtù, allora automaticamente sostiene un regime centralizzato oppressivo che non ammette né la libertà personale, né una qualsiasi ricchezza privata.


Si stringe i denti, vivendo nell’oscurità e nella disperazione, in una parola, all’inferno. Questo modo di pensare manicheo è in linea con la tradizione giudaico-cristiana-islamica che risale alla frattura avvenuta nella Valle dell’Indo tra la tradizione Vedica e il sistema di credenze zoroastriano dell’antica Persia. L’idea che il mondo sia caratterizzato da un’eterna "guerra" fra le forze della luce e le forze delle tenebre è alla base di gran parte del cosiddetto pensiero occidentale. 

Nelle Tre Metamorfosi, Friedrich Nietzsche (foto sopra) scrisse che gli umani, sin da bambini, hanno un pesante fardello sulle spalle. Usando la metafora del cammello, descrisse noi che ci addentriamo nella natura selvaggia con questo fardello, per venire attaccati da un grande drago. Il drago era coperto di squame, su ogni squama c’erano le parole "Tu Devi". L’umano si trasforma poi in un leone per combattere con il drago e se il leone sarà vittorioso nella lotta - uccidendo il drago "Tu Devi" - la metafora allora lo riporta a essere un bambino. L’essere umano diventa poi quello per cui è nato, "una ruota che gira fuori dal proprio asse".

Per molti di noi cresciuti nel "mondo sviluppato" una delle squame del drago è quella con le parole "Tu devi credere nella guerra tra luce e tenebre". E la società è convinta che una parte di questa guerra è tra la nozione capitalista dell’"egoismo illuminato" e quella demoniaca "socialista" della proprietà pubblica e dell’altruismo oppressivo che punisce la produttività e premia chi non produce. Questo si è fuso con la struttura religiosa giudaico-cristiana del "bene contro il male" al punto in cui in certi ambienti non c'è distinzione tra la versione laica del mito e quella religiosa. Per terminare la metamorfosi nietzschiana in questo contesto, alla fine molte persone non uccidono il drago. Il risultato è una dialettica sociale in gran parte illusoria e controllato da pensieri mitici, dagli slogan e da teorie indiscusse.

Anche se non si tratta di niente di nuovo, le conseguenze stanno diventando troppo gravi, proprio quando gli esseri umani hanno la capacità senza precedenti di imporre poteri catastrofici. Quello che serve è un forte legame con la realtà, ovvero disfarsi delle ideologie e delle religioni e analizzare i fatti. Il processo iniziato con l’Illuminismo è stato, in linea di massima, uno sviluppo positivo almeno per l’Europa. Ma questo processo è stato interrotto non tanto dalla religione - l’antitesi dell’Illuminismo -, quanto da una ideologia laica secondo cui il procacciarsi ricchezza è un bene sociale.

Se si osa dissentire da questa religione laica ci si ritrova spediti all’Inferno dai Sostenitori della Fede. Se i sostenitori di questo sistema, quando vedono un’opposizione dissidente per loro tanto minacciosa, la condannano di sana pianta, senza mai chiedersi "Quindi, qual è la minaccia?". Questo è ciò che rende lo studio degli scritti di Karl Marx, di Friedrich Engels e di altri dissidenti della fede laica così affascinante. Prima che il "Marxismo" fosse usato come strumento di repressione dai capitalisti di stato (Unione Sovietica, Cina - regimi che usarono la retorica marxista per reprimere la loro stessa gente), è stato e può essere ancora una critica utile alla fede del capitalismo e la sua analisi può essere molto significativa. Alcuni hanno aiutato a riportare d’attualità questa voce del dissenso del XIX secolo sulla base di un’analisi scientifica critica dell’evoluzione del sistema capitalista (Paul Sweezy, Howard Parsons, David Harvey, John Bellamy Foster ed altri).

La critica più importate è la questione sull’assunto dell’"egoismo illuminato come bene comune". Questa ipotesi è basata sulla falsa premessa che gli esseri umani siano separati dal loro ambiente, che in qualche modo siamo al "di sopra" delle normali conseguenze delle azioni nel continuum vita-morte del nostro pianeta. Una breve ricerca sulle conseguenze di questa falsa premessa dovrebbe far riflettere qualsiasi persona con intelletto.

La ricerca di risorse e mercati per alimentare un sistema che deve crescere per sopravvivere ha reso questo pianeta e i suoi abitanti dei prodotti. Nella mitologia capitalista tutto ha un valore in denaro, anche, e forse soprattutto, le persone. Il fatto che gli esseri umani dipendano da un ambiente sano non è una considerazione importante, e il fatto che i capitalisti che hanno raggiunto l’indipendenza finanziaria se lo possano comprare come una proprietà privata è dato per scontato. Tutti gli altri si devono quindi mettere sul terreno della competizione e comprarsi il loro "ambiente sano", oppure essere consegnati a un’esistenza che Thomas Hobbes chiamò "brutta, sporca e breve", una profezia che si autoavvera, se mai ne è esistita una.

Critici e dissidenti come quelli sopra citati danno un taglio a questa narrativa mitica e sottolineano il fatto che la salute ambientale, la sostenibilità e la diversità sono essenziali per la salute umana e non. L’"autorealizzazione" e la protezione di un "bene comune" sono le priorità per questi dissidenti, in un modo ben diverso da come l’"egoismo illuminato" di Smith è diventato un mito della società. Il significato originale della parola greca "economia" ha molto più a che fare con una casa ben curata - che si tratti di una singola abitazione, di un quartiere, di una città o di un’intera regione - che di una proprietà privata. In definitiva la nostra "casa" è il nostro pianeta, non possiamo non considerare questo fatto.

Da qualche tempo abbiamo le foto della nostra Terra scattate dallo spazio. L’evidenza è chiara: siamo una piccolissima casa in mezzo a un enorme mare di tempo e spazio. Dobbiamo cooperare o moriremo. Allo stato attuale, il nostro capofamiglia - il Capitalismo (alcuni preferirebbero il termine "fascismo") - è un alcolizzato che devasta tutti quelli che hanno qualcosa che lui desidera. L’epitome del "self-will run riot" ( ndt: termine inglese per indicare gli alcolizzati ancora convinti di poter smettere facilmente) ha distrutto interi paesi nella ricerca di un'altra bevuta (che siano risorse o mercati) e non si fermerà davanti a nulla, neanche davanti alla propria autodistruzione, continuando la sua cieca e incredibile violenza su tutto il pianeta.

Una volta che "Tu Devi" - il drago che ci disse che questo comportamento era corretto - viene ucciso, la nostra attenzione può passare a un’analisi propriamente più sobria della nostra situazione, lasciando che i pensieri a lungo termine e le soluzioni diventino parte della nostra esistenza giornaliera. La ricerca dell’autorealizzazione per ogni individuo in un ambiente sano - in opposizione alla rigida acquisizione materiale - può diventare il fine ultimo della nostra economia sul pianeta. La gente felice e soddisfatta non saccheggia, non violenta e non uccide gli altri per le risorse o i mercati.

La Terra è un posto di abbondanza, non di scarsità. Le persone possono collaborare e vivere in pace. Ma dobbiamo condividere un impegno nel "reale" - la vita reale influenza la nostra interazione con le risorse di casa -, per le cose che tutti vogliamo come l’aria e l’acqua pulita, una dieta sana, esprimere le nostre potenzialità creative, amare ed essere amati, essere parte di qualcosa di più grande di noi stessi (viene in mente il Pianeta Terra). Diventare quello per cui siamo nati, una "ruota che gira fuori dal proprio asse", con gli occhi e le orecchie puntati sul Pianeta Terra, è il nostro giusto obiettivo. Se la ricerca di ricchezza individuale impoverisce gli altri e il pianeta nel suo complesso - come indicano i fatti – e consegna gli spettatori innocenti a una vita "brutta, sporca e breve", allora rappresenta solo un potere ingiustificato e fuori luogo. È distruttivo. È come vivere con un ubriaco che sta affogando nella propria illusione. È’ il tempo di intervenire.

1 commento:

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