Fa piacere trovare anche fra le fila del partito più di
regime e allineato con le politiche
neoliberiste del governo Monti, il PD
di Bersani con tutta la sua ciurma di pseudo-economisti dell’ultima ora,
persone che prendono decisamente le distanze dalla follia derivante dal brusco
ridimensionamento dell’intervento statale in economia e dalla brutale
cancellazione dei diritti democratici
e del patto sociale fra stato e
cittadini che direttamente ne consegue. Si tratta del giornalista, politico ed
economista Piergiorgio Gawronski,
nipote del più famoso Jas, che già nel 2007 aveva osato sfidare alle primarie
del PD nientedimeno che il gerarca assoluto del partito Pierluigi Bersani e dopo una breve esperienza come consulente
economico della presidenza del consiglio, è tornato all’insegnamento e alla
scrittura.
Per carità, si tratta sempre di una persona dell’alta
nomenclatura che da sempre vive nella sua comoda posizione di privilegiato,
fatta di corsie preferenziali e sollecite segnalazioni, ma quantomeno fa parte
di una ristretta élite illuminata e non di quella debordante torma di fulminati,
che spesso siamo costretti a subire. C’è élite ed élite insomma e non tutti i
ricchi sono per natura stupidi, corrotti e usurpatori, anzi, anche se purtroppo come accade già nell’economia (moneta cattiva caccia quella buona), pure nella società vale spesso la spietata legge di Gresham. In
più di un’occasione Piergiorgio Gawronski ha infatti dichiarato pubblicamente di
essere in aperto contrasto con la linea rigorista e bigotta del partito, e oggi
continua inascoltato a sostenere che per uscire dalla crisi in corso l’unica
strategia certa, sicura, vincente da applicare sono le politiche espansive di tipo keynesiano di stimolo della domanda
aggregata. Si vede che un barlume di intelligenza ancora naviga solitario anche
dentro quella marea di stupidità, menzogne, contraddizioni e reticenze che è
oggi il PD.






